12 LUG 2001

Dpef: D'Amato illustra la posizione di Confindustria

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Roma, 12 luglio 2001, h14:59 - In attesa d'incontrare il governo per ragionare sulla "preoccupante" entità dell'ammanco nei conti pubblici e chiarire i punti essenziali del Dpef, il Presidente di Confindustria, commenta il comportamento sui generis di Tremonti.

In una conferenza stampa al termine della Giunta, D'Amato spiega che "la concertazione non è morta", e che tuttavia è necessario intervenire sin da subito sulle pensioni, lasciando invariato il tasso d'inflazione programmata stabilito dal precedente Governo."Un incidente di percorso e non una sfida alle parti sociali".

Il presidente
di Confindustria definisce così la comunicazione nel Tg1 delle 20 dell'entità del 'buco' nei conti pubblici da parte del Governo.

"E' stato complicato per tutti apprendere in maniera indiretta le cifre" - ammette D'Amato.

E del resto "parlare di manovre senza conoscere i conti", è una prassi sui generis.

Rispetto ai sindacati, però, Confindustria ha avuto "una reazione meno emotiva e più pragmatica".

E infatti il leader degli Industriali esclude che l'agire dell'esecutivo significhi in qualche modo "la morte della concertazione"."Le cifre indicate sono preoccupanti anche se la forchetta indicata dal ministro dell'Economia Tremonti è ampia, e quindi attendiamo di conoscere dal governo cifre più puntuali e precise".

Per D'Amato, a questo punto, sono ancor più essenziali riforme strutturali, a partire da quella della previdenza: "La riforma delle pensioni è un passaggio obbligato.

Andrà affrontato in maniera pragmatica e serena, proseguendo con quel dialogo sociale che abbiamo già sperimentato sui contratti a termine e sul contratto dei metalmeccanici".

D'Amato aveva incontrato ieri in serata le rappresentanze del Governo.

In quella sede - annuncia D'Amato - si è parlato anche di riforma delle pensioni.

"E' importante che il Dpef contenga elementi significativi così come riteniamo importante - e su questo il governo ci ha detto che lo indicherà nel Dpef - un riferimento anche alla riforma delle pensioni che rappresenta a questo punto un passaggio ancor più obbligato data la dimensione del possibile fabbisogno addizionale".

La richiesta di Confindustria è che la riforma sia affrontata "in maniera pragmatica, serena, consapevole, responsabile, così come è stato fatto per i contratti a termine e per il contratto dei metalmeccanici".

Altra richiesta è che il Dpef confermi l'inflazione programmata per il 2002 all'1,2%.

D'Amato riflette infine sullo sciopero della Fiom di venerdì scorso, proclamato come un successo dai sindacati.

Di fatto il leader degli Industriali contesta la piena riuscita dello sciopero.

"I lavoratori metalmeccanici - spiega - sono circa un milione e mezzo.

Le cifre parlano di un'adesione di 250-300.000 lavoratori a cui si sono aggiunti venerdì molti altri manifestanti che con le fabbriche non hanno nulla a che fare".

Anche stavolta, però, D'Amato rilancia il dialogo ribadendo che "l'assenza di una parte non deve pregiudicare il cammino del dialogo sociale.

Sarebbe quanto di più antidemocratico si possa immaginare".

Alla Cgil, ricorda invece che "il confronto è utile perché serve alla modernizzazione del paese e che gli impedimenti strumentali fanno male a tutti". .

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