04 MAR 2002

Uil: XIII Congresso (Apertura e relazione di Luigi Angeletti)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 24 min

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Niente spallate contro il governo, ma sull'articolo 18 la Uil è pronta allo sciopero generale.

Richiamo alla CgilTorino, 4 marzo 2002 - Documento audiovideo della sessione inaugurale del tredicesimo congresso della Uil, caratterizzato dalla relazione introduttiva del segretario generale Luigi Angeletti.Nel corso della propria relazione, Angeletti ha anzitutto delineato il nuovo contesto entro il quale il sindacato è chiamato ad operare ed è chiamato a riadattare la propria missione: la prosepttiva europea, l'introduzione dell'euro, la riforma federalista, il nuovo sistema politico
maggioritario con un governo presumibilmente di legislatura, i processi innescati dalla globalizzazione e il suo necessario governo devono essere i lati "di una cornice in cui si deve collocare l’azione sindacale per tutelare con efficacia i diritti e gli interessi dei lavoratori".I nuovi lavoratoriIn particolare, per Angeletti, i processi di cambiamento del mondo del lavoro fanno emergere il ruolo di nuovi soggetti, tra cui le donne, i giovani e i migranti vanno assumendo un ruolo sempre più qualitativamente significativo e soprattutto con forme di lavoro non regolate.Sicchè - ha rilevato Angeletti - "da quei lavoratori giunge una richiesta sempre crescente di garanzie, tutele e rappresentanza" cui il sindacato è chiamato a dare "adeguate risposte"."Noi abbiamo dunque il compito - ha sottolineato - di evitare che si continui a confondere erroneamente la flessibilità con la precarietà" e quindi l'obiettivo è quello del "governo della flessibilità" per "evitare degenerazioni".

In difesa della concertazione"Noi crediamo - ha detto poi il segretario della Uil - che il Governo abbia commesso un grave errore di valutazione nel cancellare la prospettiva della concertazione".

Infatti, la concertazione non ha rappresentato affatto un "presunto diritto di veto da parte del Sindacato", mentre "in realtà, si è andata affermando una simile idea perché in passato c’è stato chi ha deciso di subirlo".Dunque, "bene farebbe dunque l’attuale Esecutivo a ripensare le proprie posizioni in materia e a rivalutare il ruolo e l’importanza della concertazione".No alle spallate, ma pronti allo sciopero generaleQuanto ai rapporti col Governo, Angeletti dopo aver ribadito che con il maggioriatario il sindacato si trova a confronto con governi di legislatura e quindi non è pensabile opporsi con tentativi di "spallate", ha però dichiarato di essere pronto allo sciopero generale in caso di intervento sull'articolo 18 dello statuto dei lavoratori."La Uil - ha affermato - ha detto “no” ad una trattativa sull’articolo 18 perché su questo argomento non abbiamo nulla da discutere".Le modifiche all’articolo 18 - ha aggiunto - per quanto ci riguarda non saranno oggetto del negoziato e se alla fine della moratoria di due mesi il Governo dovesse ripresentare queste modifiche, lo sciopero generale sarà la risposta inevitabile".Il richiamo alla CgilSulla questione dello sciopero generale, da Angeletti è giunto un richiamo alla Cgil la cui decisione di unilateralmente la data della manifestazione e dello sciopero generale "è stato un errore perché ha oggettivamente diviso il Sindacato"."Lo scontro tra le Organizzazioni sindacali - ha rimarcato Angeletti - porta solo alla sconfitta del movimento dei lavoratori.

Una strada che ripercorre le vecchie illusioni: il massimalismo ha sempre prodotto brucianti sconfitte per i lavoratori".Angeletti ha comunque auspicato che "prevalga un pensiero lungo e positivo che sappia guardare oltre le attuali divisioni" ed ha richiamato alla necessità di "un atto di responsabilità: abbiamo il dovere di provarci, abbiamo il dovere di dare una risposta".

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