05 GIU 2001

Corte dei Conti: Relazione sui risultati dei controlli sulle gestioni degli Enti Locali

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Roma, 5 giugno 2001, h12:13 - La Corte dei Conti ha presentato ieri al Parlamento la propria relazione annuale sull’esito delle indagini di controllo selettivo con riferimento ai tempi modi e costi dell’azione degli enti locali in alcuni settori di attività.

Dall’analisi compiuta, si trae la conclusione di una mancata o ritardata acquisizione degli istituti più significativi caratterizzanti il processo di ammodernamento delle pubbliche amministrazioni: in particolare, per quanto riguarda la distinzione fra attività degli organi di indirizzo politico e di governo e organi di management
gestionale e per il mancato decollo dei controlli di qualità dell’azione amministrativa negli enti locali.

La relazione è stata redatta dalla Sezione Autonomie, insediata in data 12 dicembre 2000 in luogo della precedente Sezione enti locali, e riguarda i risultati delle indagini di controllo svolte nel corso del 2000 con riferimento ad un campione di enti locali in relazione ad alcune materie individuate previamente sulla base di criteri di importanza e attualità, con riferimento all’esercizio finanziario 1999.

Le indagini svolte riguardano: la gestione del servizio rifiuti, la realizzazione e gestione di parcheggi pubblici in attuazione della legge 24 marzo 1989 n.

122, la realizzazione di opere finanziate da fondi comunitari con riferimento all’obiettivo 5 b.

Il fine perseguito era quello di accertare, oltre alla legalità, il rispetto della correttezza, efficienza, efficacia ed economicità nella gestione di un servizio pubblico locale e nella realizzazione di determinate opere ed attività.

Circa il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti solidi urbani, l’analisi si è articolata su un campione di 21 comuni di medie dimensioni, dislocati in tutte le regioni, nei quali si è rilevata prevalente la gestione affidata a terzi, sia attraverso concessione che mediante la costituzione di società partecipate, aziende e consorzi.

L’indagine, che si è incentrata sugli aspetti economici delle gestioni, ha cercato anche di evidenziare e raffrontare la qualità del servizio reso, prendendo in esame il livello di raccolta differenziata, la frequenza della raccolta, la diffusione dei punti di raccolta e le modalità di smaltimento.

Gli indici di valutazione suddetti hanno dato per alcuni aspetti risultati positivi, in quanto in molti comuni la raccolta ordinaria è avvenuta con frequenza quasi giornaliera ed il rapporto tra punti di raccolta ed abitanti è stato piuttosto elevato.

La rilevazione sul livello di raccolta differenziata e sulle modalità di smaltimento ha fatto emergere la netta prevalenza del conferimento in discarica senza recupero di materiali e di energia.

Si sono constatati un impiego sporadico della contabilità su base economica e del conseguente conto analitico del servizio, nonché una scarsa attenzione alla programmazione ed all’impiego di qualsiasi forma di monitoraggio per conoscere i risultati dell’attività ed il livello di soddisfazione dell’utenza.

Ciò impedisce una visione sistemica ed organica del servizio, la comprensione degli aspetti critici e l’attivazione di meccanismi di correzione.

I costi rilevati nelle varie modalità di gestione sono risultati nel complesso livellati ed il valore medio per un chilogrammo smaltito si è aggirato nel complesso intorno a 300 lire.

Globalmente, dai dati relativi agli enti esaminati per l’esercizio 1999, si è rilevato che il totale delle entrate non è risultato sufficiente a raggiungere quello delle spese per cui una parte di queste ultime è stata finanziata con altre risorse dell’ente.

Si è avuto modo, infatti, di rilevare disavanzi nella gestione del servizio che in cinque enti sono stati superiori al miliardo e, quindi, di portata rilevante, considerata la dimensione dei comuni.

Per quanto concerne, invece, la realizzazione e la gestione dei parcheggi, la Sezione ha ritenuto opportuno proseguire l’indagine avviata nel precedente anno riguardante lo stato di attuazione dei parcheggi pubblici, realizzati in esecuzione della legge n.

122 del 1989.

Sono stati sottoposti a indagine complessivamente 977 interventi, di cui 347 nelle Città ad alta tensione di traffico e 630 nei comuni "minori".

L'analisi ha messo in evidenza, a dispetto dei risultati deludenti dell'indagine '99, un avanzamento nello stato di attuazione delle opere, particolarmente per ciò che concerne i comuni minori, nei quali risultano ultimati 166 interventi rispetto ai 101 rilevati nel precedente referto, con un aumento percentuale di circa il 64% ed un tasso di realizzazione delle opere che si è elevato al 26%, rispetto al 16,5% della precedente rilevazione.

Meno significativo è l’incremento delle opere ultimate nelle Città ad alta tensione di traffico rispetto al totale degli interventi ancora da realizzare: il tasso di realizzazione ha, comunque, raggiunto il 9,7%, rispetto al 5,1% della precedente rilevazione.

Per alcune Amministrazioni, tuttavia, l’approssimazione delle programmazioni, le carenti valutazioni sulla congruità e fattibilità degli interventi, l’insufficienza della copertura finanziaria, l’incapacità nell’operare scelte idonee nella localizzazione degli impianti, le pastoie burocratiche frapposte alla richiesta di pareri ed ai rilievi degli Organi di controllo, l’inadeguatezza delle progettazioni, per lo più generiche e vaghe, hanno infatti impedito addirittura l’avvio del Programma urbano parcheggi e vanificato la realizzazione degli obiettivi della legge n.

122.

Relativamente agli interventi cofinanziati con fondi comunitari, l’indagine di controllo ha avuto ad oggetto 24 progetti gestiti da enti locali, cofinanziati nell’ambito del ciclo programmatorio 1994-1999 dell’Obiettivo 5b, nei settori della valorizzazione delle offerte termali (regione Toscana), della valorizzazione delle risorse idriche (regione Lazio), della realizzazione di itinerari turistici (regione Veneto e Friuli-Venezia Giulia) e del turismo (regione Piemonte).

Tutti gli interventi, con un'unica eccezione, si sono conclusi registrando ritardi, in alcuni casi di oltre due anni, rispetto ai tempi di esecuzione originariamente previsti nei capitolati speciali e poi invece dilazionati per effetto di proroghe e sospensioni dei lavori.

La ragione più frequente delle sospensioni disposte, alcune superiori anche a sei mesi, è stata la dichiarata impossibilità di procedere utilmente nell’esecuzione dei lavori a causa delle sfavorevoli condizioni del tempo; il che fa ritenere che la definizione dei termini contrattuali non sia stata il frutto di una realistica ponderazione e che si tenda a dilatare i margini per il ricorso all’istituto della sospensione dei lavori, che dovrebbe essere invece limitato al verificarsi delle "circostanze speciali", impeditive della prosecuzione degli stessi, che abbiano il carattere della eccezionalità.

Altra causa ricorrente di proroghe e sospensioni si è rivelata l’esigenza di procedere a variazioni in corso d’opera dei progetti esecutivi originari.

Le ragioni delle varianti possono sostanzialmente rinvenirsi, almeno in parte, in errori od omissioni degli elaborati progettuali e della programmazione dei lavori.

Desta tra l'altro perplessità la constatazione del mancato rispetto, nella maggior parte dei casi esaminati, delle disposizioni vigenti sulla scelta (molto frequente) del progettista esterno, per le quali, in ossequio ai principi della trasparenza e della concorrenzialità, l’affidamento dell’incarico di progettazione dev’essere sottoposto a forme adeguate di pubblicità e deve inoltre avvenire sulla base dei curricula presentati dai progettisti interessati.

Proponiamo la conferenza-stampa con cui stamani la Sezione Autonomie ha illustrato i contenuti della relazione.

Intervengono, tra gli altri: Francesco Staderini, presidente della Corte dei Conti, e Fulvio Balsamo, presidente Sezione Autonomie della Corte dei Conti. .

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  • Francesco Staderini, presidente della Corte dei Conti

    <strong>Indice degli interventi</strong>
    0:00 Durata: 14 min 2 sec
  • Fulvio Balsamo, presidente Sezione Autonomie della Corte dei Conti

    0:14 Durata: 9 min 45 sec
  • Corrado Valvo, consigliere Sezione Autonomie della Corte dei Conti

    0:23 Durata: 11 min 58 sec
  • Francesco Petronio, consigliere Sezione Autonomie della Corte dei Conti

    0:35 Durata: 4 min 54 sec
  • Orietta Lucchetti, consigliere Sezione Autonomie della Corte dei Conti

    0:40 Durata: 27 min 54 sec
  • Enrica Laterza, consigliere Sezione autonomie della Corte dei Conti

    1:08 Durata: 13 min 43 sec