02 NOV 2001

Laos: Dell'Alba riferisce l'esito dell'incontro tra l'ambasciatore italiano ed i radicali detenuti

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L'ambasciatore italiano in Thailandia è riuscito a incontrare i tre militanti italiani detenuti da una settimana.

«Li ha trovati - riferisce Gianfranco Dell'Alba - in buone condizioni di spirito, provati dalle condizioni di detenzione che ha definito 'severe'».

Si attendono conferme dall'ambasciatore belga e da quello russo, che dovrebbero avere incontrato Olivier Dupuis e Nicolaj KhramovRoma, 2 novembre 2001 - Stamani l'ambasciatore italiano a Bankok Stefano Starace Janfolla, l'ambasciatore belga e l'ambasciatore della commissione europea in Indocina e Malaysia, Klauspeter Schmallenbach,
sono a Vientiane.

L'ambasciatore Starace è riuscito ad ottenere un colloquio con i cinque radicali detenuti ormai da una settimana dalle autorità laotiane per avere esposto uno striscione e distribuito volantini con la scritta «Democrazia, libertà e riconciliazione».

Subito dopo la visita, l'europalrlamentare della Lista Bonino Gianfranco Dell'Alba si è messo in contatto con il diplomatico italiano.

Di seguito riportiamo quanto ha riferito Dell'Alba nel corso del suo intervento al Comitato Nazionale di Radicali Italiani.Stanno bene, ma le condizioni di detenzione sono «severe»«L'ambasciatore Starace è riuscito ad ottenere un colloquio con i cinque radicali.

Ha visto i tre italiani: Bruno Mellano, Silvja Manzi e Massimo Lensi.

Li ha visti ad una distanza di 8-10 metri è stato chiesto di parlare in inglese per consentire ai laotiani di capire cosa dicevano.

La conversazione, un po' surreale, si è svolta in tre lingue: italiano, laotiano e inglese.

Li ha trovati in buone condizioni di spirito, provati dalle condizioni di detenzione che ha definito 'severe'.

Li ha trovati però in condizioni fisiche che non lasciano alcun dubbio sul fatto che a sentir lui, sia per sua costatazione, sia per quanto ha potuto intendere, che non ci sarebbero state violenze fisiche sui nostri compagni».«Le condizioni di detenzione sono molto severe nel senso che sono tutti insieme, però chiusi in celle singole da dove non hanno diritto di uscire.

Sono praticamente in regime di isolamento 24 ore su 24.

Fino ad adesso non hanno potuto avere accesso alle loro cose, ai loro medicinali, ad esempio, né ad altro che al pasto del carcere e soprattutto all'acqua del carcere, che è l'acqua del rubinetto, e che secondo Starace non è particolarmente indicata.

L'ambasciatore ha chiesto ed ottenuto su questi punti un'ora di camminata al giorno e per quanto riguarda i pasti, la possibilità di prendere sui soldi che sono stati sequestrati a loro, soldi sufficienti per acquistare pasti ed altri medicinali o altro».Tempi «non brevissimi» per il processo«In Laos, il periodo attuale è una sorta di Ferragosto laotiano con una serie di cerimonie e feste religiose che fanno sì che la città si è un po' svuotata della sua classe dirigente che è in provincia.

In più ministri importanti come il ministro degli esteri si trovavano al di fuori del paese.

L'incontro è stato possibile perchè ieri finalmente c'è stato il contatto tra l'ambasciatore italiano ed il ministro degli Esteri del Laos a Singapore, il quale ha autorizzato il ministro dell'Interno a dire ai suoi sottoposti di consentire queste visite.

Il tramite sono stati dunque il ministro degli esteri e il ministro degli interni e questa mattina vi è stato questo sblocco».«Nessuno voleva decidere su questa materia, soprattutto per questa assenza di potere.

Per una nuova visita l'ambasciatore italiano deve ripercorrere tutta la trafila burocratica.

Quindi mi ha detto che sta valutando, aspetta gli altri ambasciatori per capire cosa fare.

Hanno chiesto all'ambasciata francese, che cura gli interessi italiani e belgi in particolare, di poter essere lei autorizzata ad una sorta di visita quotidiana ai cinque e stanno aspettando la risposta.

I suoi interlocutori hanno parlato di tempi non brevissimi per il processo.

Rispetto a quello che si era sentito dire: quindi, oggi o domani.

Non voglio nemmeno dire che non brevi siano tempi lunghissimi.

Naturalmente hanno escluso la possibilità che potesse avvenire, come altre fonti avevano detto, questa settimana.

Hanno detto che è il procuratore che deve decidere, tanto è vero che anche sugli avvocati che sono stati allertati innanzitutto in sede europea, anche per quanto riguarda il diritto di visita degli avvocati, sono stati più vaghi dicendo che dipende dal procuratore».«Infine è attualmente in corso, nel senso che loro sono riuniti nella residenza dell'ambasciatore svedese, stanno aspettando il ritorno dell'ambasciatore belga che avrebbe visto Olivier e dell'ambasciatore russo che avrebbe visto Nicolaj, e quindi abbiamo un altro appuntamento telefonico tra una mezzoretta per le condizioni degli altri due e per un punto della situazione più complessivo su questa situazione che da un lato, a mio giudizio, rassicura molto, dall'altro però incardina una procedura che secondo l'ambasciatore non è di immediato sblocco».

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