08 OTT 2001

Attacco all'Afghanistan: Presentazione del film «Viaggio a Kandahar»

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 50 min

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In occasione della presentazione dell'ultimo lungometraggio del regista iraniano Mohsen Makhmalbaf, per l'estrema attualità dei temi trattati nel film, una tavola rotonda con la partecipazione, tra gli altri, di Emma BoninoRoma, 8 ottobre 2001 - Nafas, una giornalista fuggita dall'Afghanistan durante la guerra dei Taliban e rifugiata in Canada, riceve una lettera disperata da sua sorella minore che minaccia di suicidarsi nel giorno dell'ultima eclissi del millennio.

Nafas decide di attraversare il confine irano-afgano per andare a Kandahar in soccorso alla sorella.

Questo l'intreccio attorno
al quale si snoda "Viaggio a Kandahar", il penultimo film di Mohsen Makhmalbaf, regista iraniano di fama internazionale.

Con questo lungometraggio, il regista racconta che in Afghanistan ogni cinque minuti qualcuno muore o rimane ferito a causa di una mina.

Ciò secondo Makhmalbaf dipende essenzialmente dalla cultura locale, intrisa di fondamentalismo religioso.

Anche qui, ai confini del mondo, dove le donne vanno in giro avvolte in abiti-prigione, molti parlano l'inglese e tutti conoscono il valore del dollaro.

I bambini recitano il Corano ma vengono interrogati sull'uso delle armi bianche e da fuoco.

Lo spunto da cui parte l'autore iraniano è un viaggio, uno spostamento da un luogo iniziale, in questo caso l'Iran, verso l'Afganistan, per descrivere una situazione vista con l'occhio del clandestino, rimanendo a metà strada tra il documentario e la finzione.

E' una zona dove i banditi nel deserto portano via tutto e tornare in Iran è più sicuro.

Un incontro con un medico spiega come i rudimenti della medicina occidentale siano superiori all'ignoranza a cui sono affidate le malattie di quelle terre.

E' un luogo pieno di gente senza gambe dove la Croce Rossa cerca di rimettere insieme i pezzi di una guerra che si ripercuote sui civili, dove le donne stanno al loro posto, i bambini pure e su tutto regna l'educazione in negativo e la miseria.

In occasione della presentazione del film, per l'estrema attualità dei temi trattati, si incontrano intorno una tavola rotonda la leader radicale Emma Bonino (che da anni si occupa della condizione delle donne afghane), la giornalista Miriam Mafai, la presidente dell'Aidos Daniela Colombo, Luca Lo Presti in rappresentanza di Amnesty International, la europarlamentare Luisa Morgantini, il regista Mohsen Makhmalbaf e l'attrice protagonista Nilofar Pazira.Emma Bonino: "Non possiamo continuare a fare nulla""Non possiamo continuare a fare nulla.

L'Afghanistan é diventato 'training' per i terroristi, rappresenta il 90% della droga nel mondo.

Sono convinta che non basta la reazione militare, che ci saranno vittime innocenti, ma non é possibile continuare a non fare nulla".

Emma Bonino giustifica l'intervento militare americano contro l'Afghanistan.

"E' vero che l'Occidente si muove solo quando é in pericolo" - ammette l'europarlamentare radicale.

"E' vero che sapevamo tutto dell'Afghanistan e che la politica estera non é capace di prevenire, ma non possiamo dare il messaggio che, dopo le Torri Gemelle, abbiamo tanti altri obiettivi e che, se vengono colpiti, noi non faremo nulla".

Di questa guerra non piace invece ad Emma Bonino la "santa alleanza anti-terrorismo" che è "ambigua", poichè "vi entrano tutti per fare i propri interessi", e che "rischia di dare mano libera ai russi con la Cecenia, ai cinesi con il Tibet e altro ancora".

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  • Presentazione

    <strong>Indice</strong>
    0:00 Durata: 3 min 17 sec
  • Mohsen Makhmalbaf, regista: «Ho visto 20.000 persone morire di fame ai lati di una strada»

    0:03 Durata: 6 min 45 sec
  • Nilofar Pazira, attrice: «10 milioni di donne sono prigioniere del velo»

    0:10 Durata: 10 min 2 sec
  • Miriam Mafai, giornalista, sull'attacco: «Per colpe della nostra indifferenza precedente e della follia del terrorismo, oggi non esiste altra strada»

    0:20 Durata: 8 min 16 sec
  • Nilofar Pazira: «I problemi dell'Afhanistan sono troppo complicati per poterli risolvere con un'azione militare»

    0:28 Durata: 5 min 20 sec
  • Colombo Daniela, presidente Aidos: «Le donne devono sedere al tavolo della pace»

    0:33 Durata: 13 min 48 sec
  • Emma Bonino, europarlamentare: «Quello che succedeva in Afghanistan era noto a tutti»

    0:47 Durata: 10 min 52 sec
  • Mohsen Makhmalbaf: «La soluzione militare si sperimenta da 20 anni»

    0:58 Durata: 11 min 36 sec
  • Luisa Morgantini, europarlamentare e rappresentante "Donne in Nero": «Ci può essere una soluzione pacifica»

    1:09 Durata: 13 min 7 sec
  • Luca Lo Presti, responsabile Sud-Asia e Medio Oriente di Amnesty International: «Mai visti tanti giornalisti ascoltarci come oggi»

    1:23 Durata: 11 min 57 sec
  • Testimonianza di un profugo afghano

    1:35 Durata: 8 min 20 sec
  • Domande dal pubblico

    1:43 Durata: 6 min 51 sec