13 MAG 2002

Radicali: Conversazione settimanale con Marco Pannella, In Cina e Israele conferme sulla nostra forza

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Il regime di Pechino individua ufficialmente nei radicali il suo peggior nemico.

Al contrario, nel dibattito politico israeliano, si odono echi delle proposte radicali.

Pannella: "Le nostre idee hanno forza" 13 maggio 2002 - Due notizie, provenienti rispettivamente da Pechino e da Tel Aviv, riferite dallo stesso Marco Pannella, hanno aperto la conversazione settimanale condotta da Massimo Bordin.

Per il leader radicale si tratta di due fatti che, sia pur con segno diverso, confermano la forza e la portata delle proposte e delle lotte radicali.

L'attacco cinese a Dupuis ed al PR La prima concerne
un articolo apparso sull'organo ufficiale del Partito Comunista Cinese, nel quale Olivier Dupuis e il PR vengono individuati tra i peggiori nemici che il regime di Pechino abbia in Occidente.

Il leader radicale ha ricordato, inoltre, che questo attacco giunge pochi giorni dopo l'avvio di un'altra inziativa condotta in sede Onu contro il partito radicale, da parte di un altro feroce regime dittatoriale, quello del Vietnam, a seguito delle inziative assunte dal PR in seno alle nazioni unite (dove il PR ha lo status di organizzazione non governativa), a difesa del popolo montagnard, la minoranza etnica perseguitata da Hanoi.

In Israele si fanno strada le idee radicali L'altra notizia, giunge invece da Israele ed è contenuta nelle cronache sulla riunione del Likud, il partito conservatore israeliano.

Infatti, Pannella ha evidenziato come nel dibattito che ha visto lo scontro tra Sharon ed il suo avversario interno, Benjamin Netyanahu sulla questione della prospettiva dello stato palestinese, il premier abbia fatto esplicito riferimento alla necessità per Israele di pretendere profonde riforme istituzionali e sociali nel governo palestinese prima di giungere ad accordi di pace.

Ricordando il "bombardamento" cui da decenni i radicali stanno sottoponendo la politica israeliana, e con sempre più maggiore insistenza negli ultimi mesi, Pannella ha giudicato le dichiarazioni di Sharon come una prima chiara eco della proposta radicale di porre al centro della questione arabo-israeliana il problema "dei diritti civili ed umani di tutti i cittadini mediorientali, a partire dai palestinesi".

"Le nostre idee - ha aggiunto Pannella - sono forti, hanno forza, prendono corpo, prendono voce, prendono mano".

Ancora niente messaggio di Ciampi alle Camere Naturalmente anche i temi di attualità politica italiana hanno interessato il dialogo radiofonico tra Pannella e Bordin, a partire dal Satyagraha radicale per la legalità costituzionale, che è ripreso nelle forme degli scioperi della fame dallo scorso 8 maggio.

Sul punto, il leader radicale ha voluto ricordare che insieme alla questione del plenum della camera, la propria iniziativa nonviolenta è volta ad ottenere il messaggio di Ciampi alle Camere, che però continua a non giungere.

Giustizia: l'Anm sovversiva Sul fronte giudiziario, con il proseguire della polemica sulla magistratura napoletana ha consentito al leader radicale di rinnovare le proprie accuse nei confronti della magistratura associata, la cui attività è stata definita letteralmente "sovversiva" rispetto al diritto ed alla legalità.

Da Berlusconi ancora possibile "un cinico colpo di genio" La questione giustizia è servita a Pannella, però, anche per ricordare le responsabilità di Silvio Berlusconi, la cui campagna militante astensionista in occasione dei referendum radicali giunti al voto nel maggio del 2000, fu "l'uomo della provvidenza" per la salvezza di quel partito dei giudici contro cui oggi lo stesso premier è costretto a confrontarsi.Se per Pannella, Silvio Berlusconi è un vero e proprio "nemico" dei radicali su determinate questioni, il leader radicale però, continua a ritenere doveroso aprire una interlocuzione con il premier, poichè egli è l'unico che può avere un "cinicissimo colpo di genio e scegliere per l'ultima parte della legislatura la scelta del 1994 non quelle del 1995 in poi, che sono scelte di malaffare".

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