13 LUG 2001

Prc: Bertinotti chiude la Festa di Liberazione e lancia la contestazione al summit di Genova

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Milano, 13 luglio 2001, 21:20 - Il "fallimento" della concertazione, il "successo" dello sciopero della Fiom arrivato dopo "anni e anni di compressione", "l'opposizione sociale destinata a crescere" dinanzi alla politica economica del Governo Berlusconi, e, infine, il G8 e la pericolosa "chiusura del dialogo" con il popolo anti-globalizzazione.

Sono gli argomenti toccati questa sera da Fausto Bertinotti nel suo intervento di chiusura della Festa di Liberazione a Milano.

Il segretario di Rifondazione ha affrontato la questione relativa allo sciopero dei metalmeccanici "per quelle 4 lire che
però sono indispensabili ai lavoratori e ne attestano anche la dignità" e alla spaccatura interna all'unità sindacale per quanto riguarda gli accordi con Finmeccanica.

Bertinotti ha focalizzato il suo intervento sul summit di Genova e sulle contestazioni ad esso connesse, in particolare per quanto riguarda la scelta della città come a simbolizzare che gli otto grandi "sono i padroni del mondo", e la costituzione della zona rossa, ovvero la "costruzione del fortino" da assediare.

È cominciata l'era della contestazioneFausto Bertinotti ha proposto un'analisi dei "popoli di Seattle" che compongono il "movimento che avanza", e ha affermato che "parla di un segno dei tempi" "Cari signori del capitalismo - ha affermato - il tempo della vostra egemonia, il tempo del pensiero unico, il tempo in cui ci descrivevate le magnifiche sorti progressive di questa rivoluzione capitalista è già finito.

È cominciata l'era della contestazione" Governo agente provocatore"Se la posizione del Governo è quella che oggi è stata annunciata, di tornare a chiudere la stazione di Brignole noi considereremo questo atto irresponsabile nei confronti del Paese, non solo dei manifestanti.

Ogni negoziatore sa che la prima cosa che si debba chiedere in una trattativa è la riconoscibilità e l'affidabilità della tua controparte.

Noi possiamo essere anche duramente avversari ma se io tratto con te la cosa principale è che la tua parola valga per oggi e per il domani.

Se il Governo Berlusconi ha detto che la Stazione di Brignole sarebbe stata aperta, la Stazione di Brignole deve essere aperta altrimenti il Governo diventa un agente provocatore.Noi chiediamo che il Presidente del Consiglio o almeno il ministro dell'Interno entro martedì venga in Parlamento e dica una parola rassicurante di certezza, e cioè che quello che è stato promesso al GSF in termini di agibilità per Genova venga mantenuto dalla prima all'ultima parola come condizione necessaria per poter garantire un futuro in cui tutti noi investiamo affinché le manifestazioni siano grandi, pacifiche e non violente"Il fortino"Hanno costruito loro il teatro di Genova e poi accusano il movimento di cercare la spettacolarizzazione, hanno costruito loro il simbolo di quel vertice e la scelta di una città per ridimostrare simbolicamente comandando il cuore di una città di comandare il mondo, altrimenti lo avrebbero potuto fare per Internet e a casa loro.

Hanno costruito un simbolo e un palcoscenico e solo ora si accorgono che su quel palcoscenico noi saremo più forti di loro.

Loro hanno costruito un fortino, hanno alzato le porte del fortino e poi si lamentano di essere assediati.

Si assedia solo qualcosa che si chiude, aprite le strade e le piazze e non sarete assediati ma se chiudete le strade e le piazze, dovete sapere che senza violenza, senza far male ad una persona, senza distruggere una cosa quell'impedimento può essere superato da una cosa antica che si ripropone, si chiama disobbedienza civile".

"Per questo - ha aggiunto Bertinotti - non siete riusciti a dividere il movimento tra buoni e cattivi, per questo da un lato ci saranno a spingere sulle reti di protezione della zona rossa, le tute bianche e sulla piazza vicina, delle monache che pregheranno contro il G8 e da un'altra ci saranno i comunisti, parte di questo movimento".

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