04 MAG 2001

Casini ad Arezzo: "I temi proposti da Emma Bonino non sono da campagna elettorale"

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 18 min 33 sec

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Arezzo, 4 maggio 2001, h.11:56 - Sono temi che non possono essere trattati in campagna elettorale, anche perché sono abbastanza complessi".

Così Pierferdinando Casini nel corso di una conferenza stampa ad Arezzo, si è espresso sulle tematiche che Emma Bonino, Luca Coscioni ed i militanti radicali tentano di mettere al centro del dibattito politico con la propria iniziativa non violenta.Nello specifico, il segretario del Ccd esprime il suo profondo dissenso rispetto alle posizioni espresse dai Radicali.

"Debbo dire la verità - afferma -, dall'eutanasia alla liberalizzazione della droga, alla
concezione della famiglia, eccetera, direi che c'è quasi tutto che mi divide dai loro".

Quindi aggiunge: "Con tutto il rispetto per lo sciopero, non è che possono convincermi minacciandomi di morire" A chi gli fa notare che il satyagraha mirava a sollevare un dibattito sui temi suddetti, e non a convincere qualcuno della giustezza delle posizioni della Lista Bonino, Casini replica escludendo ogni possibilità di confronto.

"Sono temi che non possono essere trattati in campagna elettorale, anche perché sono abbastanza complessi" - spiega.

Pur ribadendo il rispetto per Emma Bonino dichiara "non mi piace questo meccanismo che ha messo in moto, lo ritengo sbagliato".

Per Casini, temi come l'aborto - "che manifestano anche un dramma personale enorme di chi vi incorre", non meritano "delle guerre di religione in campagna elettorale".

Casini, peraltro, espone nel merito la propia postizione sulla Legge 194, escludendo la possibilità di un riforma - "che probabilmente in parlamento non passerebbe mai" e si dichiara invece a favore di un'applicazione più accorta della legge, "anche in quelle parti che riguardano la valorizzazione e la tutela della maternità, dell'accoglienza che purtroppo oggi non sono applicate".

Sulla questione della libertà di ricerca e di sperimentazione, invece, si limita a confermare "una concezione cattolica".

Il punto fondamentale resta, secondo il leader del Ccd, fermo: non è il caso che i cittadini italiani si esprimano su questi argomenti.

Un eventuale dibattito potrebbe esserci solo in parlamento, magari con l'ausilio di una commissione parlamentare, dove - assicura - "esiste una trasversalità in tutti gli schieramenti su questi temi perché sono temi di coscienza fondamentali".

Per converso - sottolinea - "i cittadini italiani capiscono di più la nostra contrarietà alla liberalizzazione della droga piuttosto che disquisizioni di carattere scientifico sul feto nascente".

Proprio ai cittadini italiani che si apprestano al voto Casini, rievocando la "dichiarazione di voto per l'Italia" compiuta ieri da Gianni Agnelli, rivolge infine due appelli.

"L'appello che faccio al popolo di Centrodestra è a non disperdere i voti in liste di centro che finiscono per essere un aiuto alla sinistra".

A ciò aggiunge: "Chiedo agli italiani di metterci alla prova, non solo di farci vincere ma di darci l'autosufficienza politica per governare". .

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