12 OTT 2001

Economia: Tremonti al Forum sulle Pmi, "Dopo ogni crisi c'è un rimbalzo"

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Tutte le situazioni di shock hanno prodotto un rimbalzo.

Quale occasione migliore che reinvestire utilizzando la Legge Tremonti?Prato, 12 ottobre 2001 - Prima uscita dopo l'approvazione del provvedimento sui "cento giorni" per il ministro dell'Economia e Finanze, Giulio Tremonti, che partecipa al Forum internazionale sulle piccole e medie imprese in corso a Prato.

Al centro dell'attenzione le nuove norme sul sommerso, ma anche le ragioni che sostengono le modifiche del diritto successorio, del diritto del lavoro (con l'approvazione del nuovo "contratto di lavoro europeo"), del sistema di
dichiarazione dei redditi, in uno scenario internazionale che ha costretto ad aggiornare alcune linee della "Legge dei cento giorni" prevista nel programma elettorale della Casa delle Libertà.

Ma l'allarme terrorismo e la campagna militare guidata dagli Usa in Afghanistan dopo il crollo delle Torri Gemelle, non è necessariamente un problema.

"Resto fondamentalmente non pessimista" - spiega Tremonti.

"Un bellissimo studio fatto in America segnala cosa succede dopo gli shock.

Parte dalla caduta di Parigi nel maggio del 1940 ed arriva fin su.

Pass per Pearl Harbor, c'è l'ultimo attentato al World Trade Center e così via.

Tutte le situazioni di shock hanno poi prodotto un rimbalzo.

Quale condizione migliore per rimbalzare che reinvestire utilizzando la Legge Tremonti?" Cosa succede dopo gli shockIn realtà, sottolinea Tremonti, la conseguenze economiche di shock politico-militari, sono oggetto anche dell'ultimo rapporto del Centro studi di Confindustria presentato a Roma lo scorso 25 settembre.

Il principale paese di riferimento considerato nel rapporto sono proprio gli Stati Uniti.

Gli eventi considerati sono l’attacco giapponese a Pearl Harbour (1941), la guerra di Corea (1950-53), il conflitto Usa-Urss sull’installazione dei missili sovietici a Cuba (1962), l’intervento militare americano in Vietnam (che assume connotati di guerra aperta negli anni 1964-73), la guerra del Kippur (1973), la guerra del Golfo (1990-91); a questi episodi viene aggiunto il terremoto giapponese di Kobe (1995), i cui effetti sul piano delle perdite umane ed economiche possono essere paragonati a quelli delle recenti vicende statunitensi.La ricognizione compiuta da Confindustria suggerisce che l’andamento delle variabili economiche nella fase successiva agli shock subisca le oscillazioni maggiori (quale che sia la gravità degli eventi sul piano politico) quando lo shock comporta conseguenze sul prezzo o sulla quantità delle materie prime.

E' il caso di Pearl Harbour.

L’8 dicembre 1941 forze aeree giapponesi attaccano la base militare americana di Pearl Harbour (Hawaii); la flotta Usa resterà fuori combattimento per mesi.

Il Congresso americano dichiara lo stato di guerra con il Giappone lo stesso giorno.

L’attacco giapponese si inscrive in un contesto economico che è naturalmente già segnato pesantemente dalla guerra.

L’indice Standard&Poor è caduto pesantemente all’inizio del 1937, e nonostante una parziale ripresa nel biennio 1938-39 a partire dalla fine del 1939 si verifica una nuova fase di flessione.

L’evento di Pearl Harbour coglie dunque l’economia americana in un momento di caduta dei listini, e coincide con una ulteriore caduta dell’indice (dal 9,37 di novembre all’8,76 di dicembre); fin dai primi mesi del 1942 si assiste tuttavia a una nuova ripresa, che segna l’avvio di un periodo di forte aumento.

L’attività produttiva negli Usa era d’altra parte in espansione fin dalla fine del 1938, ed era entrata in una fase di crescita accelerata dalla metà del 1940.

Con l’ingresso in guerra il deficit di bilancio passa tra il 1941 e il 1942 da 6 miliardi di dollari a 21 miliardi, per raggiungere un picco di 57 miliardi nel 1943.

La produzione industriale, trainata dalla spesa per armamenti, si impenna.

"E' nella natura della storia del mondo - conferma Tremonti -, dopo ogni crisi c'è un effetto di sviluppo.

Perciò - conclude - cosa c'è di meglio per far rimbalzare l'economia di usufruire della legge Tremonti?". .

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