06 DIC 2002

Congresso UDC: Relazione introduttiva di Rocco Buttiglione

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 35 min

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Il ministro centrista: L'orgoglio e l'ambizione degli eredi della Democrazia Cristiana garantiscono assolutà lealtà alla coalizione, ma richiedono pari dignità Roma, 6 dicembre 2002 - I lavori del primo congresso dell'Unione dei Democratici Cristiani, sigla che riunifica Cdu, Ccd e Democrazia Europea, sono stati aperti da una lunga relazione del ministro per le politiche comunitarie, Rocco Buttiglione.

Davanti alla foltissima platea che vedeva presenti e schierati in prima fila i leader delle altre forze di governo, il ministro centrista ha condotto il suo intervento attraverso il filo
conduttore della rivendicazione fiera ed orgogliosa dell'eredità democristiana, che il nuovo soggetto politico ambisce a raccogliere e proseguire.

Lealtà e dignità Europeismo e filo-atlantismo in politica estera, interclassismo, concertazione e dialogo sociale in politica interna: questi per Buttiglione sono sono i principi della tradizione della DC che devono essere raccolti dal nuovo partito che non mette nemmeno per un momento in discussione la lealtà all'alleanza della Casa delle Libertà.

Per Buttiglione, infatti, la discesa in campo di Silvio Berlusconi ha rappresentato e continua a rappresentare un momento di svolta "poichè ha vanificato quello che sembrava irrimediabile: l'arrivo della sinistra al potere per via giudiziaria" ed in tal senso la tradizione anticomunista degli eredi della Dc non poteva e non può in alcun modo far sorgere dubbi sulla scelta dell'alleanza.

Tutto questo, però, ha ribadito Buttiglione nella sua relazione, non deve far dimenticare l'importanza e la centralità della componente centrista all'interno della maggioranza di governo: quella del nascente Udc è una richiesta di "pari dignità" nell'ambito della coalizione di governo.

No all'impronta radicale e ritorno al proporzionale La massima preoccupazione per i centristi è quella che li porta ad intravedere l'esistenza di "un tentativo di cambiare la fisionomia della coalizione dandole una impronta radicale che spaventa gli elettori e rischia di farci entrare su sentieri di scontro a 360 gradi che non riusciamo ad accettare".

In particolar modo, l'esponente dell'Udc non ha nascosto le tensioni che sono sorte con la componente leghista sulla questione della devolution: proprio sul terreno delle riforme istituzionali l'Udc ha subito posto le proprie condizioni: insieme al federalismo che piace a Bossi, al presidenzialismo che piace a Fini, il sistema dovrà essere completato dal ritorno al sistema elettorale proporzionale.

Insomma, per Buttiglione nessuno è autorizzato a scandalizzarsi se l'Udc pensa di uscire dal governo e proseguire la sua opera tra i banchi della maggioranza, ma un accordo tra le quattro forze di coalizione è sicuramente possibile.

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