08 NOV 2001

Laos: Pannella a Radio Radicale, Straordinaria l'iniziativa dei cinque radicali

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«Cinque nomi estratti a sorte» da «cinque matti radicali» in questi giorni hanno fatto accadere cose straordinarie.

Marco Pannella riconosce la solidarietà di tutti, ma non transige sul silenzio di treRoma, 8 novembre 2001 - In queste ultime ore sono accadute cose «straordinarie».

Marco Pannella se ne è accorto scorrendo le notizie di agenzia.

Cose inimmaginabili fino a qualche giorno fa, ottenute nel «modo sommesso da formica» che caratterizza da sempre i radicali.Un aereo militare italiano con un membro del governo a bordo, l'onorevole Margherita Boniver, ha chiesto di poter
atterrare in Laos e non a Bangkok, cosa che non accade tutti i giorni da quelle parti.

Contemporaneamente l'ambasciatore del Laos a Bruxelles comunicava al suo governo che otto parlamentari europei avevano chiesto il visto per entrare nel paese.

Poco dopo il Presidente della Commissione Europea Romano Prodi, l'Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera e di sicurezza Xavier Solana, prendevano una posizione netta nei confronti della Repubblica Popolare del Laos.Nella giornata di oggi si è mobilitata persino la presidenza belga dell'Unione annunciando di avere avviato iniziative per ottenere la liberazione dei cinque radicali.

Prodi ha scritto questo pomeriggio al presidente del Laos, Khamtay Siphandone, per chiederne il rilascio immediato.

Questa sera la commissione Affari esteri ha constatato che le autorità laotiane, con la detenzione arbitraria di Olvier Dupuis, Nikolaj Khramov, Massimo Lensi, Silvja Manzi e Bruno Mellano dal 26 ottobre 2001 e di Keuakoun, Sisa-At, Phengphanh, Chanmanivong e Keochay, i leader degli studenti laotiani dal 26 ottobre 1999, hanno apertamente violato l’Accordo di cooperazione fra UE e Laos.

Il lavoro militante straordinario dei radicaliCose, appunto, «straordinarie» come ripete più volte Pannella, ottenute con uno strumento perfetto quale è quello dell'azione nonviolenta.

Il leader radicale legge un'ansa in cui si scrive che Margherita Boniver cenando con un membro del governo laotiano ha posto il problema dei cinque studenti scomparsi da due anni.

«Sono stati processati?» - avrebbe chiesto il sottosegretario agli Esteri.

«No, ma lo saranno presto».

«Vorrei tanto poterlo dire a loro cinque - osserva Pannella - per far capire loro che qualcosa sono riusciti ad ottenere».«Dobbiamo ringraziare le persone che hanno dato vita a questo satyagraha, il presidente Ghigo, il lavoro militante straordinario che Radicali Italiani ha fornito e che ha permesso quella grande straordinaria mobilitazione del ceto politico parlamentare piemontese in modo particolare, Carmelo (Carmelo Palma, consigliere regionale piemontese della Lista Bonino, ndr) era da solo, Bruno (Bruno Mellano, ndr) era di là, 34-35 consiglieri regionali di ogni parte politica...».Un'idea piccola, cinque nomi impronunciabili estratti «a sorte», come ha scritto Adriano Sofri, dalla «megalomania radicale», portati all'attenzione di tutti da «cinque matti che sono andati a gridare sull'orlo del loro pozzo».

Impresa difficile per un'etnia poco amata dai media come quella di cui parliamo e che in questo modo ha deciso di attuare la propria «resistenza».Niente di straordinario, invece, nel silenzio dei soliti treAlla vigilia di una conclusione felice di questa vicenda, Pannella «tocca ferro» ma tiene anche a sottolineare un particolare.

Le cose straordinarie e l'interesse di cui abbiamo parlato non valgono nulla agli occhi di Vespa, Santoro, Biagi.

Di questo parleranno domani, dopo il processo, Marco Pannella ed Emma Bonino.

«Le loro trasmissioni - dice il leader radicale - costituiscono un peso insopportabile per la vita nella società italiana.

Non accetteremo mai più di andarci.

Nel modo sommesso da formica, diremo: noi o loro».Ri-conoscenza per Adriano Sofri e Marco BoatoVa invece tutta la «ri-conoscenza» di Marco Pannella a Marco Boato, che questa sera ha formulato un'interpellanza urgente alla Camera.

Ed un ringraziamento ad Adriano Sofri.

«E' anche una metafora - spiega il leader radicale - che Adriano scriva quello che scriva nel nostro paese dal carcere.

A volte i canarini si tengono in gabbia perché cantano meglio.

Da Ernesto Rossi, però, sappiamo che il carcere è una prova tremenda che seleziona i canarini, ma nessuno ha il diritto di tollerare che ci siano queste selezioni».

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  • <strong>Link</strong>: <br>L'interpellanza urgente di Marco Boato alla Camera<br>L'intervento di Adriano Sofri su Il Foglio<p>
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