20 MAG 2002

Radicali: Pannella, Far crescere la «linea radicale» che attraversa verdi e liberali in Europa

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Il leader radicale sottolinea i segnali incoraggianti che giungono dalla Germania: dall'intervento di Joscha Fischer al Congresso dei Verdi, alle prese di posizione alla leadership del partito liberale tedesco.

L'impegno dei radicali in vista delle Europee del 2004 Roma, 20 maggio 2002 - In una sorta di supplemento alla conversazione settimanale a Radio Radicale, Marco Pannella ha riferito e commentato alcune notizie che nel dibattito interno ai verdi e ai liberali tedeschi, fanno individuare una serie di segnali che vanno nella direzione delle lotte radicali e quindi foriere di interessanti
prospettive anche in vista delle elezioni europee del 2004.

Al contempo, però per i radicali è necessario evitare che queste manifestazioni possano essere neutralizzate dall'intervento delle forze di sottopotere: dai verdi italiani pronti a dichiararsi 'fischeriani', ai liberali inglesi ufficialmente condizionati da Rutelli e dalla scelta ulivista.

La denuncia di Fischer al congresso dei Verdi Pannella ha anzitutto commentato l'intervento di Joscha Fischer al congresso del suo partito, i Verdi tedeschi.

Il ministro tedesco ha infatti assunto una posizione che ricalca in pieno l'obiettivo delle lotte radicali per la globalizzazione della democrazia e dei diritti contro l'oppressione dei popoli da parte delle dittature dei paesi totalitari.

Fischer ha infatto rivolto un monito a quella parte di sinistra tedesca che si prepara a contestare l'arrivo di Bush in Germania previsto nei prossimi giorni, ammonendoli a riflettere sul fatto che mentre si intende fischiare e protestare contro il presidente democraticamente eletto, di un paese democratico come gli Stati Uniti, al contrario nessuna voce si alza contro i dittatori di regimi totalitari, da Putin ai leader arabi che opprimono i loro popoli.

"Fischer - ha sottolineato Pannella - ha avuto lo straordinario merito di da ministro degli esteri e da leader dei verdi tedeschi, quella che è la posizione in cui si incardina la lotta radicale".

Liberali tedeschi e liberali britannici Pannella ha poi riferito un altra notizia sintomatica, sempre proveniente dalla Germania, dove un eletto locale regionale è uscito dai verdi su posizioni pro-siriane ed anti-israeliane ed ha trovato accoglienza nei liberali tedeschi.

Il fatto ha però suscitato la reazione da parte dei leader nazionali tedeschi che hanno chiesto l'apertura di un dibattito interno al partito, in vista delle prossime elezioni.

Questa reazione da parte della leadership del partito liberale tedesca, ha indotto Pannella ha sottolineare le differenze con il partito liberale inglese, definiti come "il continentale dei partiti britannici", che al parlamento europeo, "è legato attraverso Rutelli alla Commissione e dunque al potere e al sottopotere".

Del resto - ha ricordato Pannella - i liberali inglesi sono pienamente coinvolti nel progetto Rutelliano di ricostruire un partito democristiano, preparando l'ingresso di quelli che i leader radicale ha definito sarcasticamente "i grandi i liberali della sinistra popolare, a partire da Ciriaco De Mita".

Evitare i papocchi Il leader radicale ha quindi concluso osservando come il primo ad accogliere con entusiasmo le dichiarazioni di Joscha Fischer sia stato Pecoraro Scanio, "leader del partito degli assessori e delle poltrone", pronto ad essere anti-global o 'fischeriano' a seconda delle circostanze, ha richiamato la necessità per i radicali di attivarsi per evitare che queste prese di posizione che hanno piena affinità con le politiche e le lotte radicali, siano assorbite in un 'papocchio', da parte dei partiti di sottopotere, a partire dai verdi italiani.

"E' probabile che ci riescano - ha concluso Pannella - ma noi dobbiamo in gran fretta evitarlo anche con la forza del Satyagraha".

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