30 APR 2001

Amato e D'Alema a Grosseto: Un invito per Bertinotti all'unità della sinistra

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 13 min

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Grosseto, 30 aprile 2001, h.11:30 - L'articolo dell'Economist più che da D'Alema potrebbe essere stato ispirato dai tanti inglesi che abitano il 'Chianti-shire'.

E' il commento ironico di Giuliano Amato alle polemiche seguite ai titoli del noto settimanale britannico che sottolineavano l'inidoneità di Silvio Berlusconi a governare l'Italia.

Il Presidente del Consiglio parla ad una platea composta da tutti i candidati dell'Ulivo in Toscana.

A questi candidati, ed a quelli di Rifondazione Comunista, rammenta la capacità di governo espressa dalla Sinistra negli ultimi anni e, in un più remoto
passato, anche la capacità di unità.

Ed ammonisce: "Non è possibile che davanti alla sfida politica che l'Italia ha davanti ora, vi sia una parte della Sinistra che giocando da sola finisce per giocare per l'avversario".

Il premier, dunque, invita ancora una volta il partito di Bertinotti a trovare una forma di accordo diversa dalla mera non-belligeranza: "Faremo dopo, - afferma - tutto quello che deve essere fatto per creare le prospettiva di una grande forza politica legata al socialismo europeo in Italia" ed aggiunge "questa è una delle ragioni per cui io e D'Alema ci siamo trovati in questi mesi tante volte d'accordo".Per Massimo D'Alema il reale oggetto delle prossime consultazioni elettorali è "il destino del nostro Paese, dinanzi al pericolo che diventi una sorta di "Thailandia d'Europa" e cada in una sorta di "serie B delle relazioni internazionali".

"Temo il rischio di un Paese in cui si apra un conflitto lacerante" dichiara ancora D'Alema, richiamandosi alla reazione di Berlusconi dinanzi alle accuse avanzate da organi d'informazione europei degli ultimi giorni.

"Si sentono dire che scrivono sotto dettatura del centrosinistra" - afferma il Presidente dei DS - "ma una risposta del genere non può che aggravare le preoccupazioni".

La sensazione che D'Alema ne trae è che ci si trovi "davanti ad un soggetto assolutamente improbabile" dal momento che si tratta di un leader, che "non dà risposte" e di una coalizione che "non ha storia".

"Una specie di sbarco in Normandia", cosi' D'Alema giudica la campagna elettorale di Berlusconi, e pur osservando che "la destra ha la forza indubbia di una coalizione mai così vasta", questo però non chiude la partita.

L'ex premier invuta alla riflessione in primo luogo sulle alleanze "locali" del Cavaliere: "La destra democratica francese perde le elezioni ma non si allea con Le Pen", fa notare il leader dei Ds che quindi fa esplicito riferimento a Bossi, ed all'alleanza con chi "non sa cantare l'inno di Mameli".

In questa situazione il recupero del centrosinistra può invece nascere dal "forte radicamento sul territorio" e dal più stretto "rapporto con i cittadini".

La vera comunicazione è questa, conclude l'ex presidente del Consiglio, non "un trafiletto su un giornale". .

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  • Claudio Martini, presidente Regione Toscana

    <strong>Indice degli interventi</strong>
    0:00 Durata: 10 min 45 sec
  • Giuliano Amato, presidente del Consiglio dei Ministri

    0:10 Durata: 11 min 55 sec
  • Enrico Letta, ministro dell'Industria e del Commercio Estero

    0:22 Durata: 9 min 9 sec
  • Mauro Breggia, candidato sindaco di Grosseto

    0:31 Durata: 8 min 51 sec
  • Massimo D'Alema, presidente dei Democratici di Sinistra

    0:40 Durata: 33 min