24 APR 2002

Radicali e Israele nell'UE: Pannella incontra i giovani della comunità ebraica di Roma

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Pannella ha incontrato i giovani della comunità ebraica di Roma per discutere della crisi in Medio Oriente, ma soprattutto hanno spiegato la tesi che ha portato i radicali a chiedere che Israele entri nell'Ue, perchè "testa di ponte della democrazia".Roma, 23 aprile 2002 - Dopo molti anni Marco Pannella è di nuovo ospite della comunità ebraica di Roma, per un dibattito sulla proposta radicale di immediata adesione di Israele nell'Unione Europea."Sono sionista" ha esordito il leader radicale, specificando che vi sono dei termini che vanno fatti rivivere per far crescere la storia e creare quella futura, e per questo nel suo intervento ripercorre la storia del secolo scorso per far capire ai suoi giovani interlocutori il valore della proposta radicale.

L'importanza della storiaPannella come prima cosa ha offerto al pubblico una serie di documenti che testimoniano le azioni che i radicali hanno intrapreso per Israele dal 1982 ad oggi, data in cui il neo presidente coordinatore del PRT ha lanciato l'idea di annettere Israele all'Unione Europea."Vi mostro questi documenti con imbarazzo - ha detto Pannella - perché non siamo riusciti a realizzarli.

Ma siamo ed eravamo soli - continua - perché allora non vi era impegno politico, perché si sottovaluta di difendere con la propria libertà la libertà degli altri".Prega loro di leggerli, perché sono un segno importante della storia e della storia, e soprattutto della storia non violenta gandiana dei radicali, che a differenza dei pacifisti non "favoriscono il riarmo dei totalitari contro il riarmo militare - dice - i pacifisti non manifestano dove non possono manifestare, cioè ne paesi totalitari, i non violenti lo fanno soprattutto lì e lo fanno non quando è scoppiata la guerra, lo fanno nei momenti in cui occorre edificare qualcosa di diverso".L'Europa di Ernesto Rossi e Altiero SpinelliE proprio in questo contesto si colloca la proposta di Israele nell'Ue.

"Nel manifesto di Ernesto Rossi ed Altiero Spinelli - ha spiegato Pannella - il presupposto era Europa e Stati Uniti d'Europa, perché gli stati nazionali sono menzogna, sono inganno e non possono essere contenitori né di progresso né di democrazia, essendo ormai dimensioni assolutamente inadeguate ai problemi che il mondo moderno poneva in termini di democrazia, di crescita, di alternativa sociale, contro stati aristocratici e di classe".No all'indipendenza di IsraeleIl leader radicale ricorda quando in passato il PRT aveva comprato delle pagine sul Jerusalem Post intitolate "Perché non vogliamo l'indipendenza di Israele", "per provocare la lettura - dice - ma per gli stessi motivi per cui i fascisti erano per l'indipendenza d'Italia, l'indipendenza di Germania, l'indipendenza di Francia, perché - continua - poi quel contenitore se ridotto all'Abruzzo (Israele è poco più grande dell'Abruzzo), non lo capisco quando si parla di pace"."Noi abbiamo subito detto che ci vogliono idee, senza idee non ce la facciamo - ha spiegato - se noi abbiamo delle idee, delle ipotesi, degli obiettivi possibili, possiamo comprendere se abbiamo fatto dei passi in avanti o indietro, possiamo verificare se passo dopo passo stiamo costruendo un muro e se possibile una città aperta perché non è più necessario costruire un muro di cinta"."Quindi - ha proseguito - l'indipendenza nazionale è una menzogna e un inganno, l'autonomia, la sovranità è un altro inganno, è come di autonomia all'interno di una catena di poteri e di poteri mondiali".

I problemi di IsraelePannella ha quindi spiegato quali sono i problemi attuali di Israele: "Anche in Israele il pluralismo fa si che litighino molto, è il regime del proporzionale"."Che cosa manca? - si domanda - Israele è lo 0.2 del territorio mediorentale, questo 2.0 è tale da poter fare paura? Il regno saudita rifornisce il mondo di corruzione e quattrini, Israele rappresenta per il Medio Oriente un tumore in un corpo e hanno il terrore delle metastasi, vogliono spostarla chirurgicamente"."Israele - ha proseguito - è nella sua cultura faticosamente difesa e democratica ed è uno Stato laico, nelle condizioni storiche date, credo sia un dato doveroso".

Quindi secondo Pannella Israele deve scomparire come tumore democratico in Medio Oriente, "deve morire non tanto perché sionista, ebraica, ma perché democratica".

Quale Europa per Israele"Noi non parliamo di Israele nell'Ue come annessione geografica - specifica - ma l'Unione Europe è la Ue che abbiamo escogitato quando la Spagna era fascista, quando il Portogallo era Salazariano, quando i colonnelli erano in grecia, quando la Russia e l'impero sovietico erano dappertutto, noi chiediamo l'adesione a Unione Europea cioè degli Stati che sono fondati su dichiarazioni dell'uomo dell'Onu, a tutte quelle convenzioni che sono sempre più dure, più difficili, che garantiscono, riconoscono come diritto naturale e storicamente acquisito quello alla democrazia e quello alla libertà dell'individuo: dove non esiste diritto dell'uomo e della donna, lì c'è guerra".Pannella ha poi spiegato il significato di "Testa di Ponte": "Isreale è frontiere dell'Ue.

Lì se rinunci a un centimetro è un invito alla guerra, quindi ho paura del pacifismo applicato lì.

Cosa possiamo fare con dei compagni che sono onesti anche se pacifisti.

Occorre un'idea e la nostra non è l'Europa, ma l'Unione Euroea: la tutela di Israele deve apparire, il problema è democratici o no.

La liberazione degli arabi e dei loro continenti passa attraverso la israelizzazione del loro continente e del loro popolo" ricordando in conclusione che gli unici cittadini arabi che hanno diritti sono quelli che vivono in Israele.

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