04 MAR 2002

Uil: XIII Congresso, prima giornata, sessione pomeridiana (con Maroni)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 27 min

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L'annuncio del ministro: "Sull'articolo 18 l'iniziativa torna nelle mani del Governo"Torino, 4 marzo 2002 - Al Lingotto di Torino la sessione pomeridiana dei lavori del congresso Uil è stata caratterizzata dall'intervento del ministro del Welfare Maroni che ha affrontato la spinosa questione dell'articolo 18, annunciando che l'iniziativa del governo per cercare una soluzione con il metodo dell'avviso comune tra le parti sociali non è andata a buon fine e quindi che la questione torna nelle mani dell'esecutivo.La palla torna al Governo "Prendo atto - ha detto il ministro - che il passo indietro che responsabilmente il Governo ha compiuto, non servirà a sbloccare il negoziato sull'articolo 18".

"Ciò siginifica - ha aggiunto - che a su questo punto l'iniziativa tornerà nelle mani del governo, che valuterà i margini, se ci sono, che sono concessi dalle posizioni del sindacato e degli imprenditori".

(Ascolta queste dichiarazioni)L'annuncio è giunto al termine di un intervento varie volte dai fischi e dalle proteste della platea, poco disposta ad accogliere l'inivito della presidenza a non esprimere il proprio dissenso rispetto alle posizioni del Governo.Nel corso del proprio intervento, il ministro ha difeso a spada tratta le proposte di riforma del Governo, sottolineando anche che i punti controversi, la questione dell'articolo 18 e alcuni aspetti della riforma previdenziale sono un "aspetto minore" a fronte del "contenuto complessivo delle riforme" proposte del Governo.L'articolo 18 è diventato una bandieraMaroni ha però ammesso che i punti contestati sono stati caricati di "valore simbolico" e sono diventati "una bandiera" e questo rende difficile chiedere ad una delle parti a confronto di ammainarla.

Ricreare il clima politicoSe dunque, "un governo responsabile non teme le spallate", per Maroni esso deve fare in modo di "evitare che una riforma seria, venga percepita dai lavoratori e dai cittadini come una forzatura che minaccia i loro diritti".

In tale contesto, dunque, deve essere letta la volontà del Governo di sottrarre alla procedura dell'avviso comune la vicenda dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.Il Governo - ha assicurato Maroni - non vuole "il conflitto permanente", e quindi intendde lavorare per ricreare le "condizioni politiche" per il dialogo e per le riforme indispensabili.

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