07 LUG 2001

Cgil: Intervento di Cofferati all'Assemblea dei lavoratori immigrati

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Roma, 7 luglio 2001, h13:28 - "Contrariamente a quanto molti ancora ritengono è l'Italia ad avere bisogno di persone che vengano qui a lavorare e non è prevalente il loro bisogno".

Sergio Cofferati, intervenendo oggi all'Assemblea dei lavoratori immigrati, spiega che se si vuole "mantenere la ricchezza che questo Paese ha" è "inevitabile" un processo di sostituzione della manodopera.

"L'Italia ha bisogno di un contributo rilenvantissimo dall'esterno" - dichiara il segretario generale della Cigl.

"Se l'Italia crescerà secondo le stime e gli obiettivi che si condividono è decisivo il
contributo che dovrà arrivare dall'esterno in misura più consistente di quello che è stato immaginato.

L'Italia ha avuto comportamenti demografici ben precisi, che sono noti".

Il modello che Cofferati propone per la nuova società è multietnico e rifugge dall'idea dell'integrazione (almeno nella sua accezione più stretta).

"Non mi piace la parola integrazione, mi rimanda l'idea della rinuncia alla propria cultura" - dice il leader della Cigl.

Bisogna invece "assicurare a tutti le stesse condizioni qualunque sia il luogo dove sono nati", senza "un'idea d'integrazione che chieda di rinunciare alla propria storia e appartenenza".

Per realizzare questo il fondamento legislativo è indispensabile ed è rappresentato dalla Legge 40.

Cofferati ne condivide i principi ispiratori e sottolinea di non avvertire "nessuna esigenza di modifica strutturale dell'impianto legislativo" esistente.

"Semmai - spiega - c'è bisogno di applicare coerentemente quella legge tenendola in equilibrio con i riferimenti comunitari e con gli effetti di un potenziale decentramento".No ai contratti di Bossi Dura critica, invece, all'istituto del contratto di soggiorno che "così come è stato prospettato, è stato vissuto come un ulteriore momento di emarginazione".

"Se l'obiettivo era quello di avere una causale in più per il contratto di lavoro a tempo determinato - rileva Cofferati - bastava recepire la direttiva Ue ed aggiungervi la nuova causale".Contro il ddl sul sommerso Il segretario generale della Cigl commenta inoltre il provvedimento del Governo sul sommerso, ribadendo il suo 'no', perché "dà vantaggi alle imprese che hanno avuto comportamenti negativi" mentre accresce le difficoltà per la parte più debole ed esposta del mercato del lavoro.

"Quando si parla di emersione - dichiara Cofferati - l'obiettivo è realizzare nel mercato diritti uniformi.

Siamo contrari al doppio mercato.

Respingiamo l'idea che possa esistere una diversità di diritti tra coloro che sono occupati e coloro che troveranno lavoro in futuro".

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