08 OTT 2002

Radicali-Il Giornale: Capezzone e Belpietro lanciano la campagna di informazione sulla disdetta dell'iscirizione al sindacato

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 19 min 21 sec
Organizzatori: 

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

L'iniziativa: i cittadini devono poter scegliere consapevolmente di mantenere la loro iscrizione al sindacato.

La denuncia: gli ingenti finanziamenti al sindacato pesano sulla vita politica del paese Roma, 8 ottobre 2002 - Il prossimo 18 ottobre, in concomitanza con lo sciopero generale proclamato dalla Cgil, sarà lanciata una campagna di informazione sulle modalità con le quali è possibile operare la disdetta dell'iscrizione al sindacato: le notizie utili ed i moduli per formalizzare la rinuncia all'iscrizione saranno pubblicati sulle pagine de Il Giornale e distribuiti sui tavoli
organizzati dai radicali nelle varie città italiane.

L'iniziativa, infatti, è promossa congiuntamente da Radicali Italiani e da "Il Giornale" ed è stata presentata oggi in una conferenza stampa di Daniele Capezzone e Maurizio Belpietro.

Belpietro: Serve trasparenza Proprio Maurizio Belpietro ha spiegato come l'iniziativa giunga come naturale seguito dell'inchiesta giornalistica condotta negli scorsi mesi.

"In questi due mesi - ha affermato - abbiamo raccontato una serie di fatti e di meccanismi sconosciuti anche agli esperti: una massa enorme esce dalle casse dello stato e finisce in quelle dello stato senza alcuna trasparenza".

Quanto alle iscrizioni, esse costituiscono solo una parte, ancorchè importante del finanziamento al sindacato, ma anch'essa poco trasparente.

"Nel momento in cui ci si iscrive, lo si fa per per sempre, per la vita" anche perchè - ha proseguito il direttore de Il Giornale - "una delle cose più difficili è mandare la disdetta dell'iscrizione, perchè deve essere fatta secondo una serie di regole precise, e deve arrivare entro un certo periodo e se arriva fuori da quel periodo non vale per l'anno successivo".

Belpietro ha tenuto a precisare che non si tratta di "un'iniziativa contro il sindacato", ma di una "battaglia di libertà, la libertà di essere iscritti ma anche di non esserlo, di essere informati".

L'anomalia italiana Dal suo canto, Daniele Capezzone ha messo in rilievo come quella in gioco sia una questione rilevante anche dal punto di vista quantitativo: "I partiti in 5 anni si porteranno a casa 2000 miliardi di vecchie lire, i tre sindacati in un solo anno si portano a casa quasi 3500 miliardi.

Siamo in un ordine di grandezza otto-dieci volte superiore".

Il segretario di radicali italiani ha elencato le fonti di introito del sindacato: non solo le iscrizioni, ma anche il finanziamento ai patronati, i versamenti ai Caf, l'equivalente per i distacchi sindacali e i contributi a carico dell'Inps, fino ai fondi per la formazione ed all'immenso valore degli immobili, sedi delle camere del lavoro di epoca fascista che nel 1997 sono stati girati alle confederazioni attuali.

Capezzone ha denunciato l'anomalia che questa pioggia di finanziamenti costituisce per la vita politica del paese.

"Per dare un ordine di grandezza - ha spiegato - il congresso di Radicali Italiani dello scorso luglio è costato circa 300 milioni, mentre Cofferati per una sola delle manifestazioni della scorsa primavera ha speso decine di miliardi"."E' come una guerra nella quale uno ha le armi nucleari e l'altro ha la fionda".

Il segretario ha poi ricordato come nei primi sette mesi dell'anno in corso, gli scioperi siano aumentati del 450% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, e che queste manifestazioni sindacali siano quasi state esclusivamente dirette contro la politica generale del governo e non su vertenze sindacali.

"Tutti questi soldi - ha rilevato Capezzone - vengono spesi per scopi che sono palesemente politici", sicchè "lo strapotere finanziario del sindacato consente a soli tre soggetti di esercitare "un insopportabile ricatto e diritto di veto nei confronti della politica, del governo, del parlamento".

Necessario svelare i segreti Sia Belpietro che Capezzone hanno concluso invitando al confronto i leader sindacali, per discutere e dibattere delle questioni sul tappeto.

"Spesso ho chiesto un dibattito - ha affermato Belpietro - ma non vi è stata una trasmissione televisiva o radiofonica che abbia affrontato l'argomento".

Del resto - ha concluso il giornalista - i bilanci del sindacato "sono segreti, segretissimi, non si sa come questi fondi vengano usati, quale sia il rapporto con i patronati, con il mondo della cooperazione.

Di tutto questo non sappiamo nulla".

leggi tutto

riduci