31 LUG 2002

Emma Bonino: La condanna di Ibrahim è un allarme per i diritti umani nel mondo arabo

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La leader radicale torna a commentare la vicenda del leader del movimento per i diritti umani egiziano condannato a sette anni: è solo un ulteriore elemento di un allarme più generalizzato Roma-il Cairo, 31 luglio 2002 - Emma Bonino torna sulla vicenda della professor Saad Eddin Ibrahim, leader egiziano del movimento per i diritti umani, condannato a sette anni di reclusione dall'alta corte per la sicurezza.

L'accusa di frode comunitaria smentita dall'UE La leader radicale informa che da quanto è dato apprendere sulle motivazioni della dura sentenza sarebbe caduta quella che inizialmente
appariva l'accusa che ha provocato la condanna, quella di oltragio alla reputazione dello stato, e sarebbe invece rimarsa quella per malversazione rispetto all'utilizzo di fondi dell'Unione Europea.

"Se questa tesi fosse confermata - sottolinea la leader radicale che da alcuni mesi vive a Il Cairo - sarebbe oltremodo preoccupante poichè la commissione UE ha formalmente dichiarato di non avere nessuna prova sull'esistenza questa frode ed anzi il Commissario Chris Patten ha dichiarato che chiederà ulteriori informazioni alle autorità egiziane per verificare la dicumentazione di queste supposte irregolarità che non sono risultate dalle indagini condotte da un'agenzia indipendente incaricata dalla stessa commissione".

L'allarme: in corso un deterioramento dei diritti civili In realtà, al di là degli aspetti processuali, il grande sconcerto e la rilevanza internazionale, davanti a una sentenza così dura e inaspettata, sono da ricondurre a quello che Emma Bonino definisce "una situazione di grave deterioramento deli diritti politici e civili".

La condanna del professor Ibrahim - ricorda Emma Bonino - giunge a pochi giorni dall'approvazione di una nuova legge sulle Ngo (organizzazioni non governative) che "di fatto rende impossibile il fonzionamento autonomo delle associazioni, poichè il ministero degli affari sociali può scioglierle a suo piacimento".

Inoltre, negli ultimi giorni si assiste agli arresti a decine di membri dell'associazione: "tutto questo crea un'atmosfera generale di grande preoccupazione".

Il rapporto Onu sul mondo arabo In realtà - sottolinea la leader radicale - "la reazione della stampa internazionale deriva anche dalla presa di consapevolezza che la tesi contenuta nel rapporto Onu sull'arretratezza del mondo arabo derivante dalla mancanza di libertà e di democrazia, appare sempre più fondata".Per questo - conclude - l'attenzione e la mobilitazione dei radicali alle persecuzioni dei movimenti democratici del mondo arabo deve proseguire.

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