02 MAG 2002

BCE: Conferenza stampa di Duisenberg, Il 2002 sarà meno favorevole delle aspettative

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L'andamento dell'economia mostra lievi segnali di ripresa, ma anche preoccupazioni per la stabilità dei prezzi.

Servono le riforme strutturali e un rigoroso controllo sul costo del lavoro.

2 maggio 2002 - Il 2002 sarà un anno di ripresa economica, ma le previsioni sono meno ottimistiche di quanto potessero apparire alla fine dell'anno scorso.

Questo il giudizio della Banca Centrale Europea, illustrato dal presidente Wim Duisenberg al termine della riunione del consiglio che - come previsto - ha lasciato invariati i tassi di interesse.

"Le prospettive per la stabilità dei prezzi appaiono in
qualche modo meno favorevoli di quanto non fossero verso la fine dello scorso anno" ha detto subito Duisennberg nel corso della conferenza stampa, parlando di "incertezze" che ancorchè in parte dovute "all'influenza di specifici fattori temporanei" rendono però necessaria mantenere alta la vigilanza.

In sostanza, il presidente della Bce ha chiamato gli stati membri a rispettare il patto di stabilità, a procedere alle riforme strutturali ed a tenere sotto controllo il costo del lavoro.

Ripresa graduale Quanto alle previsioni per l'anno in corso, la Bce conferma la ripresa che però inizialmente procederà con "passo graduale", mentre solo nel 2003 dovrebbe potersi dispiegare pienamente.

I dati positivi, che inducono ad un cauto ottimisomo, sono individuati da Duisenberg nella crescita della fiducia nella zona euro che induce ad un consolidamento della domanda interna e nel più positivo ambiente economico internazionale che dovrebbe favorire le esportazioni, nell'ambito di condizioni finanziarie che permangono favorevoli.

Preoccupazioni per andamento dei prezzi A fronte di questa previsione ottimistica per l'economia della zona euro, però, Duiseneberg non nasconde le preoccupazioni a partire sulle possibilità di un rafforzamento dell'attuale crescita a partire dalle incertezze sul prezzo del petrolio.

Le preoccupazioni vengono confermate anche dall'andamento del tasso di inflazione annuale passato dal 2.7% di Gennaio al 2.2% di Aprile, "esso è stato però - ha sottolineato Duisenberg - meno soddisfacente di quanto ci si potesse aspettare qualche mese fa" e non solo a causa dell'incremento del prezzo del petrolio.

Evitare il consolidamento dell'inflazione La maggior preoccupazione della Bce è che le recenti impennate dei prezzi, benchè in parte frutto di fattori localizzati, "non abbiano a consolidarsi" e in una congiuntura che non consente di fare previsioni certe sul futuro "è perciò particolarmente importante mantenere alta la vigilanza sulle ulteriori evoluzioni dei fattori chiave che determinano l'andamento dei prezzi".

Costo del lavoro sotto controllo Non è certo, infatti, che l'inflazione, "possa scendere sotto il 2% nei prossimi mesi" sottolinea Duisenberg che chiama dunque in causa non solo il petrolio, ma anche il costo del lavoro, soprattutto in vista delle contrattazioni in corso in molti stati membri.

"Un eccesso nella crescita dei salari - ha affermato il presidente della BCE - potrebbe creare costi addizionali con potenziale impatto non solo sui prezzi, ma anche sulla crescita dell'occupazione e sul prodotto interno lordo.

Nuovo richiamo alle riforme strutturali La Bce ha nuovamente richiamato al rispetto del Patto di stabilità ed all'accelerazione dei processi di riforme strutturali, nella spesa pubblica, nel sistema di entrate, nel mercato del lavoro e nei mercati finanziari.

"Queste riforme - ha concluso Duisenberg - sono necessarie per garantire la crescita del PIL e dell'occupazione su basi sostenibili".

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