10 GIU 2002

Francia: Chirac in vantaggio al primo turno

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Registrazione video di "Francia: Chirac in vantaggio al primo turno", registrato lunedì 10 giugno 2002 alle 00:00.

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  • L'orientamento dell'elettorato premia lo schieramento di centrodestra, ma il sistema elettorale a due turni rimanda l'esito conclusivo al risultato dei ballottaggi. Le Pen non sfonda <p>10 giugno 2002 - aggiornamento ore 2.00 (CET) - Tutti sono concordi nell'affermare che il primo turno delle elezioni legislative ha visto la vittoria del centrodestra che in termini di voti percentuali ha raccolto il 43% dei voti contro il 36% racimolato dalla sinistra. Il secondo partito è stato però quello astensionista attestatosi alla cifra record del 39%. <p>Sistema elettorale a doppio turno <p>In realtà, per il momento lo schieramento di Chirac ha eletto all'assemblea nazionale (secondo i risultati noti alle 23) solo una cinquantina di deputati: il sistema elettorale a due turni, infatti, prevede il ballottaggio nel caso in cui nessun candidato ottenga la maggioranza assoluta dei voti e consente l'accesso al secondo turno a tutti coloro che abbiano superato un quorum del 12,5%. <p>Tra il primo ed il secondo turno si assiste al gioco delle desistenze incrociate: l'accordo tra i partiti impone il ritiro di alcune candidature per far convogliare i voti su quel candidato che nel collegio elettorale abbia maggiore probabilità di batterre il rappresentante dello schieramento avverso. <p>Chirac col vento in poppa <p>In realtà che l'opinione dell'elettorato abbia premiato Chirac è indubitabile, se si tiene conto che si contano in pochissime unità i candidati del centrosinistra che hanno vinto al primo turno. <p>Altri elementi, inoltre, fanno pensare agli analisti che la sinistra abbia poche possibilità di rimonta al secondo turno: in termini di voti percentuali, se i socialisti hanno tenuto, assestandosi sul 22%, verdi e comunisti sono stati ridotti all'osso (rispettivamente 4 e 5%), ma il momento di crisi rappresentato dalla clamorosa esclusione di Jospin dal ballottaggio alle presidenziali non sembra essere superato. <p>Sinistra in crisi <p>Infatti, la coalizione non ha un vero leader riconosciuto dopo il ritiro di Jospin, è riuscita a trovare candidati comuni solo in un terzo delle circoscrizione ed infine, non è stato trovato nemmeno un accordo sui punti di programma. <p>Del resto, l'unico argomento che ha cementato la sinistra è stato quello della a sostegno della 'coabitazione': la presenza di un premier di sinistra che avrebbe controbilanciato la politica di Chirac dall'Eliseo. <br>Questo argomento però, si è rivelato ben presto un clamoroso boomerang, dal momento che, poche settimane prima, per tutta la campagna per le presidenziali, quando Jospin era primo ministro in carica e candidato all'Eliseo, la sinistra aveva duramente criticato la coabitazione. <p>Le Pen non sfonda <p>Dopo l'exploit delle presidenziali, il Fronte Nazionale di Jean-Marie Le Pen non è riuscito a ripetere la performance, attestandosi su dati percentuali in flessione rispetto alle precedenti legislative e portando al secondo turno solo pochi candidati. Secondo alcune previsioni, nella prossima assemblea legislativa potrebbero esserci solo poche unità di rappresentanti dell'estrema destra. <p>Tracollo anche per i partiti della sinistra alternativa i cui voti non superano il 2%, contro il 10% raccolto alle presidenziali. <p>Questi dati confermano che l'affermazione di Le Pen al primo turno delle presidenziali fosse dovuta piuttosto al tracollo del centrosinistra che ad un reale spostamento su posizioni di estrema destra da parte dell'elettorato francese.