20 APR 2002

Legalità Costituzionale: Pannella, La Rai mi condanna allo sciopero della sete ad oltranza

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Pannella oltre la 124a ora di sciopero della sete denuncia il comportamento dei media che hanno unanimemente posto l'embargo sul video che lo rappresenta mentre beve 'il frutto' del suo corpo Roma, 20 aprile 2002 - "Senza il sostegno della conoscenza e della informazione da parte dei cittadini italiani di questi drammatici e importantissimi eventi istituzionali, o volti a richiamare su di essi l’attenzione, non -ripeto: non- mi consentiranno altro che di procedere ad oltranza nel mio sciopero della sete".

Così in un comunicato emanato intorno alle 14 e trenta, Marco Pannella constatava
l'embargo, il decreto di clandestinizzazione rispetto al documento registrato nella mattinata di ieri, in cui il leader radicale beveva le proprie urine per "guadagnare 24 ore di vita".

Pannella ha constatato che il video nella sua versione integrale - che pure dura solo 90 secondi - è stato trasmesso solo nell'edizione notturna del tg2, mentre versioni tagliate sono state mandate in onda dalle edizioni serali del tg3 e dal tg2, e che dunque questo ha consentito ad una percentuale irrisoria di cittadini di conoscerlo.

"E' un minuto e mezzo che abbiamo fornito per sintetizzare una storia, un'urgenza, un diritto" ha sottolineato Pannella, dichiarandosi indisponibile ad essere complice "di un decreto" e del "comportamento illegale che non consente agli italiani di conoscerlo"."E dunque - ha concluso Pannella - se quel documento non sarà fatto conoscere agli italiani, lo sciopero della sete andrà ad oltranza.

In un comunicato emanato poco dopo l'intervento a Radio Radicale, Marco Pannella ha ulteriormente precisato il proprio obiettivo: "Ho detto e ripeto che, senza ciò (consentire la conoscenza del video ai cittadini, ndr), Consulta, Parlamento, Presidenza della Repubblica, il Satyagraha in causa in queste ore vivranno in un paese costretto all’ignoranza, alla distrazione, dai vecchi padroni della RAI-TV, oggi grazie a errori e vizi di Berlusconi, scatenatisi ignominiosamente quali difensori della legalità, del diritto, dei diritti, di una civiltà liberale".

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