23 MAG 2001

Rutelli: «Roma non ha bisogno di attendenti, ma di una grande personalità»

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Roma, 23 maggio 2001, h12:55 - "Roma non ha bisogno di attendenti, ma di un sindaco che sia una grande personalità, come Valter Veltroni".

Dalla Terrazza Caffarelli del Campidoglio, nel corso di una conferenza stampa, Francesco Rutelli spiega perché quella del segretario dei Ds è la scelta giusta per i ballottaggi di domenica.

"Abbiamo avuto stagioni infelici nel passato in cui i leader delegavano i loro attendenti alla guida di Roma e non andò certo bene per la città.

Perché Roma pesi per ciò che è giusto, ci vuole una guida autorevole e rispettata e non l'ultimo gradino di una scala di
partito", afferma il leader della Margherita.

In primo piano, ai fini del voto del 27 maggio, dunque, l'autorevolezza di Veltroni, ma anche l'importanza del lavoro compiuto nella capitale dall'amministrazione uscente.

Alla vecchia strada intrapresa con il Centrosinistra, afferma ancora Rutelli, corrisponde un'alternativa fatta di dichiarazioni - quelle del leader della Casa della Libertà - che promettevano "mare e monti" e che sono già "svaporate", insomma, "non mantenute".

Quindi spiega il suo pensiero.

"La prima promessa che l'opposizione non riuscirà a mantenere è quella del fisco: avevano detto che avrebbero abolito l'Irap ma la promessa è già svanita.

Sento parlare di riduzioni graduali; la seconda promessa non mantenuta è che non ci sarebbero stati problemi con la Lega, e invece è proprio così.

Terza questione: il referendum lombardo, perché la devolution è già svanita.

Quarto e ultimo punto: avevano promesso che avrebbero avuto una squadra di governo con personaggi importanti ma Luca di Montezemolo non sarà ministro".

Perciò - conclude l'ex sindaco di Roma e attuale leader dell'Ulivo - c'è una grande distanza tra "la montagna degli annunci" e "la loro non realizzazione".

Dello stesso tenore anche la difesa contro "le valutazioni catastrofiche" sui conti pubblici, "già smentite dai fatti in passato".

"E' bene che la destra la smetta subito con questo atteggiamento - dichiara Rutelli - perché il centrosinistra ha governato subito dopo la parentesi rivelatasi catastrofica per i conti pubblici del governo Berlusconi, ma nessuno ha gettato la croce sul passato, ci siamo impegnati per il risanamento del paese".

E, assicura: "Questo mix di vittimismo e di aggressività durerà poco".

Da ultimo, rispondendo alla domanda di un giornalista che gli chiede il suo parere sull'idea di un super gruppo dell'Ulivo avanzata da Giuliano Amato, Rutelli ricorda quella che è "sempre stata la sua posizione sull'assetto della coalizione di centrosinistra", senza aggiungere molto altro.

"Ho già precisato quello che penso sull'Ulivo - replica - in un articolo pubblicato sul 'Popolo' e non ho nulla da aggiungere a quanto detto nei giorni scorsi.

Non intendo partecipare a tale dibattito, avendo detto con chiarezza qualeè la mia posizione".

Poche parole anche sulla scelta di Sergio D'Antoni di appoggiare la CdL nei ballotaggi.

"La terza via è sempre difficile e già da tempo c'era qualcuno dentro Democrazia Europa che voleva andare con la destra.

Ma la base e i loro sostenitori non li seguono".

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