06 AGO 2001

Intervista-filodiretto con Fisichella: Critiche al governo su G8, Fao e immigrazione

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Roma, 6 agosto 2001 - Intervista-filodiretto con Domenico Fisichella, questa mattina a Radio Radicale.

Rispondendo alle domande di Alessio Falconio e dei radioascoltatori, il vicepresidente del Senato ed esponente di Alleanza Nazionale interviene nel dibattito sul prossimo vertice Fao e sui provvedimenti che hanno colpito alcuni funzionari delle forze dell'ordine in seguito ai fatti di Genova.

«Se rinunciamo al vertice Fao - afferma il senatore - ci dimostriamo deboli come Stato».

E sulle conseguenze del summit di Genova aggiunge un'altra critica all'esecutivo: «La mia impressione è che sia
difficile immaginare che le responsabilità politiche siano del tutto estranee a ciò che è accaduto».

Duro il parere del professor Fisichella anche sul ddl in tema di immigrazione preannunciato da Umberto Bossi.Vertice Fao: Se rinunciamo ci dimostriamo deboli come Stato«Di primo acchito, riservandomi di studiare adeguatamente il tema, direi che se rinunciamo al vertice Fao ci dimostriamo deboli come stato, dimostriamo di non avere fiducia nelle nostre forze dell'ordine, non riusciamo a distinguere adeguatamente fra G8 e Fao».

Così il vicepresidente del Senato.

«Fermo restando la pericolosità di situazioni o comunque di circostanze che possono mettere in opera certe reazioni - spiega poi - mi sembra proprio che uno Stato sovrano che fa una scelta di questo genere si mette in una condizione di debolezza della quale poi gli altri terranno il debito conto».

Secondo l'esponente di An si illude chi pensa che l'«arena internazionale» sia un luogo nel quale basti «qualche sorriso» per aver ottenuto dei risultati.

«L'arena internazionale - dichiara - rimane tutto sommato l'arena nella quale gli equilibri di forza hanno la loro importanza, e uno Stato che si dimostra debole giocando d'anticipo, ne paga poi le conseguenze».G8: Difficile che responsabilità politiche siano estranee all'accadutoFisichella risponde alla domanda di un'ascoltatrice sui provvedimenti di Scajola.

«Debbo confessare che anche io provo un certo disagio di fronte a talune decisioni che sono state assunte.

Avverto una sensazione di sofferenza nel vedere che saltano alcuni funzionari, anche alti, in un contesto nel quale tutto ciò non può non avvilire le forze dell'ordine, e rimangono al loro posto i responsabili politici».

Parole dure, quelle del senatore, anche nei confronti di chi si giustifica sottolineando che i vertici delle forze dell'ordine sono stati nominati da altri.

«Si ha un bel dire che questa vicenda del G8 è stata organizzata dal governo di Centrosinistra» - afferma Fisichella.

«C'è un principio fondamentale che è il principio della continuità dello Stato.

Allora il Governo di Centrodestra preventivamente doveva dire di non accettare nulla di quello che ha fatto il governo di Centrosinistra, chiudendo il discorso alla radice.

Ma non è possibile che il Capo del Governo va a Genova quattro volte, si occupa delle fioriere, dei panni stesi e delle facciate dei palazzi, e chi si è occupato dei problemi dell'ordine pubblico? Chi ha valutato l'impatto? Perché hanno troppo tardi chiuso le frontiere? Perché, anche sulla base di certe indicazioni di polizie straniere, non sono stati presi provvedimenti preventivi? Ci sono o non ci sono responsabilità politiche sotto questo profilo?».

«La mia impressione - prosegue il vicepresidente del Senato - è che sia difficile immaginare che le responsabilità politiche siano del tutto estranee a ciò che è accaduto».

Diverso, dunque, l'atteggiamento che il Governo avrebbe dovuto avere anche in questa vicenda.

«Diventa troppo comodo - spiega il senatore - liquidare alcuni funzionari e dirigenti e considerare chiuso il problema.

In questa maniera abbiamo oggi forze di polizia meno motivate di prima.

Se un governo di centrodestra assume anch'esso atteggiamenti non dissimili da quelli che avrebbe assunto un governo di centrosinistra, scaricando poi la responsabilità solo su alcuni esecutori e considerando chiuso il discorso sotto il profilo politico, è evidente che la crisi della statualità non può che aggravarsi».

Immigrazione: Avrei evitato l'accoppiata Bossi-FiniCritico il senatore di An anche rispetto al ddl sull'immigrazione a firma di Bossi e Fini.

«Questa accoppiata Bossi-Fini non mi appare molto convincente.

Debbo dire la verità, un grande partito nazionale come An non si accoppia, nel dare il nome su un tema di tanta delicatezza, con una formazione politica e con il suo leader come la Lega Nord e come Umberto Bossi.

Avverto un qualche disagio nel sentire parlare di una normativa Bossi-Fini, fermo restando che entrambi fanno parte dello stesso Governo e che quindi entrambi condividono o condivideranno certe responsabilità quando questo ddl sarà stato presentato e poi proposto al Parlamento.

Ma nell'immaginario collettivo e con riferimento ad esso avrei evitato questa accoppiata».

Per il resto si tratta di vedere il contenuto del provvedimento perché - afferma ancora Fisichella -, come al solito, sia pure nelle pochissime settimane di vita di questo governo, si è potuto constatare che «a molti annunci di Umberto Bossi non sono poi seguiti provvedimenti che fossero del tutto coerenti con gli annunci stessi».

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