06 LUG 2001

Bertinotti: Lo sciopero dei metalmeccanici "una risposta di massa" alla destra e all'Ulivo

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Perugia, 6 luglio 2001, 19:03 - La risposta alla crisi della politica non sta solo nella rivendicazione delle ragioni della sinistra, ma sta in un'idea diversa, fatta di partecipazione, di coinvolgimento.

Fausto Bertinotti, incontrando questa sera le delegazioni di Terni e Perugia del suo partito, commenta entusiasticamente la "vittoria" rappresentata dalla riuscita dello sciopero generale dei metalmeccanici di oggi.L'idea della politica che il segretario di Prc delinea ed oppone alla proposta delle destre è "una risposta di massa", ben distinta dall'"atteggiamento aristocratico"
dell'Ulivo.

"Nel Centrosinistra - spiega Bertinotti - è presente ancora un atteggiamento snobistico, di chi guarda ai tic, alle sgrammaticature del suo avversario, alle caratteristiche antiestetiche, oppure insiste sul conflitto d'interesse, problema realmente importante, ma fino a farlo diventare ossessivo e ad oscurare la profondità e la radicalità del contrasto".

L'opposizione, secondo il leader di Prc, va invece costruita sul terreno degli interessi, dei bisogni, delle aspettative comuni della gente.

La critica di Bertinotti tocca anche la questione Montedison-Edf.

"Ma, compagni - chiede il leader di Prc - non vi sentite presi un po' in giro? Le aziende vanno privatizzate solo qui? Ci guardavano come dei mohicani arrivati a New York - ironizza - poi arriva un'azienda pubblica francese, prende la Montedison e la Fiat fa l'alleanza con quella azienda pubblica straniera dopo aver detto che in Italia bisognava privatizzare".

Analogo ragionamento tocca ai sindacati per l'andamento della concertazione con il Governo.

"Come vi sentite? Avete predicato la concertazione e vi beccate gli accordi separati".La vittoria di oggi, però, fa ben sperare per il futuro.

Un futuro, secondo Bertinotti, costituito proprio dai giovani che, con la nuova generazione di operai partecipante allo sciopero, ha dimostrato che i "metalmeccanici non sono più invisibili".

"Questo sciopero - spiega poi il segretario di Prc - aveva una motivazione importante, ma è servito anche per dire che non siamo più invisibili, che i metalmeccanici sono di nuovo vivi e insieme ai protagonisti di questa storia ci sono i giovani.

Una nuova generazione di operai entra nella società italiana come protagonista.

I comportamenti non sono quindi più quelli stereotipati di una categoria sociale.

Questi giovani sono gli stessi che incontri allo stadio, o che incontreremo a Genova".

A questo punto, i più anziani, "devono capire quali bisogni e quali domande vengono da questi giovani operai che esprimono, con tutti gli altri, la voglia di vivere.

Quello che sta succedendo, è qualcosa che sta parlando al futuro".

Futuro che può considerarsi iniziato proprio con lo sciopero dei metalmeccanici di oggi.

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