09 MAG 2001

Bertinotti a Torino: "Questa campagna elettorale è una partita truccata"

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 8 sec

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Torino, 9 maggio 2001, h.21:11 - "Care compagne e cari compagni, care cittadine e cari cittadini di Torino, voi non ci siete.

E', questo incontro, un abbaglio nostro di comunisti che si ostinano a vedersi anche quando non ci sono.

Di fatto, per il Tg3 di regime, voi e noi non ci siamo".

Sono parole, quelle espresse da Fausto Bertinotti, che denunciano "una delle tante nefandezze di questa campagna elettorale", ovvero l'oscuramento delle forze politiche che non si riconoscono in Berlusconi e Rutelli.

Dopo le dure condanne dei radicali, dunque, anche il leader del Prc esprime forti critiche al
sistema informativo che ha reso questa campagna elettorale "una partita truccata".

Bertinotti spiega che in realtà si tratta di un mero effetto delle tendenze del regime vigente nel nostro Paese, ma che va denunciato per non abituarsi.

"Noi viviamo già in una crisi della democrazia" - afferma.

Non c'è da stupirsi dunque se la campagna elettorale che si chiude venerdì, ha tutte le caratteristiche di una "partita in cui le regole non sono rispettate".

Dopo la "vergogna delle liste civetta", è la volta dell'informazione televisiva, che cancellando e oscurando Rifondazione, conferma l'assurdità di "una partita di calcio in cui l'arbitro fa entrare in campo solo 7 giocatori contro gli 11 dell'altra".

In questa ultima settimana nei grandi contenitori televisivi saranno presenti soltanto Berlusconi e Rutelli.

Gli altri - prosegue Bertinotti - per costruire un fatto e per farsi in qualche modo vedere dovranno metterci un'iperbole sopra.

E' la logica di una politica che vive solo sulla "virtualità" e che dunque rifugge la "troppa realtà" delle proposte politiche.

"Loro potranno fare comizi a 10-12 milioni di persone, mentre gli altri sono oscurati", quello che accade ad "una forza che ha presentato un programma diverso, che dice delle cose diverse".

"La nostra presenza critica li disturba, vogliono avere soltanto mano libera" - spiega il segretario del Prc.

E' così che la politica, la "grande politica", che dovrebbe essere "un esercizio critico" e contemplare la partecipazione diretta dei cittadini, si riduce a mero "tifo". .

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