18 DIC 2002

Quirinale: Cerimonia degli scambi di auguri di fine anno con le Magistrature della Repubblica

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Da Ciampi apprezzamento rispetto alla domanda di misure di clemenza che sale da più parti della società civile.

Invito al dialogo tra le parti sociali e tra i poli: "La Costituzione non si presta ad essere riformata ad ogni cambio di maggioranza" Roma, 18 dicembre 2002 - Estratti dall'intervento di Ciampi Ciampi in occasione della cerimonia per lo scambio degli auguri di Natale e Capodanno con le Magistrature della Repubblica Carceri e clemenza - «Sul tema della giustizia occorre fare, infine, una attenta riflessione sullo stato delle carceri.

Il Governo ha presentato, e il Parlamento ha
approvato di recente, un piano per la ristrutturazione e per l'ammodernamento degli istituti esistenti e per la costruzione di nuovi stabilimenti.

La realizzazione del piano costituirà un notevole passo avanti verso la soluzione dei problemi di sovraffollamento e di conseguente carenza di spazi di lavoro e di rieducazione, che gravano severamente su gran parte del nostro sistema carcerario.

Ma ci vorrà del tempo per poter avere risultati rilevanti e incisivi.

Questa consapevolezza, tra l'altro, sta alla base della domanda di misure di clemenza che sale da più parti della società civile.» Dialogo tra i poli - «Vengo ora ai temi interni.

Se diamo uno sguardo alle vicende istituzionali che hanno caratterizzato l'anno che volge al termine, il processo di reciproca legittimazione e il dialogo libero da pregiudizi tra le forze politiche non hanno compiuto i progressi che un anno fa, in questa stessa occasione, avevo auspicato.

Ha subito un rallentamento la maturazione di una vera cultura dell'alternanza, in grado di superare la concezione puramente aritmetica dei rapporti tra maggioranza e opposizione.

Su questo tema non posso che ribadire quanto in altre occasioni ho più volte affermato a proposito dei rischi rappresentati dalla tentazione, per la maggioranza, di affidarsi al solo rapporto di forza numerico e, per l'opposizione, di fare ricorso sistematico all'ostruzionismo.

Rischi che verrebbero meno ove fosse completato il cambiamento seguito all'adozione del sistema maggioritario.

In sostanza, si tratta di dare alla maggioranza la possibilità di attuare - nel quadro di un aperto confronto parlamentare - il programma presentato agli elettori; e di dare all'opposizione garanzie chiare e certe, che rappresentano anche una assicurazione sul futuro per chi oggi è in maggioranza.

E' necessario, altresì, che divenga operativa quella propensione al dialogo che avverto vivissima ogni volta che prendo contatto diretto con la realtà del nostro Paese.» Riforme istituzionali a largo consenso - «La strada del dialogo è la sola percorribile in direzione di una visione di largo respiro dei problemi istituzionali, che eviti modifiche parcellari difficilmente iscrivibili in un disegno organico.

La Costituzione non si presta ad essere riformata pezzo a pezzo ad ogni cambio di maggioranza, pena la coerenza e la stabilità delle istituzioni.

Auspico, in proposito, che siano non soltanto apprezzati, ma ascoltati ed accolti gli appelli dei Presidenti delle Camere - anche di recente ripetuti - alla necessità di un dialogo costruttivo tra maggioranza e opposizione, affinché le riforme istituzionali possano realizzarsi con il più largo consenso.» Federalismo e solidarietà - «Per quanto riguarda, in modo particolare, la modifica della forma dello Stato in senso federalista, essa deve tener conto di ciò che, in materia, si progetta in ambito europeo e delle esigenze di tutti gli enti locali: Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni.

Stella polare di ogni riforma deve essere l'articolo 5 della Costituzione, che vuole la Repubblica una e indivisibile.

Se si indebolisce siffatto principio basilare, non si ha riconoscimento e promozione delle autonomie locali - valore consacrato nella stessa norma costituzionale - ma allentamento della coesione nazionale, con sacrificio del principio di solidarietà che è una linea guida della nostra Carta Costituzionale.

E' proprio la Repubblica una e indivisibile che conferisce il crisma della legalità costituzionale alla richiesta di maggiore autonomia del governo locale, volta ad esaltarne le funzioni di avvicinamento ai cittadini e di trasparenza nella gestione della cosa pubblica.

Governo, Maggioranza e Opposizione lo hanno affermato in termini chiari, mostrando che sui temi centrali della vita della Nazione non è venuto meno quell'idem sentire de republica che fa dell'Italia uno Stato degnamente inserito, con un rango di primo piano, tra le democrazie del mondo.» [...] La giustizia - [...] «Alla Magistratura italiana, nelle due funzioni - giudicante e requirente - in cui si articola la sua competenza, e al Consiglio Superiore rivolgo l'augurio più fervido, che vuole essere anche una esortazione a perseverare con tenacia rinnovata nell'intento di risolvere il problema centrale della nostra giustizia, che è e rimane quello della durata eccessiva dei processi.

Qualche segnale positivo riscontrato lo scorso anno pare essersi consolidato nel 2002.

Per fare un solo esempio, mi riferisco al lavoro proficuo della settima sezione penale della Corte di Cassazione, che contribuisce a riportare la giurisdizione della Suprema Magistratura Ordinaria nell'ambito del solo giudizio di legittimità, attraverso la delibazione della ammissibilità dei ricorsi.

Ma la strada da percorrere è ancora lunga e passa per diverse stazioni.

Ne ricordo alcune: l'accelerazione delle procedure concorsuali per il reclutamento dei giudici; la più incisiva e razionale applicazione delle innovazioni tecnologiche al processo e all'organizzazione degli uffici giudiziari; la depenalizzazione e i riti alternativi.» Crisi Fiat  - [...]  «Una riflessione particolare dobbiamo riservare a tutti coloro che rischiano di perdere il lavoro a causa di alcune situazioni di crisi, come quella che ha colpito la maggiore industria del nostro Paese.

La cultura del lavoro, le capacità tecnologiche e imprenditoriali che hanno fatto la grandezza di Torino e di tutta la nostra industria, danno fiducia che la crisi sarà superata e che non vedremo il tramonto di marche italiane famose nel mondo.

Qualunque progetto di risanamento richiede il dialogo e la collaborazione tra le parti sociali e deve tenere sempre presente l'obiettivo della salvaguardia dell'occupazione.

Il che presuppone, nell'interesse di tutti, scelte economicamente valide.» L'informazione - «Il 2002 è stato un anno di importanti pronunce della Corte Costituzionale sul tema della libertà e del pluralismo dell'informazione, fondamento di ogni democrazia, che ha formato oggetto del messaggio da me inviato alle Camere il 23 luglio scorso.

La riconosciuta esigenza di una legge di sistema ha dato vita ad un progetto del Governo e ad iniziative parlamentari di esponenti dell'Opposizione.

Le sentenze della Corte Costituzionale n.

155 e n.

466, dell'aprile e del novembre scorsi, confermano l'urgenza di tale legge, messa in evidenza anche dalle recenti vicende riguardanti il servizio pubblico radiotelevisivo.» L'Europa - [...] «La fisionomia dell'Europa che stiamo disegnando costituisce una grande, storica sfida, che attende alla prova, per il 2003, Stati nazionali ed istituzioni europee.

Il Consiglio Europeo di Copenaghen ha conseguito un primo, straordinario risultato: ha riunificato l'Europa, ricomponendo una frattura innaturale provocata da 50 anni di totalitarismi.

Ma questo straordinario risultato sarebbe vanificato se al più presto non dessimo vita a istituzioni che consentano l'efficace operare di un'Unione europea estesa a 25 Paesi.

Dai lavori della Convenzione sull'avvenire dell'Europa emergono indicazioni confortanti, ma anche la conferma che siamo di fronte a scelte non facili.

La trasformazione dell'Europa in un vero e proprio soggetto politico e il rispetto dell'equilibrio fra le sue istituzioni ne sono il cardine.

Voto a maggioranza e cooperazioni rafforzate consentiranno all'Unione di agire con la necessaria autorevolezza.

Le finalità poste alla Convenzione e alla Conferenza intergovernativa e l'allargamento sono concatenati: gli Stati candidati hanno tutto l'interesse ad aderire ad un'Unione forte, coesa, efficiente.

Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo proporci per l'anno prossimo la positiva conclusione sia della Convenzione sull'avvenire dell'Europa, sia della successiva Conferenza intergovernativa, con l'approvazione di un Trattato costituzionale.

[...] La coincidenza del turno di Presidenza italiana con il secondo semestre del 2003 assegna all'Italia particolari responsabilità.

Le offre l'occasione di continuare ad essere protagonista del processo di integrazione europea, di cui è stato Paese fondatore.

La firma di un nuovo Trattato di Roma potrà costituire significativo suggello dello storico passaggio che stiamo vivendo.».

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