20 SET 2000

Caro Petrolio: La ricetta dell'UE

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 14 min 10 sec

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Secondo Loyola De Palacio "gli Stati-membri non devono cedere alle pressioni per modificare la loro politica fiscale".

Registrazione video di "Caro Petrolio: La ricetta dell'UE", registrato mercoledì 20 settembre 2000 alle 00:00.

La registrazione video ha una durata di 14 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Le ragioni di un aumento record dalla Crisi del Golfo

    Il Vicepresidente della Commissione Europea, Loyola De Palacio, ha comunicato oggi alla Sessione Plenaria del Parlamento Europeo le misure di breve e di lungo periodo che la Commissione intende prendere per affrontare l'attuale crisi energetica e l'aumento del prezzo del petrolio. De Palacio ha evidenziato come, dall'inizio del '99 il costo di un barile di petrolio greggio sia passato da 10 a 33-35 dollari. «Le ragioni di questo aumento record -ha affermato- andrebbero ricercate nella restrizione della produzione da parte dei paesi dell'OPEC, restrizione che coincide con il recupero economico modiale, cioè con l'aumento della domanda». Gli effetti sull'economia europea, resi più pesanti dalla parità Euro-Dollaro, non possono essere ignorati: secondo la commissione, siamo di fronte ad un aumento dell'1% dell'inflazione ed alla riduzione dello 0,3% del tasso di crescita. <br> <br>
    0:00 Durata: 2 min 8 sec
  • Favorire il dialogo con i grandi paesi produttori e consumatori e riadattare le priorità dell'UE

    «A questo punto -ha affermato De Palacio- le soluzioni sembrano scontate». Innanzitutto, nel breve periodo, occorre agire sulla stabilità dei prezzi. «Sia i paesi produttori che i paesi acquirenti condividono lo stesso interesse alla stabilità e prevedibilità dei prezzi, d'altra parte la dipendenza energetica dell'UE è pari al 50% e se non ci saranno altre misure, arriveremo a tassi dell'85-90% per il 2020». In questo senso è chiaro che bisogna garantire un certo livello di indipendenza nell'approvvigionamento di energia: «Questa deve diventare una prioritaria politica comunitaria». Le linee di questo sviluppo -favorire il dialogo strategico sulla politica energetica internazionale, in particolar modo con i grandi paesi produttori e consumatori, e riadattare le priorità dell'UE al fine di affrontare meglio congiunture avverse come l'attuale- erano già state tracciate dal vicepresidente un anno fa. «Ora la Commissione sta lavorando sul problema, ma ancora di più si deve fare». Va anche considerato -ha aggiunto De Palacio- che l'UE è il primo importatore netto di petrolio e il secondo consumatore a livello mondiale. «Ciò ci dà il diritto di essere ascoltati, ma per far questo, dobbiamo unire le nostre voci in un fronte compatto». La commissione assicura di comprendere le inquietudini dei settori professionali più colpiti dalla crisi e invita gli Stati-membri al dialogo con le parti sociali interessate. «Tuttavia -chiarisce il vicepresidente- per ragioni economiche e ambientali gli Stati-membri non devono cedere alle pressioni per modificare la loro politica globale nel medio termine». In questo senso, una diminuzione della fiscalità o degli aiuti prolungata nel tempo sarebbe «solamente un trasferimento delle entrate fiscali a favore dei paesi dell'OPEC». E' probabile che la difficile situazione che attraversiamo renda necessari aiuti da parte delle autorità pubbliche competenti, ma queste misure devono essere «transitorie e rispettose delle regole della concorrenza e del mercato interno». De Palacio ha insistito sulla necessità di trovare una convergenza, poichè «non serve parlare di tassa ecologica su scala europea, se non possiamo avvicinare i tassi delle imposte speciali e dell'IVA all'interno dell'Unione». A questo proposito, specifica che «la diminuzione dei tassi delle imposte speciali a favore del trasporto su strada può essere preso in considerazione soltanto come misura brevissima», in quanto ciò contrasterebbe con la politica di promozione dei tipi di trasporto alternativo e andrebbe contro gli accordi di Kioto. Ancora: la Commissione comunica la sua preoccupazione per gli attentati alla libertà di circolazione avvenuti negli ultimi tempi. «Nessuna categoria sociale può prendere in ostaggio tutta la società», ha concluso De Palacio. Infine, sulle misure anticompetitive il vicepresidente ha ammesso che «non ha senso che nell'UE prima delle imposte ci siano grandi differenze di prezzi nei derivati del petrolio, tanto che in alcuni paesi basta attraversare la frontiera per accorgersene». Ogni accordo preso con abuso di posizione dominante dovrà essere adeguatamente sanzionato.<br> <br>
    0:04 Durata: 8 min
  • Verso la diversificazione delle fonti ed il risparmio energetico

    «L'azione nel breve termine, operativa per la situazione attuale, non nasconde tuttavia la vulnerabilità della nostra economia», ha confermato De Palacio. Il consumo di petrolio dell'UE è di 12 milioni di barili di petrolio al giorno, ed è probabile che il prezzo del petrolio non ritornerà mai più ai 10 dollari al barile di un anno e mezzo fa. «Dobbiamo sperare almeno che si abbassi sotto i 20 dollari». Per questo sono necessarie soprattutto strategie di lungo periodo che De Palacio ha indicato nella «diversificazione delle fonti e nel risparmio energetico». Il consumo energetico è certamente diminuito, e l'UE è due volte più efficente rispetto a 25 anni fa, ma «il settore dei trasporti deve ancora fare uno sforzo». Più del 90% dell'aumento del consumo da qui al 2020 verrà assorbito dal settore dei trasporti. Il vicepresidente a questo riguardo ha auspicato la realizzazione di un libro bianco sulla politica dei trasporti europea. «Sarà necessario potenziare le reti di comunicazione, eliminando i punti di congestione, stimolare il trasporto fluviale, marittimo, a breve distanza, promuovendo trasporti urbani più efficaci, con la razionalizzazione dell'uso dell'automobile classica, e finanziando progetti innovativi per la produzione del combustibile pulito, per non parlare dello stimolo da dare alla concorrenza del gas». <br> <br>
    0:12 Durata: 4 min 2 sec