29 GIU 2001

Assemblea Nazionale di An: La relazione introduttiva di Gianfranco Fini

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Roma, 29 giugno 2001, h12:08 - Nella prima Assemblea Nazionale successiva alla vittoria elettorale del 13 maggio, che segna la crisi della sinistra ed il ritorno della destra al governo, il Presidente di An, Gianfranco Fini, analizza cause ed effetti di "una data storica", che ben si distingue dal successo del '94, conquistato con un "cartello elettorale" e grazie ad un programma di governo scritto "in fretta e in furia" e "dopo il voto".

Alleanza Nazionale conquista oggi un risultato "a due cifre", questo - sottolinea il vicepresidente del Consiglio - deve pur significare qualcosa, visti i
risultati deludenti delle altre forze escluse dall'effetto-Berlusconi che ha caratterizzato Forza Italia.

Grande merito va riconosciuto alla classe dirigente del partito che - sottolinea con forza Fini - "oggi è tutta al governo".

Certo - spiega poi - "la mancata elezione di Fisichella alla presidenza del Senato, Alleanza Nazionale non l'ha considerata chiaramente come una gratificazione".

Non a caso, l'assemblea di oggi è presieduta dal vicepresidente Riccardo Pedrizzi, data l'assenza del presidente Domenico Fisichella.

"Non c'è ombra di dubbio però - prosegue il vicepremier - che l'elezione di Pera, ha rappresentato per la qualità del personaggio, una chiara indicazione".

"Se pensate al '94, all'accoppiata Pivetti-Scognamiglio, la coalizione di oggi mostra di essere maturata e di avere idee chiare per gli uomini e per i comportamenti" - conclude sul punto.

Circa i comportamenti, Fini dichiara di essere soddisfatto dei provvedimenti presi per il G8 e per riattivare la concertazione.

Il dialogo con il Popolo di Seattle ed il rispetto di una posizione non condivisa - "la globalizzazione è anche un pericolo", sottolinea il presidente di An - che "mette in angoscia la sinistra", d'altra parte "la fermezza contro chi vuole soltanto affermare il diritto della violenza", mostrano "la maturità" di questo governo.

Analogo ragionamento vale per la concertazione.

"Concertare vuol dire discutere" - rileva Fini.

"Concertazione però non significa accettazione del veto".

Non ci si meravigli quindi che il governo abbia deciso di "procedere anche se qualcuna tra le parti sociali è in dissenso".

"E' capitato alla Cigl - spiega il vicepresidente del Consiglio - potrebbe accadere fra qualche tempo alla Confindustria".

Tornando alle vicende del partito Fini rifiuta i commenti della stampa, che questa mattina parlavano di An come una "sede vacante".

"Il partito - spiega poi - ha la sua classe dirigente a partire dal Presidente nazionale.

Faremo un congresso e io mi candiderò alla guida del partito.

Rimane la classe dirigente che ci ha portato alla vittoria, rimane l'ufficio politico che ha guidato in questi anni il partito.

Ci mancherebbe altro, perché questo è il cervello del partito.

Siamo Ministri, siamo sottosegretari, abbiamo grandi incarichi, ma continuiamo ad essere il cuore e il motore del partito".

Naturalmente dal punto di visto operativo ci sarà la necessità "di nuovi dirigenti di settore".

"I capitani e i maggiori assumeranno il grado di colonnello, cercheranno di dimostrare di essere capaci, si metteranno alla prova" - conclude con una battuta il presidente di An.

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