11 GEN 2002

Corte di Cassazione: Interviste a margine dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario 2002

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 17 min 9 sec

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Nonostante la dichiarazione d'intenti di Favara, la relazione di apertura dell'anno giudiziario divide.

Radio Radicale ha raccolto alcuni pareriRoma, 11 gennaio 2001 - «In questo momento noi tutti auspichiamo che abbiano termine dispute, polemiche e accuse e che alla fine prevalga il buon senso finale».

Questo l'appello lanciato dal Procuratore Generale della Corte di Cassazione Francesco Favara al termine della relazione che ha chiuso l'anno giudiziario 2001.

Favara, pur premettendo di voler «mantenersi al di fuori di tale dibattito», ha chiesto «comportamenti responsabili» anche agli
altri protagonisti del processo.

«In futuro, - ha detto - si dovrà evitare l'uso strumentale delle regole di garanzia per ritardare le decisioni che si preannunciano sfavorevoli, perché questo significa operare contro la giustizia.

Occorre accettare le regole della giurisdizione e consentire il normale corso dei giudizia».Un discorso complesso, quello del Pg Favara dà il via libera alla separazione delle funzioni nella magistratura, ma non alla separazione.

Se da un lato commenta positivamente la modifica dell'articolo 270 bis del codice penale, che consente un'adeguata azione di contrasto al terrorismo internazionale, dall'altro si augura che l'attuazione tendenziale del principio del giusto processo, non produca «nuove regole non essenziali che producano un ingiustificato appesantimento delle procedure».

Per il Pg persino l’auspicata depenalizzazione non riesce a stare al passo della tendenza opposta, con l’introduzione di nuovi reati «artificiali e indeterminati» in tutti i campi, «senza un disegno d’insieme».Inevitabili commenti contrastantiInevitabili, dunque, i commenti caustici.

«Mi è parsa più una seduta spiritica che un'assemblea per l'inaugurazione dell'anno giudiziario» - ironizza l'ex sottosegretario all'Interno Carlo Taormina.

In particolare, Taormina critica il sì alla separazione delle funzioni tra i magistrati.

«Se la collaborazione si deve realizzare su una separazione di funzioni che però presuppone che si facciano gli stessi concorsi e le stesse carriere, francamente -sostiene- è difficile trovare un accordo».L'ex sottosegretario evidenzia poi come siano pochi i processi che si concludono con la condanna dell'imputato.

«Del resto - nota - é stato lo stesso Pg a dire che in primo grado è stato assolto il 25% degli imputati, nel secondo un altro 20% e in Cassazione un altro 20% ancora.

Su 100 imputati nei confronti dei quali si iniziano i processi, mi sembra siano ben pochi quelli condannati».Per il procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna è importante il riferimento che il procuratore generale Favara ha fatto ai rapporti internazionali e alle strutture sovrannazionali ma ancor di più il riferimento al rapporto tra garanzie e il processo.

Il Pg - spiega Vigna - ha ricordato che «le garanzie processuali devono essere svolte all'interno del processo che ha una sola finalità, che è quello del raggiungimento di un accertamento.

Le garanzie processuali devono quindi essere funzionali a tale accertamento.

E' da evitare l'uso strumentale di tali garanzie processuali che invece di arrivare all'accertamento tendono ad evitare il processo stesso E gli esempi possono essere le continue ricusazioni e le continue impugnazioni che in molti casi servono semplicemente a non raggiungere l'accertamento processuale».Piace, invece, al presidente dei penalisti italiani Giuseppe Frigo il metodo indicato da Favara.

Per Frigo, «la contrapposizione con reciproca delegittimazione non serve a nessuno», mentre la relazione di oggi consente di riaprire il dialogo.

«Il tradizionale monologo - spiega - è apprezzabile soprattutto per l'approccio metodologico.

Si è dichiaratamente rifiutato di schierarsi nelle polemiche di questi giorni.

Quando il pg invita a tutti a impegnarsi nel merito delle riforme, lasciando polemiche strumentali e reciproche delegittimazioni è augurabile che si apra un dialogo tra tutti».

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  • Giuseppe Gennaro, presidente Associazione Nazionale Magistrati

    <strong>Le interviste a margine</strong>
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  • Pierluigi Vigna, procuratore nazionale Antimafia

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  • Giuseppe Frigo, presidente dell'Unione Camere Penali

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  • Carlo Taormina, ex sottosegretario del Ministero dell'Interno

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