04 OTT 2001

Afghanistan: Un paese sempre più isolato

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 28 min 58 sec

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Mentre gli alleati si preparano all'attacco e la diplomazia ricerca un difficile equilibrio politico, la situazione all'interno del paese, in guerra da 22 anni, si fa sempre più drammaticaIslamabad, 5 ottobre 2001 - L'Afghanistan è un paese sempre più isolato.

Gli Stati Uniti e gli alleati sono pronti ad un attacco dopo che il Pakistan si è dichiarato soddisfatto delle prove che collegano bin Laden agli attentati al World Trade Center e al Pentagono.

Il primo ministro britannico Tony Blair ieri ha spiegato che il momento dell'attacco si avvicina ed il presidente francese Jacques Chirac ha
confermato che la risposta militare di Washington è ormai certa.

Proprio Blair incontrerà domani ad Islamabad il presidente Pervez Musharraf.

La notizia è confermata da fonti ufficiali pakistane.Gli ultimi sviluppiIl primo ministro britannico Tony Blair ed il segretario alla difesa statunitense Donald Rumsfeld stanno facendo pressione sull'Afghanistan, stringendo le forze alleate e gli altri stati pronti a dare man forte all'azione militare contro il regime talebano.

Intanto, la Germania ha assicurato il suo appoggio alla guerra.

"Vinceremo questa guerra," ha dichiarato il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder al "Larry King Live" di Cnn.

"Sono certo che metteremo le mani sui terroristi".

Continua il tour diplomatico del Tony Blair.

Il premier britannico oggi sarà a Islamabad per incontrare il generale Pervez Musharraf e gli altri esponenti del governo.

Blair è stato ieri in Russia, dove ha presentato al presidente Vladimir Putin le prove contro Usama bin Laden.

Domani in il primo ministro si recherà in India.

Rumsfeld ha conferemato al Pentagono che saranno inviati aiuti aerei con cibo e medicine per il popolo afghano, ma non ha spiegato come verranno protetti i veivoli dai missili terra-aria di cui sono certamente in possesso i talebani.

Rumsfeld oggi sarà in Uzbekistan, paese che per 80 miglia confina con l'Afghanistan.

L'Afghanistan è in guerra dal 1979La situazione all'interno dell'Afghanistan si fa sempre più drammatica.

Lo è da 22 anni a questa parte.

Il popolo afghano è in ginocchio.

3 milioni di persone oggi vivono di aiuti umanitari, ma l'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'Onu stima che in seguito all'attacco il dato potrebbe salire a 7 milioni e mezzo.

Si calcola che potrebbero essere 1 milione e mezzo i profughi che si sposteranno nei paesi confinanti.

Si tratta in ogni caso di cifre approssimative, perchè la situazione è in continua evoluzione.

L'afflusso vero e proprio però non c'è ancora stato.

Gli spostamenti avvengono per lo più a dorso di mulo, attraverso le montagne dell'interno.

La portavoce dell'Unhcr Laura Boldrini, che si trova nei vecchi campi profughi di Peshawar, nel Nord del Pakistan, spiega a Radio Radicale che qui sono ospitati 5 milioni di profughi.

La situazione anche qui è critica.

La regione pakistana in cui sono i campi assistiti dall'Unhcr è devastata dalla siccità.

Fare dei nuovi campi non è semplice.

Le autorità lo consentono solo nella fascia ad otto chiilometri dalla frontiera, dietro autorizzazione che deve essere richiesta 24 ore prima per qualsiasi spostamento e con la necessità di portarsi dietro una scorta armata.

Secondo le stime dell'Onu solo per il campo di Peshawar servono immediatamente 600 miliardi.

L'Italia per ora ha dato 15 miliardi.

La ricerca di un difficile equilibrio politicoAl ritorno da una serie di colloqui che l'hanno portata sino in Pakistan, il sottosegretario agli affari esteri italiano ci spiega che il pericolo legato ai rifugiati è forte, in quanto i pakistani temono che tra loro possano entrare nel paese anche fondamentalisti islamici.

Gli incontri di Margherita Boniver in Asia Centrale hanno avuto ad oggetto soprattutto l'equilibrio politico all'interno dell'Afghanistan.

"Ci sono decine di migliaia di Talebani che stanno cambiando ranghi, offrendosi ai mujaheddin del Nord" - ha spiegato il sottosegretario.

La questione tuttavia non è semplice.

L'Alleanza del Nord, essendo composta da persone provenienti da etnie diverse, è vista con una certa diffidenza in Pakistan.

I Talebani invece sono solo pashtun.

L'Alleanza del Nord è invece sostenuta dai finanziamenti degli Usa e dell'Iran.

Proprio oggi il presidente americano, George Bush, ha preannunciato un pacchetto di aiuti di 320 milioni di dollari in aiuti diretti.

Boniver che ha parlato con Musharraf, sottolinea che intorno alla figura del "re gentiluomo" si sta forse formando quella maggioranza favorevole al tentativo di ricomposizione dei contrasti tra le etnie in lotta.

Quello che suona strano, però, - aggiunge il sottosegretario - è che durante i colloqui il presidente Musharaff ha sempre fatto riferimento al futuro politico dell'Afghanistan come se i talebani e bin Laden fossero già stati cancellati.

Successivamente all'intervista rilasciata a Radio Radicale, il sottosegretario agli esteri ha incontrato alla Farnesina l'ex ministro degli esteri afghano, Arsala, in rappresentanza del re Zaher Shah, consegnandogli un messaggio personale del presidente pachistano, nel quale si chiede l'invio urgente di un rappresentante dell'ex monarca ad Islamabad per discutere con le autorità pachistane il futuro politico dell'Afghanistan nel quadro del cosidetto "processo di Roma".

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riduci

  • Il <em>country profile</em> dell'Afghanistan dal sito della Cia<p> La mappa dei campi dell'Unhcr ai confini dell'Afghanistan<p>
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  • L'intervista a Margherita Boniver, sottosegretario per gli affari esteri

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