12 NOV 2001

Speciale Wto: Della Vedova, La Cina ammette che i diritti umani sono un «lusso»

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 14 min 45 sec

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12 novembre 2001 - A Doha, in Qatar, quella appena trascorsa è stata una lunga notte di lavoro.

Dopo i fitti colloqui, tra le delegazioni al Wto sembra profilarsi un'intesa sui farmaci salvavita.

Benedetto della Vedova fa parte della delegazione del Parlamento Europeo presente al vertice.

Qui a Doha, oltre a seguire l'andamento delle trattative, ha incontrato il rappresentante parlamentare della delegazione cinese sottoponendo alla sua attenzione la questione dei diritti umani nel paese, ed ottendendo una risposta diplomatica quanto sorprendente: uno Stato in cui centinaia di milioni di persone
se non muoiono di fame sono ai minimi livelli di sussistenza, solo dopo lo sviluppo economico potrà preoccuparsi di diritti umani.Lo stato delle trattativeAl momento l'Europa sta mediando per una concessione limitata della deroga al Brasile per la produzione di farmaci salvavita, nella specie quelli anti-aids.

Per quanto concerne l'agricoltura, la preoccupazione resta il trade-off che si sta creando con il settore tessile.

Nel caso in cui gli Stati Uniti facessero cadere le misure protezionistiche sul tessile, l'Ue seguirebbe a ruota, con evidenti conseguenze per l'Italia.

La mediazione - spiega ai microfoni di Claudio Landi, il parlamentare europeo - vede protagonista l'Europa, che sta definendo una soluzione di compromesso tra Stati Uniti d'America e Brasile.

Tutta la questione dei farmaci nasce intorno ai farmaci salvavita, a quelli per l'Aids.

Gli stati africani chiedono l'accesso ai farmaci in deroga alla tutela del brevetto delle aziende che li hanno sviluppati».

Il Brasile entra in scena dal momento che, a differenza degli stati dell'Africa, è in grado di produrre tali farmaci.

L'Europa sta mediando per una posizione intermedia, che tende a restringere le deroghe a casi ben identificati di epidemie.

«Uno dei rischi - afferma della Vedova - è quello della triangolazione.

Il Brasile produce farmaci antiaids per l'Africa che potrebbero andare in altri mercati dove la deroga non è consentita».

La negoziazione successiva dovrà stabilire eventuali sanzioni, a Doha, in questo sensosi fissano soltanto dei paletti.

«Per quanto concerne l'agricoltura - aggiunge poi l'europarlamentare - le cose vanno abbastanza bene.

La preoccupazione dei negoziatori europei è che si sta creando una sorta di trade-off tra tessile e agricoltura, nel senso che da parte dei paesi meno avanzati almeno uno dei due elementi del fronte protezionista cadano».

L'Ue e gli States sulla questione paiono avere una posizione di mutuo soccorso.

L'Europa ha fatto capire che è disposta sul tessile ma non sulla questione agricola, viceversa gli Usa.

Tuttavia questa non è una situazione definitiva.

«Se l'America mollasse sul tessile - dice della Vedova - l'Europa seguirebbe.

E l'Italia avrebbe da questo punto di vista delle conseguenze non indifferenti».

Perché Pascal Lamy sul Rainbow Warriors?A margine di queste considerazioni, il nostro corrispondente segnala la visita di Pascal lamy alla «Rainbow Warriors», la nave di Greenpeace.

Della Vedova sottolinea l'effetto mediatico del gesto.

«Se voleva un incontro - spiega - Lamy poteva utilizzare i locali dello Sheraton».

In questo modo, invece, non compie un buon servigio alla Commissione, soprattutto con riguardo alla delicata posizione europea sulle questioni ambientali.

I diritti umani in Cina sono un «lusso»Altra questione significativa è l'ingresso di Taiwan nell'Organizzazione mondiale del commercio.

Immediatamente vi è stata «una levata di scudi cinese» contro questo paese, definito una «provincia della Cina».

Della Vedova ha avuto un incontro - che definisce «molto franco» - con il capo della rappresentanza parlamentare cinese sullo stato dei diritti umani nel paese.

I diritti umani sono ancora considerati dai cinesi «un lusso».

Il parlamentare cinese ha spiegato che uno Stato in cui centinaia di milioni di persone se non muoiono di fame sono almeno ai minimi livelli di sussistenza, solo dopo lo sviluppo economico potrà preoccuparsi di diritti umani.

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