15 DIC 2001

Nuovo PSI: Il Congresso di Craxi e Martelli (II giornata)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 15 ore 55 min
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Roma, 15 dicembre 2001 - Si apre con il messaggio di augurio del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ed un convegno sullla Critica sociale la seconda giornata di Congresso qui al Summit.

Invero discussioni e polemiche in casa socialista non sembrano prossime a finire, e si riaccenderanno nel pomeriggio con la riapertura del dibattito.

Infatti, mentre all'Hotel Ergife De Michelis dichiara tutta la sua amarezza per l'azione civile intentata dagli ex compagni, nel corso della seconda sessione del Congresso del Summit, Claudio Martelli e Bobo Craxi ribadiscono che la loro è un'«area
autonomista del Psi che punta all'unità dei socialisti e a un accordo con le forze liberali, democratiche, radicali e repubblicane oltre a un dialogo critico con Margherita e Ds».

E le polemiche sull'uso del simbolo, del nome e sulle alleanze, non sono tutto, come chiariscono i due discorsi tenuti da Stefania Craxi.

La figlia dell'ex presidente del Consiglio, interviene prima all'Ergife, al congresso di De Michelis, poi all'hotel Summit a quello del fratello Bobo, allargando di fatto le distanze in casa socialista.Nel lungo intervento all Congresso del Nuovo Psi, interrotto molte volte dall'entusiasmo della platea, Stefania riconosce nei compagni di strada di De Michelis «la pattuglia di chi non si è piegato», lontani anni luce da quanti hanno avuto il torto di ricorrere a vie legali per difendere il nome e il simbolo del partito.«Stefania sbaglia - è la secca risposta di Bobo - la linea di Gianni è quella che lei più volte ha criticato».

«La verità - aggiunge - è che De Michelis stava portando via con il nome e il simbolo, qualcos'altro...».Non c'è da meravigliarsi dunque, se è salutato da un tiepido applauso e addirittura da qualche fischio isolato, l'intervento di Stefania Craxi al Summit, dove oggio si è spostato il Congresso di Martelli.

Non le baste nemmeno ribadire la sua linea «dura» sui temi della giustizia, escludendo ogni apertura a quegli «ex comunisti che hanno salutato Tangentopoli come una disgrazia provvidenziale capitata ai propri nemici».

Non le basta anche perché, Stefania rivolge l'attacco più duro a Claudio Martelli.

«Leggo sui giornali che pensate a un partito democratico...

Beh, allora aspettatevi i ringraziamenti di Amato e Fassino».

Al di là delle polemiche, ciò che è emerso con chiarezza è le netta distanza tra i fratelli Craxi sulla giustizia e sul modo per uscire dagli anni di Tangentopoli.

«Oggi siamo nel 2002, non nel '94, con ciò - spiega Bobo - intendo dire che se non si sono fatti grandi passi avanti, la situazione non è però peggiorata.

Io sono stato al confino, all'esilio e ho conosciuto la lotta clandestina ma credo che il golpe mediatico giudiziario sia stato ormai consumato.

Lo dimostra il fatto che al governo c'è Berlusconi.

Lui potrà anche fare una riforma della giustizia, ma non può essere questa la base per la rinascita dei socialisti».

Stefania ammette la legittimità di posizioni diverse, ma sottolinea: «Una volta si facevano le correnti, non due partiti...forse è perché ci sono troppi socialisti per un partito solo».

Ed aggiunge: «Mi chiedete se è possibile dialogare sulla giustizia? E con chi dovrei farlo? Non vedo nessun possibile interlocutore».

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