29 LUG 2001

Istituzioni: Marcello Pera alla Versiliana, La polizia è di tutti

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Marina di Pietrasanta, 29 luglio 2001 - Altro appuntamento allo storico caffè della Versiliana.

Cesara Buonamici stavolta intervista un abituee: il Presidente del Senato, Marcello Pera.

Molti i temi trattati, a partire dai fatti di Genova e dalle riforme istituzionali, alle recenti scomparse di Carlo Bo ed Indro Montanelli, all'anniversario dalla morte del filosofo preferito, Karl Popper.

A parlare non è solo la seconda carica dello Stato, ma anche il professore di Filosofia della Scienza.

Il primo commento richiesto al Presidente del Senato è sui fatti di Genova.

A riguardo, Pera ricorda che
aveva chiesto alle forze politiche di esprimere posizioni chiare per evitare le violenze poi verificatesi.

«Avevo chiesto a tutte le forze politiche di isolare con atteggiamenti concreti gli episodi di violenza» - afferma.

Il Presidente del Senato sottolinea anche la necessità di accurate indagini, sia da parte della magistratura che del Parlamento.

E' necessario - dichiara - «accertare le responsabilità perchè c'è una bella distinzione tra gli aggressori e gli aggrediti».

In merito alla possibilità di istituire un meccanismo di «spoil system» per i vertici delle Forze dell'Ordine, invece, si dice fondamentalente contrario - «salvo eccezioni» - poichè - afferma - «la Polizia è di tutti e il Capo della Polizia è di tutti».

Ne consegue che male fa chi, per esimersi da ogni responsabilità, scarica le colpe su vertici di altrui nomina.Altro capitolo affrontato dal Presidente del Senato è quello delle riforme istituzionali.

Pera naturalemnte ne auspica l'attuazione, anche in vista della approvazione della normativa sulla Devolution, preannunciata ieri dal ministro Bossi, proprio qui alla Versiliana.

Un volta riconosciuti maggiori poteri agli organi regionali - osserva - «serve un rafforzamento del potere centrale in capo al Presidente del Consiglio o al Presidente della Repubblica».

Sempre a livello centrale, sarebbe opportuna, inoltre, secondo il Presidente dell'Assemblea di Palazzo Madama, «una redistribuzione di compiti tra Camera e Senato», anche per ovviare ai lunghi tempi parlamentari.

In qualità di «ex futuro ministro della Giustizia», Pera esprime poi il proprio parere sulla riforma della magistratura.

«C'è bisogno - osserva - di introdurre una forma di cultura e di controlli senza i quali una istituzione degrada perchè si ritiene a tal punto autonoma e indipendente da sentirsi slegata dal resto del Paese».

E' invece chiamato in causa il professore universitario, nell'ultima parte dell'intervista, dedicata al ruolo delle ideologie nel tempo che viviamo e al contenuto - per un «liberale democratico» - del dovere di libertà.

Se il marxismo come ideologia era morto già prima della caduta del Muro di Berlino, spiega Pera, è anche vero che l'emergere dei diritti sociali fa sì che «il liberalismo come dottrina classica» sia superato dalle democrazie degli Stati moderni.

L'idea dell'exdocente di Filosofia della Scienza dell'Università di Pisa è quasi uno slogan: «Occorre un autorevole Stato non invadente».

In questo senso è interessante anche il punto di vista sulla globalizzazione espresso da Marcello Pera.

Facendo riferimento alle ultime clamorose vicende che hanno interessato l'economia italiana, il Presidente del Senato osserva che «è un errore pensare che gli 8 siano i padroni del mondo, perchè in certi casi sono le vittime di questo fenomeno».

La globalizzazione, cioè, spesso fa sì che alcuni fenomeni sfugganno non solo al controllo ma anche alla consapevolezza stessa dei Governi. .

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