13 NOV 2002

Turchia: Conferenza stampa di Tayyip Erdogan a Roma, «Vogliamo entrare nell'UE»

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 40 min

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Il premier 'in pectore' della Turchia definisce una "priorità" l'adesione all'UE e chiede una data per l'avvio dei negoziati di adesione.

"Saremo l'esempio che Islam e democrazia possono convivere".

Roma, 13 novembre 2002 - La Turchia è fermamente intenzionata ad accelerare i negoziati per entrare nell'Unione Europea.

Lo ha affermato nel corso della sua visita a Roma, Tayyip Erdogan, leader del partito Giustizia e sviluppo (Akp - Adalet ve Kalkinma) che ha vinto le recenti elezioni politiche.

Erdogan, vero e proprio 'premier' in pectore ha intrapreso un viaggio nelle capitali europee per
appoggiare la causa dell'ingresso del proprio paese nell'UE ed anche per fugare i dubbi di quanti avevano visto la sua vittoria elettorale come un ulteriore ostacolo al già difficile processo di adesione.

Vogliamo entrare in Europa Dopo aver ringraziato Berlusconi per il sostegno ricevuto, Erdogan ha lungamente reiterato la ferma volontà della Turchia di entrare in Europa.

"Il nostro partito - ha chiarito Erdogan - ha come suo obiettivo principale l'ingresso nell'Unione Europea ed è pronto a fare i passi necessari per portarlo a termine.

Per noi si tratta del progetto di modernizzazione più importante dopo la proclamazione della Repubblica".

Erdogan ha esplicitamente affermato che sull'obiettivo di ingresso in Europa nel paese vi è una totale comunione d'intenti: "L'accelerazione dei lavori di adesione - ha detto - trova d'accordo tutti: dal presidente della Repubblica ai partiti dell'opposizione, alle organizzazioni non governative.

Recenti sondaggi hanno rivelato che anche l'opinione pubblica al 75-80% desidera questo e noi vogliamo che il nostro popolo raggiunga gli standard di vita dei paesi sviluppati".

Il leaer dell'AKP ha assicurato che il proprio partito (maggioranza assoluta in parlamento) "è determinato a portare ancora più avanti il processo di riforme nel campo di diritti umani e democrazia, secondo i più alti standard europei".

Serve una data Erdogan ha anche elencato la serie di riforme che vanno nella direzione richiesta dai trattati dell'Unione, che la Turchia intende varare appena sarà costituito il nuovo parlamento.

Quello che però il leader turco si attende è che il prossimo vertice di Copenaghen stabilisca una data per l'avvio dei negoziati.

"La definizione di una data è una nostra legittima aspettativa - ha detto - ed essa costituirà un appoggio alla nostra decisione di accelerare il processo di riforme".

Un esempio per i paesi a maggioranza musulmana L'ingresso della Turchia nell'Ue - ha poi sottolineato Erdogan - rappresenta vantaggi reciproci sotto tutti i punti di vista: "Noi consideriamo il processo di allergamento come una grossa opportunità per estendere un'area di pace, stabilità e benessere, fondata su valori comuni, pluralismo culturale e solidarietà".

Erdogan non ha mancato di sottolineare la peculiarità turca, di paese a maggioranza musulmana, esaltandone la potenzialità positiva: "Il successo della Turchia costituirà un esempio per altre nazioni a maggioranza musulmana e dimostrerà che Islam e democrazia possono convivere".

"La nostra partecipazione - ha poi aggiunto - contribuirà ad ampliare questa zona di pace e di benessere verso i Balcani, il Medio-Oriente, il Caucaso".

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