04 DIC 2001

Bonn: Raggiunto un accordo sul testo

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 4 min 34 sec

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Nella notte raggiunto un accordo sul testo.

Gli Stati Uniti ritengono improbabile un accordo sui nomi.

Rischi di implosione nell'Alleanza del Nord Bonn, 4 dicembre 2001 (dal nostro inviato David Carretta) - Questa notte alle due è arrivata la notizia che le quattro delegazioni hanno finalmente approvato la proposta di accordo avanzata dalle Nazioni Unite, qualche giorno fa.

Questa accordo prevede una fase ad interim ed una fase transitoria per portare l'Afghanistan ad una democrazia.

E prevede fra l'altro un'amministrazione provvisoria: una specie di governo formato da 29 membri con un
presidente, 5 vicepresidenti e 3 ministri.

Prevede una commissione speciale indipendente per convocare la Loya Jirka, l'assemblea tradizionale afghana.

E prevede un protocollo nel quale i rappresentanti afghani a questa conferenza chiedono l'invio di una forza internazionale di peace-keeping all'Onu.

Questo, in sintesi, l'accordo approvato nella notte.

Il problema che rimane è, naturalmente, «chi fa cosa» in questo governo, chi farà il presidente di questa amministrazione provvisoria.

Vi sono due candidati favoriti.

Innanizitutto, Abdul Sattar Sirat, capodelgazione del gruppo di Roma, che era stato molto quotato nella giornata di domenica.

Ieri, invece, è emerso con più forza il nome di Sayed Hamid Karzai, leader pasthun del Sud del paese, emissario del re in Afghanistan dal mese di ottobre.

Un altro nome di cui si è parlato molto, è Samad Ahmed.

Primo ministro sotto il re negli anni '70.

Potrebbe essere il terzo uomo che alla fine può diventare veramente il presidente dell'amministrazione provvisoria.

L'Alleanza del Nord avrebbe ceduto la posizione di presidente per conservare i tre ministeri-chiave.

Difesa, Interno ed Esteri.

Nella notte di ieri vi è stato ancora una volta uno scontro all'interno dell'Alleanza.

Fino a ieri sera i delegati guidati da Yunus Qanooni non avevano consegnato la lista dei loro candidati al governo.

Ancora una volta vi è stato il tentativo di Rabbani di bloccare i negoziati.

L'attuale presidnete ha autorizzato i suoi a consegnare la lista solo dopo la telefonata con Fischer e con un consigliere del dipartimento di stato americano.

Gli stessi americani fanno sapere che ci sono meno del 50% di possibilità che da questa conferenza escano i nomi.

Quasi per assecondare simbolicamente Rabbani, si è inserito nel testo dell'accordo un preambolo di ringraziamento al presidente.

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