08 GIU 2001

Il futuro dei Democratici di Sinistra: Le interviste di RR

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 47 min 56 sec
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Roma, 8 giugno 2001, h14:29 - Mentre i Laburisti stravincono in Gran Bretagna, in Italia continua il dibattito sul futuro del partito dei Democratici di Sinistra.

Radio Radicale ha sentito sull'argomento quattro esponenti della Quercia: Piero Fassino, Franco Debenedetti, Enrico Morando e Giorgio Mele."Mi pare che abbiamo deciso di fare un congresso in autunno e lo faremo" - dichiara Piero Fassino , interpellato sulle modalità e sui tempi con cui i Ds dovranno giungere all'appuntamento congressuale.

"Noi vogliamo avere un dibattito congressuale vero- ha proseguito Fassino-, non fasullo, non
finto, perché l'esito elettorale non ci soddisfa e proprio per questo vogliamo cercare di capire come mai abbiamo raccolto solo il 16% , che riteniamo insoddisfacente.

Per far ciò dobbiamo interrogarci su cosa è la società italiana di oggi, come è cambiata, quali domande esprime e come siamo capaci di raccoglierle." "Io non sono candidato a nulla, fino ad oggi- ha detto ancora Fassino a proposito di una sua candidatura alla guida del partito-.

Non nego che ci siano molti che mi sollecitano a candidarmi, sia nel partito sia fuori del partito.

Valuterò e valuteremo tutti insieme nel momento in cui si porrà il problema formale delle candidature.

Ieri - ha concluso l'ex candidato vicepremier dell'Ulivo a proposito della riunione del comitato di reggenza dei Ds-non c'è stato nessuno scontro.

Quella che c'è sui giornali è una versione pettegola e interessata che qualcuno ha dato.

In realtà - conclude Fassino - c'è stata una discussione molto pacata e seria su quale fosse il miglior percorso per arrivare al congresso bene.

Una discussione che continuerà lunedì." L'andamento della discussione di ieri è ulteriormente chiarito da Giorgio Meli .

"Dalla proposta di Folena in poi - dice il senatore Ds - abbiamo lavorato prevalentemente sul percorso congressuale, anche con diverse posizioni, ma con la prospettiva molto chiara di proporre un percorso congressuale certo per tutti.

Vale a dire il mandato per cui i reggenti sono stati eletti dalla Direzione, cioè un congresso a novembre, con un orientamento abbastanza unanime per la presentazione delle mozioni ai primi di settembre.

Dopo - racconta ancora Mele - c'è stata una discussione, proposta anche dallo stesso D'Alema, su un ritorno all'assemblea congressuale con il compagno Fassino come segretario.

Questa proposta, su cui si è riaperta la discussione, ad un certo punto è però rientrata".

Anche per Enrico Morando , il leader dell'area "liberal" dei Ds, non c'è nessuna vera ragione per rimandare il congresso oltre il prossimo autunno.

"Se si fa il congresso con i tempi che abbiamo previsto - spiega -, cioè entro luglio si presentano le mozioni, entro il 15 di settembre queste mozioni si apparentano con proposte di candidature a segretario, entro il 25 di ottobre si fanno i congressi di sezione, non capisco dove stia il problema di avere un partito allo sbando in questi due o tre mesi.

C'è un Comitato di reggenza in grado di affrontare i nodi politici fondamentali, c'è il Comitato dell'Ulivo con un leader riconosciuto come Francesco Rutelli, che è in grado di guidare l'opposizione al governo Berlusconi, ci sono i capigruppo di Camera e Senato che abbiamo votato recentemente.

Usare l'argomento della necessità di sviluppare la nostra iniziativa di opposizione in questi mesi contro l'ipotesi del congresso, è del tutto contraddittorio e strumentale".

Sulle cause della sconfitta si esprime invece Franco Debenedetti , sottolineando come nella campagna elettorale non si sia parlato molto delle responsabilità di governo.

"Se l'Ulivo avesse impostato la campagna su quello che ha fatto il governo sarebbe stato diverso.

Per fare questo si sarebbe dovuto mettere a capo della coalizione qualcuno che aveva avuto una responsabilità di governo.

La scelta di Rutelli ha spostato l'accento e la contrapposizione ha preso il sopravvento".

Il centrosinistra, dunque, ha parlato poco di programmi.

Questa, peraltro, è una caratteristica che lo rende molto diverso dalla Sinistra britannica.

Le interviste a Piero Fassino e a Franco Debenedetti sono realizzate da Claudio Landi, a cura di Alessio Falconio le interviste ai senatori Enrico Morando e Giorgio Meli.

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  • Intervista a Piero Fassino, membro del comitato dei reggenti dell'Ulivo

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  • Intervista a Franco Debenedetti, senatore Ds

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  • Intervista ad Antonio Enrico Morando, senatore dell'area Liberal dei Ds

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  • Intervista a Giorgio Mele, della sinistra dei Ds

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