04 MAG 2001

Bossi a Verona: "Prima di agosto una legge sulla devolution"

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Verona, 4 maggio 2001, h.22:10 - "Dopo le elezioni, sempre che le vinciamo, andremo a governare per fare un grande cambiamento: prima di agosto passerà in prima lettura la devolution".

questo l'annuncio si Umberto Bossi nel suo intervento nel corso di un incontro con gli elettori della città veneta.

Un discorso, il suo, che parte dall'analisi della politica macroeconomica svolta dai governi "cattocomunisti e democristiani" negli ultimi 50 anni, per denunciare il completo fallimento del centralismo, delle "vecchie logiche keynesiane" e dei presunti manager, come Romano Prodi, che hanno portato
a termine ogni anno "bilanci negativi".

Quindi, il leader della Lega Nord, ribadisce l'essenzialità del voto per "il simbolone" della Casa delle Libertà, per realizzare un'inversione di rotta, "perché - spiega - se vince la sinistra li avremo sui coglioni per altri 50 anni".

Secondo Bossi, dunque, queste elezioni sono particolarmente importanti.

Lo dimostra l'estrema attenzione con cui l'Europa le segue.

"L'Italia ha forti poteri perché è un Paese fondatore dell'Europa" e "i Paesi che la sinistra ha in mano" spingono di modo che l'Ulivo alla fine la spunti.

Questo non deve succedere - ammonisce Bossi - e rammenta al tal proposito i giorni dell'accordo di Yalta, in cui, se non vi fosse stata la sconfitta dei comunisti alle elezioni, probabilmente i confini del blocco sovietico si sarebbero "spostati ad Ovest".

Anche per queste ragioni, il leader della Lnp riconferma la sua fiducia nel governo della Cdl.

Governo che non si regge più su un mero accordo elettorale, come nel '94, bensì poggia sulle basi solide di un programma politico comune.

Tra l'altro, ricordando il suo primo incontro con Silvio Berlusconi, Bossi dichiara di essersi rivolto a lui dopo l'accusa di aver ricevuto una tangente di 200 milioni.

"La Lega perse molti punti in una settimana" rammenta il Senatùr.

"Fu la prima volta che incontrai Berlusconi.

Gli dissi: o lei mi aiuta con le sue televisioni o vince la sinistra".

Se quell'accordo "segreto", secondo il segretario della Lnp, permise di "schiacciare il cattocomunismo" - ovvero il Ppi - perché fatto d'improvviso e "senza un programma politico", non resse la prova di un governo, l'accordo di oggi rende la sinistra "disperata" per il timore di perdere.

Attualmente la forza della Casa delle Libertà è e deve essere nella "tavola rotonda", nel comune apporto delle forze politiche che la compongono.

Le origini di questo patto vanno rintracciate in intendimenti "pratici" realizzatisi nel corso degli anni all'opposizione.

A questo proposito Bossi rammenta la battaglia contro la legge sulla fecondazione assistita, con cui la sinistra tentò di stravolgere la "famiglia tradizionale".

"Fu il primo accordo pratico con Berlusconi.

Lo convinsi: cambiammo tutta la legge" afferma.

Oggi, dunque, Bossi dichiara di "credere in questo governo".

Non ha troppa importanza se ne sarà parte anche come ministro.

"Certo Berlusconi mi vuole a tutti i costi" dice.

Quel che realmente conta, però, è non lasciare il paese nuovamente in mano alle forze della sinistra.

In gioco - conclude Bossi - non c'è solo l'Italia "di Cattaneo o dei Savoia", ma il tipo di Europa - "federazione di Stati o super-Stato", questa l'alternativa che si gioca nelle elezioni italiane secondo il leader del carroccio. .

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