24 GIU 2002

Plenum Camera: Marco Pannella al Tg2, Sciopero della sete se ci sarà nuovo rinvio

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Il leader radicale al Tg2 annuncia: Se domani (martedi) la conferenza dei capigruppo non troverà una soluzione passerà allo sciopero della sete Roma, 24 giugno 2002 - "Dinanzi ad un esito negativo, che riterrei provocatorio contro il diritto, contro la Repubblica e contro i cittadini, da nonviolento non posso che passare di nuovo allo sciopero della sete".

Con queste parole, Marco Pannella ospite in diretta dell'edizione serale del Tg2 ha confermato la propria ferma determinazione di passare allo sciopero della sete se la riunione dei capigruppo convocata per la giornata di domani (martedi)
dal presidente della Camera Casini e dal presidente della Giunta Antonello Soro, non troverà una soluzione sulla questione dei 13 seggi vacanti alla Camera ad oltre un anno dalle elezioni politiche del 13 maggio 2001.

Fermare la flagranza di reato Per Pannella, infatti un ulteriore rinvio equivarrebbe alla prosecuzione di una "flagranza di reato", la perseveranza da parte dei massimi vertici istituzionali nella mancata attuazione di "un imperativo di legge".

Pannella ha poi ricordato che la propria richiesta non entra nel merito della soluzione.

"Facciano tutto quello che vogliono - ha affermato - ma hanno un obbligo e già da un anno dovevano fare una scelta ed assumersene la responsabilità", mentre al contrario "quando i cittadini non fanno il proprio dovere entro i tempi stabiliti dalla legge ne pagano le conseguenze" e dunque un ulteriore rinvio nella riunione di domani risulterebbe gravissimo.

Il leader radicale ha infatti ribadito la propria convinzione che "il costo imposto al nostro paese da questo comportamento ai massimi livelli dello stato" risulterebbe essere "infinatamente più gravi delle infamie assassine dei terroristi delle brigate rosse".

Spes contra spem Pur essendo visibilmente dimagrito ed in condizioni precarie di salute dopo 73 giorni di partecipazione al Satyagraha, condotto prevalentemente con lo sciopero della fame, ma anche con sei giorni di sciopero della sete, ha però ribadito la propria determinazione ad andare fino in fondo nella battaglia per la legalità costituzionale.

"Non sono lieto di passare allo sciopero della sete - ha concluso Pannella - e dunque mi auguro che il vostro impegno e anche una presa di coscienza del Presidente della Repubblica, consentano che si attui la legge senza dovere sacrificare molte cose, magari la vita".

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