04 DIC 2001

Pensioni: Conferenza stampa al termine dell'incontro tra Governo e sindacati

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 35 min 26 sec

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Alla vigilia degli scioperi contro la modifica dell'articolo 18, i sindacati incontrano il governo per parlare di riforma delle pensioni.

La proposta dell'esecutivo per ora incassa tre sì su cinqueRoma, 5 dicembre 2001 - Domani iniziano gli scioperi proclamati da Cgil, Cisl e Uil contro la modifica dell'articolo 18.

Oggi i sindacati hanno incontrato il governo per parlare di riforma delle pensioni.

Al termine dell'incontro i rappresentanti di Cisal, Uil, Cisl e Cgil hanno risposto alle domande dei giornalisti.

La discussione proseguirà la prossima settimana.

Cgil, Cisl e UIl proseguiranno il
confronto con il governo sulla riforma delle pensioni.

Il documento in cinque punti presentato questa sera a Cgil, Cisl e Uil, infatti, per ora incassa tre «sì» su cinque.

Nessun problema sulla certificazione dei diritti acquisiti, sul graduale superamento del divieto di cumulo pensioni-reddito e sulla liberalizzazione dell'età pensionabile.

Ma per il resto «la situazione è confusa», come spiega al termine dell'incontro, durato circa due ore, il segretario generale aggiunto della Uil, Adriano Musi.«Non capiamo - dice - quale sia la reale intenzione del governo sulla previdenza complementare e sugli incentivi a restare al lavoro oltre l'età pensionabile.

Dobbiamo capire fino in fondo quali punti resteranno e quali saranno eliminati».

Resta anche la questione della decontribuzione per i lavoratori dipendenti messa sul tappeto dal governo «anche se come una delle possibile manovre per compensare le aziende dallo smobilizzo del Tfr» su cui Cgil, Cisl e Uil sono all'unisono inamovibili.«Siamo contrari ad ogni riduzione delle pensioni.

E basta», come scandisce il segretario confederale della Cisl, PierPaolo Baretta.«Resta alta la guardia sull'articolo 18»«Resta alta la guardia dunque dopo gli insegnamenti tratti dal comportamento sull'articolo 18 - prosegue Musi - perché non vorremmo che il 15 dicembre qualcuno pensi di poter introdurre nel disegno di legge cose diverse da quelle concordate in questa sede.

E su questo siamo uniti, siamo compatti, il governo deve capire che in quel caso si troverà contro il mondo dei lavoratori».Sindacati e Governo torneranno dunque a riunirsi giovedì della prossima settimana ma nel frattempo Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto confronti in sede tecnica entro martedì della prossima settimana.

Sempre per martedì il govenro si è nuovamente impegnato a presentare il documento sulle pensioni.La proposta del GovernoE' articolata in cinque paragrafi la proposta di riforma del sistema previdenziale formulata dal Governo.

Si tratta per ora solo di uno schema di proposta, considerato che il documento vero e proprio dovrebbe essere consegnato alle parti sociali martedì prossimo.Ecco, in sintesi, il documento consegnato dal governo ai sindacati.

1.

Maggiore sviluppo della previdenza integrativa.

Sono previste misure intese a «promuovere il conferimento di quote maggioritarie del tfr maturando, alle forme pensionistiche complementari».

Per evitare che lo smobilizzo del tfr comporti oneri aggiuntivi per le imprese «il governo subordinerà tali misure all'individuazione delle necessarie compensazioni in termini di riduzione degli oneri contributivi, agevolazioni di natura fiscale, facilità di accesso al credito».

Sarà garantita la libera scelta tra fondi chiusi e fondi aperti.

Sarà ridefinita la disciplina fiscale della previdenza complementare, in modo da incrementare la deducibilità fiscale della contribuzione ai fondi pensione.2.

Un patto tra Stato e lavoratori.

Il lavoratore che matura i requisiti per la pensione di anzianità riceverà, a cura dell'ente previdenziale di competenza, una 'certificazione' in cui si attesta il diritto alla pensione a partire dalla data in si sono maturati i requisiti.

Tale diritto «potrà essere liberamente esercitato dal lavoratore in qualsiasi momento successivo alla data di maturazione dei requisiti stessi, anche in presenza di modifiche legislative».3.

E' il lavoratore a decidere quando andare in pensione.

L'età pensionabile sarà liberalizzata.

Il lavoratore che ha raggiunto i requisiti per la pensione di anzianità o di vecchiaia potrà decidere di proseguire l'attività di lavoro.

Nel primo caso tale decisione «sarà liberamente esercitabile», nel secondo «sarà subordinata al preventivo consenso del datore di lavoro».Analogo consenso sarà richiesto nel caso l'azienda versi in stato di crisi o di ristrutturazione, «previo accertamento da parte del ministero del lavoro».4.

Incentivi fiscali e contributivi per chi resta al lavoro.

Se il lavoratore che ha maturato i requisiti per la pensione decide di rimanere avrà diritto «all'applicazione di un regime contributivo speciale, consistente nella riduzione a zero dei contributi previdenziali posti a carico del lavoratore stesso e del datore di lavoro».

Tale sgravio contributivo «dovrà andare principalmente a beneficio del lavoratore».

5.

Abolizione progressiva del divieto di cumulo.

La possibilità di cumulare tra redditi da lavoro e redditi da pensione verrà «progressivamente estesa anche a chi percepisce la pensione di anzianità».Aumenta l'aliquota per i collaboratori coordinati e continuativiNel testo consegnato oggi si escludono interventi per «perequare le diverse aliquote contributive, salvo che per i collaboratori coordinati e continuativi, la cui aliquota sarà equiparata a quella dei commercianti».

Passerà dal 12,5% al 16,9% nel 2002).

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