02 DIC 2001

MO: Due stragi in poche ore

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 min 47 sec

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In dodici ore due attentati, a Gerusalemme e ad Haifa, uccidono 26 israeliani.

Rivolta ad Eley Sinai 2 dicembre 2001 - A sole dodici ore dal gravissimo attentato di Gerusalemme, un'esplosione avvenuta a bordo di un autobus ha provocato almeno sedici vittime nel centro della città costiera di Haifa, situata nel Nord di Israele.L'attentato è stato rivendicato da Hamas attraverso il suo sito internet.

L'esplosione sarebbe stata provocata da due kamikaze membri di Ezzedin al-Qassam, il braccio armato del movimento di resistenza islamico.

Anche la cellula che ieri aveva deposto l'autobomba nel
centro di Gerusalemme apparterrebbe alla medesima organizzazione.

Altro fronte di gravi scontri ad Eley Sinai.

Dopo tre ore di battaglia, un reparto militare israeliano ha ucciso i due palestinesi che in precedenza avevano sparato contro alcune automobili israeliane ad Eley Sinai, nel Nord della Striscia di Gaza, uccidendo una donna e ferendo altre cinque persone.

Arafat convoca il Consiglio militareLa radio israeliana ha appreso da fonti palestinesi che il presidente palestinese Yasser Arafat ha convocato per oggi una riunione straordinaria con i suoi consiglieri militari.

L'emittente riferisce anche che elicotteri israeliani da combattimento sorvolano la città palestinese di Betlemme.Intanto la direzione palestinese fa sapere che condanna «in modo fermo» l'attentato di Haifa.

«Per principio ci opponiamo alla uccisione di civili, siano essi israeliani o palestinesi» riferisce Abdel Ahmed Rahman, il segretario del governo palestinese.

L'inviato del segretario di Stato Colin Powell, Anthony Zinni, ha annullato stamane tutti gli impegni per seguire davicino gli sviluppi della situazione sul terreno dopo l'attentato di ieri a Gerusalemme e l'attacco di stamane a una colonia a Nord di Gaza.Zinni, incaricato da Powell di consolidare il cessate il fuoco fra israeliani e palestinesi, prevedeva di incontrare stamane il ministro israeliano Natan Sharansky e il leader del partito israeliano di sinistra Meretz, Yossi Sarid.

Ma i gravi episodi di violenza, hanno spiegato i suoi collaboratori, lo hanno indotto a rinviare questi impegni e a seguire gli sviluppi della crisi e in particolare l'esito della seduta del Consiglio di Difesa israeliano, presieduto da Shimon Peres.A Washington, intanto, il premier Ariel Sharon si accinge ad incontrare oggi il presidente George Bush.

Secondo la radio israeliana, Sharon ha chiesto che il colloquio si svolga a quattr'occhi.

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