04 SET 2002

PR: Spostata al 21 settembre giornata mondiale per il Vietnam (Conferenza stampa a Strasburgo)

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Il successo dell'iniziativa impone uno slittamento organizzativo.

Il leader dissidente Vo Van Ai denuncia la situazione in Vietnam e ringrazia il PR Strasburgo, 4 settembre 2002 - Il Partito Radicale ha annunciato lo spostamento della "Giornata mondiale di nonviolenza ghandiana per la democrazia e la libertà nel Vietnam" al 21 settembre 2002.

La notizia è stata resa pubblica nel corso di una conferenza stampa a Strasburgo alla quale hanno preso parte, insieme a Marco Pannella, Emma Bonino e Marco Cappato, due leader del movimento dissidente vietnamita, Vo Van Ai e Penélope Faulkner,
rispettivamente presidente e vicepresidente del "Que Mê-Action pour la Democratie au Vietnam".

Travolti dal successo dell'iniziativa Lo slittamento di due settimane si è reso necessario - ha spiegato Pannella - a seguito del successo immediato raccolto dall'iniziativa.Pannella ha infatti ricordato che pur avendo dato annuncio dell'iniziativa solo giovedi scorso, "e in meno di una settimana abbiamo riscontrato che la nostra intenzione di promuovere in alcune capitali delle manifestazioni deavanti alle rappresentanze diplomatiche vietnamite, si è tramutata, in una presenza di nuclei organizzativi di queste manifestazioni, fino a questo momento, in 77 paesi".

"Per una volta - ha sottolineato Pannella - e non la prima siamo travolti dal successo dell'iniziativa e abbiamo il dovere di consentire in questi 77 paesi di organizzare le manifestazioni".

Gli obiettivi Il leader radicale ha poi illustrato l'obiettivo politico della manifestazione: "Fare del Vietnam un'attualità mondiale, e un'attualità di lotta nel Vietnam e nel mondo", anche attraverso la richiesta di liberazione di molti detenuti politici, tra cui "massimi esponenti della chiesa unificata buddista ed esponenti del mondo cattolico, fino alla questione del popolo Montagnards, definiti "i curdi dell'estremo oriente", oppressi dal regime vietnamita.

Vo Van Ai: La guerra in Vietnam non è finita La denuncia sulla situazione di oppressione dei diritti umani e delle libertà in Vietnam è giunto dal leader dissidente Vo Van Oi.

"Prima del 1975 - ha ricordato - vi erano centinaia di migliaia di persone che manifestavano nelle strade per lma guerra in Vietnam.

Dopo è calato un silenzio totale".

"Tutti pensavano che la guerra fosse terminata in Vietnam, che fosse tornata la pace.

Invece non è vero, perchè noi viviamo sotto un regime totalitario di tipo stalinista"."Noi - ha proseguito il leader vietnamita - non abbiamo ancora la pace.

Forse il 30 parile del 75 si è conclusa la guerra americana, ma vi è un'altra forma di guerra che continua in Vietnam, è una guerra condotta da una minoranza del Partito Comunista contro la popolazione vietnamita.

Non abbiamo libertà, né rispetto dei diritti umani, né nessuna democrazia in Vietnam".

L'importanza dell'iniziativa Vo Van Ai in particolare ha sottolineato l'assenza di informazioni e di consapevolezza che il regime di Hanoi impone alla popolazione: "La maggioranza dei vietnamiti che vive sotto l'oppressione comunista - ha denunciato - non gode di nessuna libertà di espressione e di stampa, dal momento che i 600 organi di stampa presenti nel paese sono tutti sotto lo stretto controllo del governo".

"Per questo - ha aggiunto - sono estremamente grato al PR di aver lanciato questa giornata mondiale gandhiana per il Vietnam che permetterà di far riflettere ovunque su quanto non è stato fatto per il Vietnam che si trova ancora sotto un regime comunista".

Faulkner: "Una svolta" Sull'importanza dell'iniziativa radicale si è soffermata anche Penelope Faulkner: "Per noi questa giornata sarà un punto di svolta: è dalla fine della guerra del Vietnam, che è caduto il silenzio sul Vietnam, ma ora con questa lotta nonviolenta l'opinione pubblica torna ad occuparsene".

"E' importante - ha concluso - soprattutto per le persone che vivono in Vietnam".

Il ruolo dell'UE Il leader dissidente ha poi ricordato la visita di una delegazione del PE che si recherà questa settimana in Vietnam.

"Questa delegazione ha un mandato preciso - ha ricordato - quello di visitare i capi religiosi che si trovano o in carcere o agli arresti domiciliari.

Spero che questa delegazione possa realmente vedere qual'è lo stato della libertà religiosa in Vietnam".

Più avanti, l'eurodeputato radicale Marco Cappato ha ricordato che l'iniziativa si rivolge anche nei confronti delle istituzioni dell'Unione Europea per chiedere di esercitare le responsabilità contenute negli accordi internazionali di cooperazione firmati con il Vietnam, nei quali sono previsti quelle clausole di salvaguardia dei diritti umani.In tal senso, acquistano particolare rilevanza le adesioni all'iniziativa da parte di circa 70 eurodeputati.

La previsione dei radicali, comunque, è che le due settimane in più consentiranno di far ulteriormente crescere le adesioni e la forza della manifestazione.

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