10 NOV 2001

Laos: A Roma i cinque militanti radicali, ma la battaglia continua

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 38 min 16 sec

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Registrazione video di "Laos: A Roma i cinque militanti radicali, ma la battaglia continua", registrato sabato 10 novembre 2001 alle 00:00.

La registrazione video ha una durata di 38 minuti.

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  • Il video dell'arrivo di Bruno Mellano, Massimo Lensi e Silvja Manzi a Fiumicino

    <p><strong>Dopo due settimane di detenzione e la condanna, i cinque militanti radicali sono giunti stamani a Roma, stanchi ma nemmeno troppo provati. Soprattutto consapevoli che la loro condizione in Laos era quella di stranieri in qualche modo «privilegiati» e che per questo la loro battaglia è appena cominciata</strong><p>Roma, 10 novembre 2001 - «Stiamo tutti bene, siamo felici di essere qui, molto meno per quelli rimasti lì. Penso che ci sentiremo molto presto». <strong>Silvja Manzi</strong> sta bene, soprattutto il suo umore è alto. Più stanco <strong>Bruno Mellano</strong>, che racconta l'esperienza vissuta in un carcere che pure rispetto agli standard laotiani definisce «di lusso». <p>«Salve a tutti, siamo vivi e vegeti, stiamo abbastanza bene, sicuramente commossi di essere tornati in Italia, siamo stanchi, siamo stanchi. Io e Khramov siamo stati anche picchiati, ma non possiamo lamentarci perchè sicuramente era un carcere di lusso quello in cui ci trovavamo. Il processo era una farsa, come molte cose ha dimostrato che i regimi sono tragici e ridicoli, con un avvocato che sembrava dalla parte del giudice, una mera formalità, le voci del carcere ci davano già per condannati il giorno prima». <p><strong>Boniver: «Una vicenda che ha dell'eroico»</strong><p>Accompagna i cinque militanti del Prt, il sottosegretario agli esteri <strong>Margherita Boniver</strong>. «Ho potuto cogliere - spiega Boniver - la grande duttilità, il grande senso di pragmatismo ed il fiuto politico anche del governo laotiano che ha deciso dopo troppo tempo che a loro conveniva una procedura di questo tipo, ovvero un processo lampo, una condanna a due anni e l'espulsione. Comunque anche questo è un segnale. Se fosse successo qualche anno fa avrebbe avuto un esito molto diverso la vicenda che ha naturalmente dell'eroico. Questi cinque radicali hanno acceso un riflettore su un paese dove i diritti umani sono ben lungi dall'essere rispettati».<p><strong>Dupuis: «La battaglia comincia»</strong><p>«Da quello che abbiamo visto e imparato nel carcere - è la prima dichiarazione del segretario del Partito radicale Transnazionale <strong>Olivier Dupuis</strong> - dove siamo stati con i cinque studenti scomparsi nelle carceri ci sono altre decine, centinaia di desaparecidos laotiani, e quindi la battaglia comincia».<p>«Lì la cosa più bella è stata l'accoglienza dei detenuti che sin dal primo momento ci hanno portato sigarette, tutto. Che anche quando hanno avuto l'ordine di non parlarci più hanno continuato giorno dopo giorno a portarci sigarette, acqua calda, correndo anche dei rischi. Siamo partiti in cinque per altri cinque. Siamo tutti in ottima condizione fisica, qualche chilo in meno ma questo non fa mai male». <p>«Da Emma e un po' ieri dagli ambasciatori abbiamo saputo quello che avete fatto qui, delle difficoltà che avete riscontrate con alcuni governi in particolare, questo è una cosa sulla quale sicuramente si dovrà ragionare. Questo è l'inizio di una battaglia, questo è un paese allucinante, questo è un comunismo rifondato che possiamo definire clepto-comunismo o narco-comunismo, ne parleremo sicuramente anche con Bertinotti, perché è un modello veramente impressionante. Tutto si compra: la vita, l'uscita dal carcere... è una cosa davvero molto molto grave».<p><strong>Eravamo prigionieri privilegiati, la situazione è peggiore</strong><p>«Sto abbastanza bene - racconta <strong>Nicolaj Khramov</strong> - nel senso che non è un'esperienza molto orribile, la nostra. Sicuramente noi eravamo i prigionieri più privilegiati. Abbiamo visto alcune cose che ci possono far capire che la situazione in Laos è ancora peggiore dal punto di vista dei diritti umani di quanto noi potessimo immaginare prima di arrivare lì. I primi tre o quattro giorni eravamo insieme ad altri prigionieri laotiani e stranieri in una prigione per stranieri, poi al quarto giorno siamo stati completamente isolati dagli altri prigionieri e messi ognuno in una cella. Due tra di noi, io e Bruno Mellano, sono stiati picchiati il giorno successivo all'arresto. Nulla di grave, abbiamo ricevuto qualche saluto da parte della polizia laotiana».
    0:00 Durata: 7 min 40 sec
  • <strong>Giorno per giorno</strong> <br> <strong>9 novembre</strong>: Rientrano in Italia i cinque esponenti radicali, ma la lotta contro i peggiori regimi del mondo continua <strong>9 novembre</strong>: Concluso il processo con un verdetto di espulsione<br> <strong>8 novembre</strong>: Imminente il processo ai cinque militanti radicali arrestati<br> <strong>7 novembre</strong>: Dura detenzione per i cinque radicali<br> <strong>7 novembre</strong>: Nuovo incontro con i militanti radicali in carcere 6 novembre: Più di 200 in sciopero della fame<br> 5 novembre: L'Europarlamento chiede notizie dei desaparecidos <br> 5 novembre: Giunge all'Europarlamento la lotta radicale per i diritti umani in Laos<br> 3 novembre: Oltre 100 radicali in sciopero della fame per la democrazia in Laos<br> 2 novembre: Visitati i radicali, detenzione dura, ma la lotta prosegue<br> 1 novembre: Pannella, "Noi unici alleati di due miliardi di oppressi nel mondo"<br> 1 novembre: Ancora nessuna notizia sui 5 "desaparecidos" 1 novembre: Pannella, "Riterrò Prodi, Berlusconi e Ruggiero responsabili" 31 ottobre: Pannella inizia domani uno sciopero totale della sete<br> 31 ottobre: Radicali "desaparecidos", Roma come Vientiane<br> 30 ottobre: Radicali accusati di "Attentato all'ordine costituzionale" 29 ottobre: La Farnesina prevede una soluzione difficile 29 ottobre: Preoccupazione ed allarme per la sorte dei radicali 'desaparecidos' 27 ottobre: Resi noti nomi e volti 26 ottobre: La manifestazione e l'arresto
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  • Ascolta le interviste di RR

    0:00 Durata: 13 min 1 sec
  • Il video dell'incontro con Olivier Dupuis e Nicolaj Khramov

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