16 MAG 2002

Giustizia: Per la seconda volta Ciampi fa cilecca con i magistrati (Interviste a Patrono e Castelli)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 22 min 34 sec

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Ancora una volta le informali iniziative del Capo dello Stato sul terreno della giustizia, non ottengono l'effetto desiderato.

Patrono (ANM) assicura, "Comunicazione era atto dovuto" Roma, 16 maggio 2002 - Ci aveva già provato lo scorso 20 aprile, alla vigilia dell'assemblea nazionale dei magistrati convocata per decidere la mobilitazione.

Il Capo dello Stato inviò un messaggio cercando di scongiurare lo sciopero, ma l'opera fu vana.

Ieri Ciampi, nella sua veste di mediatore degli scontri politici, aveva indirizzato ai magistrati una lettera di assicurazioni sul possibile buon esito delle
trattative in corso tra Anm e governo sul dl di riforma dell'ordinamento giudiziario e sulla questione economica.

In tal senso chiedeva ai magistrati in rivolta di desistere la proclamazione formale dello sciopero.

Poche ore dopo , però, i magistrati formalizzavano "la comunicazione di proclamazione dello sciopero di una giornata per il 6 giugno", trasmesso ufficialmente alla presidenza del Consiglio dei ministri e al ministero della giustizia.

Patrono, comunicazione formale è "atto dovuto" Il presidente dell'Anm Patrono, ha però precisato che si trattava di "un atto dovuto", in adempimento a quanto previsto dal codice di autoregolamentazione approvato dalla commissione di garanzia per l' attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

La legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali - ha ricordato Patrono - "prevede che almeno quindici giorni prima della data indicata per l'astensione si trasmetta agli organi competenti la comunicazione ufficiale e che la revoca, invece, venga resa nota una settimana prima.

Noi, insomma, abbiamo agito nei termini previsti dalla normativa vigente".

Quanto alla missiva di Ciampi, per Patrono si trattava di "una lettera di cortesia" nella quale il Capo dello stato "si augura che le parti trovino un accordo e che dunque non si vada allo sciopero".

Tutto dipende dal Governo Quanto all'effettivo svlgimento dello sciopero il presidente dell'Anm ha rinviato tutto alla responsabilità del Governo, "Tutto dunque dipenderà dalla controparte, cioe' da quello che ci proporrà concretamente il ministro della Giustizia" ha affermato Patrono in vista dell'incontro che ci sarà domani al ministero, mentre nella riunione del Comitato dell'Anm del prossimo 25 maggio, sarà presa la decisione definitiva dopo aver valutato l'esito dell'incontro con il governo.

Un sostegno alla posizione di Patrono è giunto oggi anche da Piero Fassino per il quale "la possibilita' che lo sciopero dei magistrati non si faccia non dipende dai giudici ma dal Governo".

Anche il leader dei Ds accoglie l'intervento di Ciampi come "un tentativo di favorire un accordo".

Tocca al Governo - ha aggiunto il segretario DS - ritirare "l'inaccettabile riorganizzazione del settore che riduce l'efficienza della giustizia e mette in discussione l'autonomia e l'indipendenza della magistratura".

Aschettino: Sciopero dietro l'angolo Se Patrono ha buttato acqua sul fuoco, il segretario dell'Anm Luigi Aschettino con un intervento in serata ha rinfocolato la polemica annunciando però che "l'Anm e i magistrati sono mobilitati verso lo sciopero" e parlando di "sciopero dietro l'angolo".

"In tre settimane - ha spiegato - non abbiamo ricevuto dal governo segnali concreti della volontà di modificare il decreto legge sulla riforma dell'ordinamento giudiziario".

Questa affermazione ha provocato la reazione del ministro Castelli che si è dichiarato sorpreso del tenore dell'intervento del segretario dell'Anm, tantopiù che esso giunge "proprio alla vigilia di un importante momento di confronto tra il governo e la rappresentanza sindacale dei magistrati, durante il quale il ministro della giustizia e i rappresentanti dell' Anm tenteranno di raggiungere un accordo sulla riforma".

Insomma, anche se Ciampi non sembra aver ottenuto l'effetto di fermare lo sciopero dei magistrati, la sua azione farà sentire senz'altro una ulteriore pressione sul governo.

leggi tutto

riduci

  • Intervista al presidente Anm, Antonio Patrono

    (A cura di Lorena D'Urso)
    0:00 Durata: 4 min 50 sec
  • <strong>Servizi correlati</strong> (20-04-2002): Assemblea Anm, Deciso lo sciopero dei magistrati per il 6 giugno (05-04-2002): ANM contro la riforma dell'ordinamento giudiziario
    0:00 Durata: 11 min 16 sec
  • Intervista al ministro Roberto Castelli

    (A cura di Claudio Landi) <br>
    0:04 Durata: 6 min 28 sec