29 GIU 2002

Pannella: «L'Italia sta diventando un luogo di morti civili» (Intervento a Radio Radicale)

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Il leader radicale nell'imminenza dell'avvio di un nuovo drammatico sciopero della sete illustra un ulteriore elemento dell'illegalità italiana Roma, 29 giugno 2002 - "Se c'è davvero gente che dà corpo alle legge, alla legalità italiana, queste persone devono essere assassinate, perchè non possono permettere che la legalità viva in Italia".

Questa la descrizione sintetica della situazione che Marco Pannella (giunto al 78° giorno di satyagraha, condotto prevalementemente in sciopero della fame) ha offerto nel corso di un intervento nel notiziario pomeridiano a Radio Radicale,
all'immediata vigilia dell'avvio di un nuovo drammatico sciopero della sete in difesa della legalità che partirà domenica 30 giugno.

"Che l'Italia sia divenuta un luogo di morti civili mi pare legittimo cominciare a non dubitarne seriamente".

Questa la constatazione del leader radicale, a partire dalla quale ha rinnovato l'invito alla partecipazione alle due giornate nazionali di "fame e sete di diritto, di giustizia, per la legalità" proclamate per lunedi 1 e martedi 2 luglio.La necrofilia dell'informazioneA questa conclusione Pannella è giunto dopo aver sottolineato un ulteriore elemento dell'illegalità italiana, a partire dal comportamento del sistema di informazione, definito "una razza", "un'antropologia culturale di gente al potere" che "annienta formalmente le istituzioni e le leggi come elemento della vita del nostro paese".

Il leader radicale ha analizzato il comportamento del servizio pubblico radiotelevisivo paragonandolo alla necrofilia del fascismo: "Vivono e ci fanno vivere in attesa della prossima madre che ammazza i figli o di figli che ammazzano la madre, di palestinesi ammazzati dagli israeliani".

Nella Rai simbolicamente retta "dall'emerito presidente della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre" si assiste alla "totale cancellazione di tutte le reti delle battaglie per i diritti civili ed umani e di qualsiasi attenzione della vita concreta delle istituzioni", e viene messo al centro dell'attenzione pubblica "solo gli eventi che il loro sicuro gusto necrofilo induce a ritenere di popolare ascolto e di popolare orrore".

Le bollicine d'ossigeno negate A fronte di questo scenario complessivo, Pannella ha informato su un ulteriore elemento che nella sua apparente marginalità conferma ulteriormente lo stato di degrado della legge e della legalità nel nostro paese.

"Per legge da mesi - ha riferito Pannella - il servizio pubblico dovrebbe tramsettere messaggi autogestiti dalle forze politiche", ma questo non è avvenuto.

"Naturalmente - ha rilevato il leader radicale - le altre forze politiche che si abbuffano ai turpi convivivi di regime, di queste piccole molliche non se ne sono nemmeno accorti, così come non se n'è accorto il sindacato Rai, nè la commissione di vigilanza, nè l'Autorità garante"."Noi invece si - ha sottolineato Pannella - perchè quegli spazi costituiscono delle bollicine di ossigino, imposte dalla legge, ma nemmeno questo ci è stato permesso".

Un danno gravissimo Pannella ha riferito poi che dietro un'iniziativa legale promossa dall'avvocato dei radicali, la questione è stata sollevata di fronte alla Rai: "Quando la nostra lettera è giunta sono andati nel panico, ed ancora adesso da tre giorni non riescono a comunicarci quando possiamo ottenere questo spazio autogestito di un minuto".

Pannella ha dunque annunciato che i radicali hanno già comunicato alla Rai di aver intrapreso un'azione in sede civile e anche penale per chiedere il risarcimento dei "danni gravissimi" derivanti da questo ritardo."Pensate - ha sottolineato Pannella - se avessimo potuto usare questi minuti per parlare delle istituzioni e dello sciopero della sete, dell'azione nonviolenta, e forse anche Ciampi avrebbe potuto ottenere un pò di informazione e si sarebbe potuto occupare anche di questo".

Italia luogo di morti civili Il leader radicale in procinto di passare ad un drammatico sciopero della sete ha concluso ricordando "l'editoriale di Forattini": "Io, Emma e Luca - ha affermato - se non ci ammazzano, rischiamo davvero di essere 'Presidenti della Repubblica', 'presidenti del Consiglio', 'presidenti della Corte Costituzionale', come Forattini ha genialmente illustrato".Pannella ha poi fornito la sua personale didascalia alla vignetta di Forattini sulla situazione italiana: "Se c'è davvero gente che dà corpo alle legge alla legalità italiana, queste persone devono essere assassinate, perchè non possono permettere che la legalità viva in Italia".

"Che l'Italia - ha poi aggiunto - sia divenuta un luogo di morti civili mi pare legittimo cominciare a non dubitarne seriamente".Il Satyagraha per la legalità costituzionaleIl Satyagraha di Marco Pannella, supportato dalla partecipazione di oltre 5000 cittadini di cui oltre 3000 detenuti, chiede che il Parlamento adotti una decisione definitiva in merito alla mancata costituzione della Camera dei Deputati secondo il plenum previsto dall’Art.

56 della Costituzione: ‘chiediamo che la Camera sia immediatamente convocata per decidere sul suo Plenum e realizzarlo’ ha più volte ribatito il leader radicale.Marco Pannella chiede inoltre che il Presidente della Repubblica faccia un messaggio alle Camere così come previsto dall’Art.

87 della Costituzione.

Martedi il leader radicale - in quel momento al suo terzo giorno di sciopero della sete - incontrerà al Quirinale il Capo dello stato.

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  • Modulo per la partecipazione al Satyagraha

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