14 GEN 2002

Giustizia e politica: Intervista ad Antonio Baldassarre

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 8 min

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Dopo Vincenzo Cainiello, anche Antonio Baldassarre critica duramente il comportamento tenuto in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario dal Pg della Corte d'Appello di Milano.

Per il presidente emerito della Consulta, Borrelli ha «incitato alla violenza» ed è «molto grave che questo sia venuto da un magistrato»Roma, 14 gennaio 2001 - Il discorso di Borrelli è stato un incitamento anche alla violenza, contrario ai principi democratici e irrispettoso del monito arrivato dal Presidente Ciampi.

E' il parere espresso, ai microfoni di Claudio Landi, dal presidente emerito della Corte
Costituzionale Antonio Baldassarre secondo il quale va fatto un distinguo tra quel che, in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario, si è detto a Milano e i discorsi fatti nelle altre sedi.«In altre sedi diverse da Milano - ha detto Baldassarre - ci sono stati discorsi che si possono condividere o meno ma discorsi nell'ambito dei principi democratici, del rispetto reciproco e della serenità di giudizio.

Invece, a Milano ci sono stati toni forti, toni che hanno incitato anche alla violenza perché resistere significa resistere con qualsiasi metodo e anche con metodi non democratici.

Ed é poi molto grave che questo sia venuto da un magistrato».Aggrava il tutto, secondo Baldassarre, il fatto che ciò sia avvenuto dopo che il Pg Giuseppe Favara, il giorno prima, aveva esortato i magistrati a un confronto sereno sui problemi della giustizia.

Nessun commento sulla vicenda Sme.

I giudici - secondo il presidente emerito della Consulta - devono fare i giudici nell'ambito a loro deputato, ovvero nel corso dei tre gradi di giudizio.

«Qualunque cosa io dicessi - ha sottolineato Baldassarre - contribuirebbe a peggiorare la situazione».

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