26 GEN 2002

Sdi: «110 anni di storia: il Psi e il socialismo italiano» (con Boselli, Fassino, Amato ed altri)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 5 ore 22 min

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Un convegno sui 110 anni del socialismo italiano, è l'ennesima occasione per riflettere sulla crisi conclamata dell'UlivoFirenze, 26 gennaio 2002 - Il titolo del convegno invitava a volgere lo sguardo al passato.

Ma la crisi dell'Ulivo, paventata da anni ormai, ed attualmente manifesta e conclamata, ha portato i leader politici del presente e del passato a volgere lo sguardo in avanti.

Primo tra tutti: il segretario dei Ds, Piero Fassino, che ha sottolineato come nessuna forza politica abbia un futuro fuori da una strategia di alleanze.«Con il 13 maggio si è chiusa una fase politica iniziata
nel '96» — ha detto Fassino.

«Noi dobbiamo fondare ora un nuovo Ulivo partendo dai problemi degli italiani.

Dobbiamo definire un progetto che dica con chiarezza come pensiamo il futuro dell'Italia».

Obiettivi che non si centrano se la sinistra continua a litigare.

E il leader dei Ds ha ricordato che proprio la sinistra ha speso più energie nel combattersi e tentare di annientarsi, piuttosto che nell'espandersi.«Ora è tempo di costruire una casa comune - ha spiegato l'ex ministro della Giustizia -, dove si possa davvero creare un partito espressione del riformismo socialista europeo».

A Fassino sono andati gli applausi della platea, ma non quelli di Bobo Craxi.

«C'è uno stato di confusione così elevato - ha spiegato Craxi - che mi sembra complicato risolvere la crisi dei Ds, la crisi dell'Ulivo e la questione socialista allo stesso tempo.

Credo che ancora non ci sia lo spazio politico per riunire tutto il popolo socialista.

E credo che l'errore dell'Ulivo, liquidato oggi da Fassino, sia stato aver pensato di costruire la sinistra senza risolvere la questione socialista».

Questione socialista che Giuliano Amato ha detto di comprendere benissimo.

«Ma questo — ha aggiunto — è il momento di assumersi ognuno le proprie responsabilità.

La straordinaria capacità di dividersi e prendersi a schiaffi non aiuta a vincere.

Dobbiamo essere collante e non pezzo marginale».

Infine ha sottolineato che il partito riformista è il primo dei due cardini, insieme alla Margherita, di un'alleanza a due, in un centrosinistra semplificato e vincente».

«Bisogna che i Ds si chiariscano: non si può, ogni giorno, com'é accaduto nei giorni scorsi, dire ai giornali che c'è il pericolo di una balcanizzazione dell'Ulivo e poi, alla sera, partecipare alla balcanizzazione aprendo polemiche».

Il segretario dello Sdi, Enrico Boselli, non ha dimenticato l'annessionismo di D'Alema.

Per questo ha stigmatizzato le polemiche sorte in merito alla «doppia leadership» di Rutelli.

«Delle due l'una: o si giudica pericolosa la divisione, la polemica, la balcanizzazione ed allora si fanno appelli morali; oppure si partecipa direttamente a creare questi scontri e, poi, non ci si può lamentare».

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