17 MAG 2002

11 settembre: Bush respinge le critiche, «Se avessi saputo avrei fatto tutto il possibile»

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Registrazione video di "11 settembre: Bush respinge le critiche, «Se avessi saputo avrei fatto tutto il possibile»", registrato venerdì 17 maggio 2002 alle 00:00.

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Bush è oggi intervenuto in prima persona per difendersi dalla selva di polemiche che si sono abbattute sulla sua amministrazione dopo la diffusione della notizia sell'informativa dell'Fbi che il 6 Agosto informava lo stesso Bush sul possibile dirottamente di jet di linea da parte dell'organizzazione di Osama bin Laden. <p>Il presidente Usa, che voci di corridoio descrivono letteralmente furioso per la polemica nei suoi confronti, ha contestato i ragionamenti col "senno di poi" che da parte degli esponenti del Congresso vengono utilizzati per criticare il suo operato. <p>In campo anche Cheney e Laura <p>Di strumentalizzazione politica ha parlato anche il vicepresidente Dick Cheney, nel corso di una convention del Partito Repubblicano. ''I miei amici democratici del Congresso - ha affermato Cheney- devono prestare molta attenzione nel non cercare di guadagnare un vantaggio politico avanzando ipotesi incendiarie come quelle fatte da alcuni oggi, l'idea cioe' che la Casa Bianca disponesse di informazioni in grado di prevenire gli attacchi dell'undici settembre''. <p>''Commenti di questo genere - ha aggiunto il vicepresidente - sono del tutto irresponsabili e indegne di un leader nazionale in tempo di guerra''.In giornata anche la First Lady Laura era intervenuta a difesa del marito: ''Conosco mio marito e e tutti gli americani sanno come ha agito in Afghanistan e nella guerra contro il terrorismo. Credo davvero che dobbiamo guardare in prospettiva e che sia triste devastare le emozioni della gente come se ci fosse stata qualche cosa che avremmo potuto fare per fermare gli attacchi". <p>L'11 settembre fu previsto in uno studio del 1999 <p>Ad alimentare la sensazione che in realtà gli attentati con aerei-kamikaze potessero essere scongiurati è oggi emersa la notiza che da due anni, sul sito internet del Congresso è disponibile uno studio commissionato dall'Amministrazione Clinton alle agenzie di sicurezza. <p>In esso viene prospettato uno scenario di attacco terroristico con aereoplani scagliati contro edifici, e si fa esplicita menzione di Al Quaeda come possibile autore dell'attentato, i cui obiettivi sensibili sono individuati nella sede del Pentagono, nel quartier generale della Cia e nella stessa Casa Bianca. <p>Non sembra che l'amministrazione Bush abbia mai preso in considerazione il documento. <p>I parlamentari chiedono l'inchiesta <p>Soprattutto dal fronte democratico molti parlamentari hanno chiesto l'avvio di un inchiesta ed anche i parenti delle vittime chiedono chiarezza. "Abbiamo bisogno di sapere cosa è accaduto ed in che cosa è possibile migliorare" ha affermato il leader democratico Richard Gephardt, per il quale i servizi di intelligence hanno "evidentemente fallito". <p>Molti parlamentari sono i parlamentari, soprattutto democratici, ma anche repubblicani, per i quali il governo non abbia fatto tutto il possibile e i servizi di sicurezza hanno fallito. <p>L'accusa è quella di non essere stata in grado di mettere insieme tutta una serie di tracce, attraverso le quali si sarebbe potuto comprendere che l'attacco terroristico era imminente: dalla segnalazione di un agente Fbi sul sospetto numero di arabi che prendevano lezioni di volo in Virginia, all'arresto di Zacarias Moussaoui, l'uomo che ha frequentato corsi di pilotaggio in Minnesota, ora accusato di essere il quinto elemento dell'aereo che si è schiantato nelle campagne della Penssilvanya. <p>I repubblicani invocano l'amor patrio <p>Contro l'ipotesi di inchiesta si è schierato Porter Goss, presidente del Comitato parlamentare per l'Intelligence per il quale tutte le informazioni riferite dalle agenzie di sicurezza, non hanno fornito ancora nessun elemento che possa far pensare che nel governo qualcuno fosse stato avvisato. <p>Il fronte di Bush si difende chiamando a raccolta l'amor patrio della nazione in guerra e sempre Porter Goss parla apertamente di una polemica che mette in pericolo gli Usa: "L'unica cosa che questa vicenda sta ottenendo - ha affermato il presidente del comitato per l'Intelligence - è quella di dare aiuto e sostegno morale al nemico e io non penso che ci sia qualcuno che vuole aiutare i terroristi". <p>In tal senso, il senatore Tom Daschle, da molti indicato come uno dei possibili antagonisti di Bush alle prossime presidenziali, ha riferito ai giornalisti che l'amministrazione Usa per bocca del vicepresidente Dick Cheney si sarebbe dichiarato contrario all'inchiesta poichè essa rischierebbe di compromettere la serenità dei servizi di intelligence chiamati ad un duro lavoro dopo l'11 settembre. <p>L'opinione degli americani <p>Un sondaggio condotto dalla Gallup per la Cnn e per il quotidiano 'Usa Today' ha rivelato lo stato d'animo degli americani dopo le recenti rivelazione e le successive polemiche: due su tre pensano che l'Amministrazione del presidente George W. Bush avrebbe dovuto rivelare prima che aveva avuto un allarme dirottamenti anteriore all'11 Settembre. <p>L'opinione pubblica è divisa invece sul giudizio dell'operato della Casa Bianca: è di poco superiore al 50% il numero degli americani che considera inadeguata la reazione dell'amministrazione agli allarmi dell'Fbi. Tre quarti dei cittadini Usa, comunque indicano di di mantenere ''buona fiducia'' nella capacita' dell'Amministrazione Bush di proteggerli da futuri attacchi terroristici e solo uno su tre ha visto peggiorare il proprio giudizio sul presidente.