17 OTT 2001

Droga: Condannati dieci dirigenti e militanti radicali

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Registrazione di "Droga: Condannati dieci dirigenti e militanti radicali", registrato mercoledì 17 ottobre 2001 alle 00:00.
  • Audio: L'udienza e la sentenza

    <strong>Dopo due ore e mezza di Camera di Consiglio la X sezione penale del Tribunale di Roma, ha emesso la sentenza nel maxi-processo a seguito della azione di disobbedienza civile condotta da venti militanti e dirigenti radicali nel 1997</strong><p> Roma, 17 ottobre 2001 - E' il 25 ottobre 1997. A Largo Goldoni, a Roma, è in corso un comizio della Lista Pannella. Ma non è un comizio qualunque. Militanti antiproibizionisti si aggirano intorno al palco, distribuendo gratuitamente bustine contenenti hashish. Per i fatti del 25 ottobre e per quelli, analoghi, commessi l'8 novembre poco lontano, a Largo San Carlo, il Tribunale di Roma oggi ha condannato Rita Bernardini e Anna Autorino a 2 mesi e 25 giorni; Alessandro Caforio, Cristiana Pugliese, Mauro Zanella, Pier Giuseppe Camici, Sergio Stanzani, Veronica Orofino, Antonio Borrelli, Clotilde Buonassisi a 2 mesi e 20 giorni. <p>Per quanto concerne Marco Pannella, la cui posizione era stata stralciata, con la sentenza di oggi vengono aggiunti dieci giorni alla condanna ad otto mesi. Stralciata anche la posizione di Olivier Dupuis. Per l'europarlamentare e segretario del Prt sarà necessario richiedere l'autorizzazione al Parlamento Europeo<p> La decima sezione del Tribunale di Roma, nel riconoscere l'"alto valore morale e sociale di quelle iniziative", ha applicato, per il solo Pannella, la continuazione del reato per una vicenda analoga ed ha aumentato di 10 giorni la pena di due mesi e venti giorni di reclusione inflitti in precedenza. Il tutto è stato sostituito con una pena pecuniaria.<p><strong>Un reato compiuto per "motivi di particolare valore morale e sociale"</strong><p>"Anzichè - ha commentato Marco Pannella - mandare alla Corte Costituzionale (così come sollecitato dal suo difensore Gian Domenico Caiazza, n.d.r.), una legge che per unanime riconoscimento produce guasti nella giustizia, contraddizioni e caos, il tribunale ha preferito condannarci per quello che loro hanno stabilito: il reato è stato quello di aver agito per motivi di particolare valore morale e sociale. Ci hanno condannato per questo". <p>I procedimenti penali scaturiti dalle manifestazioni di disobbedienza civile avranno un'appendice venerdì 19 ottobre prossimo con l'udienza per la distribuzione di hashish avvenuta in Piazza Navona nel '97.<p><strong>"Non si vuole mandare la questione alla Corte Costituzionale"</strong><p>Considerando l'alto numero di assolti ed il riconoscimento di un'attenuante di rara applicazione come quella dei "motivi di particolare valore morale e sociale", l'avvocato difensore Giandomenico Caiazza dovrebbe dirsi soddisfatto dei risultati ottenuti. Tuttavia, se si pensa che il reato commesso dai militanti radicali nel 1997 trova fondamento anche nella volontà di attivare l'esame da parte della Corte Costituzionale della legge sugli stupefacenti, l'obiettivo può dirsi fallito.<p> "Non si vuole mandare la questione come da noi posta alla Corte Costituzionale" - ha commentato lo stesso Caiazza successivamente alla lettura del dispositivo. "Non comprendo la resistenza di giudici così attenti a ritenere che non è così folle che la Corte Costituzionale si pronunci sulla questione sollevata".<p><strong>La testimonianza di uno dei militanti antiproibizionisti</strong><p>Sarà giudicato anche il prossimo 19 ottobre, Alessandro Caforio per aver distribuito hashish il 12 ottobre 1997 a Piazza Navona. Caforio, redattore di Radio Radicale, era in Largo Goldoni quel 25 ottobre. <p>"Era sabato pomeriggio - ricorda il militante radicale - era in corso una manifestazione della Lista Pannella, Antiproibizinista e Referendaria, noi antiproibizionisti giravano intorno al palco. Poco distante, a Piazza del Popolo, era radunata una folla che seguiva il comizio di Fausto Bertinotti. Mancavano pochi giorni alle elezioni comunali romane. Assieme a me erano presenti Rita Bernardini, Cristiana Pugliese, Pier Giuseppe Camici, Mauro Zanella e molti altri. Ognuno di noi aveva alcune bustine contenenti pochi grammi di hashish, che cedeva gratuitamente ai passanti, direi compiaciuti". <p>"Rimasi presto senza bustine - continua Caforio - quindi ne chiesi altre ad uno dei miei compagni e ricominciai a distribuirle. Una volta tornato a Largo Goldoni, dove stava parlando Marco Pannella, mi resi conto che c'erano stati i primi arresti. Credo che Rita Bernardini fosse già stata portata via. C'era molto trambusto nella piazza, circa quattrocento persone. Mi accorsi subito della presenza di poliziotti in borghese della Digos, mi avevano già arrestato il 12 ottobre. Stavolta però erano tranquilli, stavano lì a guardare".<p>"Presi una telecamera ed entrai in Largo Goldoni lanciando alcune bustine, la gente si buttava a prenderle. Trenta secondi dopo mi piombarono alle spalle due agenti in borghese della narcotici. Mi strattonarono, tentarono una perquisizione sul posto, mi caricarono in macchina a sirene spiegate verso la questura". <p>