07 LUG 2002

Radicali Italiani: 1° Congresso (L'intervento di Marco Pannella nella giornata conclusiva)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 10 min
Organizzatori: 

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Registrazione video di "Radicali Italiani: 1° Congresso (L'intervento di Marco Pannella nella giornata conclusiva)", registrato domenica 7 luglio 2002 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

La registrazione video ha una durata di 1 ora e 10 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Tutto l'intervento di Marco Pannella

    Roma, 7 luglio 2002 - Marco Pannella al suo settimo giorno di sciopero della sete prende la parola dal palco dell'Ergife nelle fasi conclusive del primo congresso di Radicali Italiani per ribadire la volontà di proseguire nella propria azione nonviolenta: "Vale la pena fino all'ulitmo secondo - ha detto dal palco - di lanciare la nostra parola, il nostro messaggio alla democrazia, al popolo". <p>Il leader radicale si è a lungo soffermato sul senso "classicamente neo-gandhiano" della propria azione nonviolenta: e proprio citando il mahatma Pannella ha ricordato che presupposto di ogni azione nonviolenta è che "il potere si incarna in persone" e che "nessuna persona è malvagia di per sè sempre", sicchè la "lotta nonviolenta si rivolge sempre a coloro che in parte si amano, e da cui in parte si è amat, altrimenti è finzione". <p>Dunque, quello con Ciampi, ma anche con Casini, è un dialogo costante, per indurre il presidente della Repubblica ad ottemperrare al proprio mandato di garante della costituzione, anche se Pannella ha poi sottolineato che la propria polemica si rivolge non tanto a Ciampi stesso, quanto piuttosto "contro quelle mura del quirinale dalle quali da almeno tre settennati esce il combinato disposto del potere del presidente e del potere del segretario generale che è inamovibile". <p>Il parlamento deve cessare di essere un votificio e deve essere convocato fino a "voto utile" ha ribadito Pannella, sottolineando come "il tempo" sia un elemento determinante della vita, "ma questo - ha denunciato - sembra non valere per le massime istituzioni", in cui "il fondamento del vivere civile senza stragi, il diritto concreto, il vivere secondo la regola", è rispettato "solo quando si può". <p>Io sono 'nessuno', forse come Ulisse nell'Odissea - ha detto Pannella - "ma sono qualcuno che sa oggi di incarnare consapevolmente con altre migliaia di persone una speranza di vita di convivenza civile per questo territorio". Dunque, la lotta nonviolenta deve proseguire, anche perchè - ha ricordato - "abbiamo un diluvio di espressioni di sostegno". <p>Nella seconda parte del suo intervento, Pannella si è soffermato invece sugli esiti congressuali, sulla mozione approvata, sulla riconferma alla segreteria di Daniele Capezzone e sulla prossime sfide cui è chiamato il movimento "Radicali Italiani": "La linea deve essere quella del principio di legalità, del 'caso Italia', della peste italiana e del fatto che impossibile avere significative vittorie politiche istituzionali" senza aver affrontato la battaglia sul diritto e la democrazia.
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