11 APR 2001

Conferenza stampa di Silvio Berlusconi al termine del seminario con i candidati

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 48 min 48 sec
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Roma, 11 aprile 2001 - Documento audiovideo della conferenza-stampa di Silvio Berlusconi al termine dell'incontro con i candidati della Casa delle Libertà.

"Noi parliamo soltanto di noi, dei nostri programmi e progetti".

Il candidato-premier del Centrodestra riassume con questa frase i lavori del seminario appena concluso e la sua difesa dalle numerose accuse rivoltegli dallo schieramento concorrente nel corso di questi ultime settimane.

Berlusconi afferma di aver messo a punto con i suoi le risposte agli attacchi rivolti dalla Sinistra e di aver invitato i candidati a non usare la stessa
aggressività con gli avversari.

"Siamo dei moderati, siamo dei realizzatori, noi proponiamo un grande sogno" - dice l'ex presidente del Consiglio.

Ringrazia, inoltre, Guido Possa, dei club di Forza Italia, che come "risposta ai libri infamanti appositamente confezionati per questa campagna elettorale" gli ha regalato un libro che racconta "gli impegni, le vittorie, le guerre" all'attivo del candidato del Centrodestra.

Se sarà possibile i club di Forza Italia, invieranno questo libro agli italiani dei luoghi in cui sia necessario rafforzare il consenso.

Berlusconi continua ancora a rifiutare un confronto televisivo con il candidato-premier dell'Ulivo; spera invece in un eventuale coinvolgimento dell'altra squadra nel dopo-elezioni, sempre che il Centrosinistra sappia guardare al passato "non solo dimenticandolo, ma rinnegandolo".

Rispondendo alle domande della stampa, il leader della Cdl si occupa della questione della data del referendum consultivo in Lombardia, affermando che, anche se personalmente avrebbe preferito una data diversa, è irrispettoso da parte del Governo non tenere conto di un parere espresso nell'autonomia della Regione.

Affronta inoltre le polemiche scatenate dalla notizia di un patto elettorale con la Fiamma, dichiarando di esserne stato tenuto allo scuro, ma sostenendo l'autonomia delle rappresentanze siciliane. .

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